F1 | Il GP di Spagna vissuto tra i tifosi: emozioni e sensazioni che solo la Formula 1 può dare

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Un Gran Premio di Formula 1 è un evento che, anche al più distratto e disinteressato cittadino della località coinvolta nell'organizzazione, non può passare inosservato. Per una settimana circa ci si trova costretti a fare i conti con una miriade di appassionati che arrivano dalla più svariate città del mondo con conseguenti affollamenti di mezzi pubblici, esercizi commerciali e (perchè no?) anche un pizzico di mancanza delle proprie abitudini e della propria privacy. Ma l'indotto che tutto ciò porta vale qualche piccolo sacrificio visto che permette, come si dice in gergo, di far girare l'economia locale.

La cittadina di Montmelò è un comune di circa 9000 abitanti, distante circa 30 km da Barcellona, ed è diventata così nota agli appassionati del motorsport perchè in essa è situato il Circuit de Catalunya, teatro di gare principalmente per la Formula1 e la MotoGp, ma anche dei test invernali per le scuderie del Circus. Nei giorni che precedono il Gran Premio già di primo mattino si possono vedere tifosi dalle più svariate fedi sportive scendere dal treno proveniente da Barcellona ed incamminarsi a piedi verso il circuito (il servizio navetta non è gratuito né molto frequente) ed è proprio in una di queste occasioni che incrociamo la signora Rosa, venuta da San Paolo, in Brasile, per supportare Felipe Massa. In realtà ci racconta di essere venuta anche in altre occasioni qui in Catalogna soprattutto per il suo idolo Ayrton Senna, di cui custodisce gelosamente una foto autografata e che ci concede di ammirare. Arrivati nei pressi dei vari gate (e grazie alla signora Rosa che ci ha reso leggero il cammino) incominciamo già a respirare aria da Gran Premio: le tribune sono ancora vuote, ma il sole che è già alto unito ad un vento che soffia leggero ci permette di ammirare la bellezza di un impianto osservato tante volte in televisione. 

Visto che le attività in pista devono ancora iniziare e l'impianto è ancora vuoto, decidiamo di passeggiare lungo il percorso per tastare l'atmosfera che c'è in circuito. La cosa che più colpisce durante la tre giorni di un Gran Premio è la tranquillissima convivenza dei tifosi di fazioni opposte che, contrariamente ad altri sport (come il calcio ad esempio) socializzano, magari davanti ad una bella birra fresca, raccontandosi le varie esperienze vissute negli altri circuiti. A farla da padrona, ovviamente, sono gli spagnoli che, nonostante un Fernando Alonso non competitivo, rallegrano la giornata con i loro canti e i loro tamburi, come se si fosse in mezzo alla torcida brasiliana  e mostrando così tutte le caratteristiche peculiari di un popolo caliente come quello spagnolo. Scorrendo nella mappa del tifo in seconda posizione troviamo gli inglesi che, ovviamente, sono tutti per Lewis Hamilton e che al sorpasso del loro beniamino su Sebastian Vettel si lanciano in un boato che si sente da più parti del tracciato. Tanti tifosi anche per Max Verstappen che, dopo il padre (anche se con alterne fortune) ha riportato il popolo olandese nei circuiti: ad accorgersene soprattutto i chioschi destinati alla vendita di birra, praticamente presi d'assalto. 

Capita anche di incrociare una coppia giapponese venuta in Spagna: per via della Honda, penserete voi. Sbagliato! Ide e Hara sono in Catalogna per Fukuzumi e Matsushita, che seguono praticamente in ogni gara: il premio per loro sono due belle vittorie dei loro idoli. E che dire di due pensionati tedeschi, con cui viaggiamo la domenica rientrando dal Montmelò, i quali seguono la Formula 1 fino dagli anni '70 e che per consolarsi del 2° posto di Sebastian Vettel mi dicono: "Meno male che almeno ha vinto Ammermuller!".

Domenica sera appunto, il circuito che solo poche ore prima era stracolmo di gente, ora è silenzioso e deserto, mentre la cittadina di Montmelò, andati via gli ultimi appassionati, si risveglierà per riprendere la solita routine quotidiana stravolta dalla Formula1. Come chi vi scrive, il quale farà il suo bagaglio dove metterà sogni ed emozioni che solo la Formula1 può regalare.

Da Barcellona - Vincenzo Buonpane

 

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