Come abbiamo imparato con la nostra rubrica “Cinema da corsa”, il mondo dei film ha spesso strizzato l’occhio al mondo della competizione automobilistica, ma, nonostante la "potenza di fuoco" disponibile alle latitudini di Hollywood, raramente si sono viste produzioni dedicate alla Formula 1. Sicuramente hanno pesato motivi di budget e logistici (vedere l'intramontabile "Driven" di Sylvester Stallone), ma non dobbiamo sottovalutare un’intrinseca difficoltà a costruire una storia interessante e capace di tenere lo spettatore incollato allo schermo.

Oggi il calendario ci ricorda che è l'otto Marzo, la festa internazionale della donna. Per quanto la ricorrenza sia più o meno sentita o più o meno bistrattata, dipende dai contesti, vorremmo celebrare l'altra metà del Cielo che la domenica si mette un casco e si siede dietro un volante, prendendo in considerazione quattro profili di donne che hanno corso nelle categorie più esposte del panorama motoristico internazionale (Formula 1 e IndyCar in tutte le sue declinazioni).

Cosa può portare un tifoso a distanza di più di vent'anni dalla sua scomparsa a scrivere un libro sul proprio idolo sportivo? Può un pilota di Formula 1 emozionare e movimentare folle oceaniche di persone che si radunano per commemorare le dati particolari della sua vita? A queste ed altre domande risponde direttamente Carlo Ametrano, scrittore napoletano di Castellamare di Stabia, che nel suo libro ripercorre la carriera di Ayrton Senna con una dettagliatissima galleria fotografica ed interventi di Ettore Giovannelli, giornalista di Rai Sport, e Roberto Giugni, il primissimo rivale del brasiliano ai tempi del kart

Proseguiamo il nostro percorso nella cinematografia da corsa con il primo docu-film dedicato al grande Ayrton Senna da Silva, intitolato semplicemente "Senna" del regista Asif Kapadia. E’ la prima opera cinematografica dedicata al grande campione brasiliano, al quale sono state dedicate canzoni (tra di esse la splendida “Ayrton” di Lucio Dalla), libri e moto (Ducati nel '94 con la 916 e nel 2013 con la 1199 Panigale ed MV Agusta nel 2002 con la F4 750).

Prosegue il viaggio di LiveGP nel cinema da corsa con uno dei più recenti film sul motorsport. Stiamo parlando di "Veloce come il vento", pellicola del 2016 di Matteo Rovere, ispirata alla figura del pilota di rally Carlo Capone, vincitrice di ben sei David di Donatello tra cui quello per Stefano Accorsi come miglior attore protagonista

Oggi la nostra rubrica “Cinema da corsa” prosegue parlando di una miniserie televisiva di due puntate, andate in onda per la prima volta su Canale 5 nel 2003, realizzate per  raccontare la storia della più importante figura italiana nella storia dei motori: Enzo Ferrari. La serie è intitolata semplicemente “Ferrari” e ripercorre, tramite l’intervista di un particolare interlocutore, la vita del “Drake”, che proprio in occasione del 120° anniversario della sua nascita andiamo a ripercorrere.

È senza dubbio il capostipite e, per molto tempo, ha rappresentato anche la pietra miliare nonché un difficile metro di paragone per tutti gli altri film di questo genere: stiamo parlando di "Grand Prix" il film uscito nelle sale cinematografiche nel 1966 e diretto magistralmente da John Frankenheimer. La pellicola narra del campionato di Formula 1 visto nelle varie sfaccettature dei piloti: dal giovane di belle speranze al veterano prossimo a lasciare il volante, ma anche da un punto di vista femminile molto interessante per l’epoca.

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