Formula E: benvenuti nella nuova frontiera del motorsport

Formula E

Con il doppio round andato in scena nello scorso weekend tra le strade di Montreal, sono calati i veli sulla stagione 2016-2017 di Formula E che ha visto il brasiliano dell’Audi Lucas Di Grassi laurearsi campione del mondo ai danni dello svizzero della Renault e.dams Sebastien Buemi. Archiviata così la terza stagione, la categoria elettrica si appresta a vivere un’annata – la prossima – di “passaggio”, dove la novità più importante sarà rappresentata dall’ingresso della tappa di Roma in calendario. Il tutto in attesa di accogliere i nuovi team che entreranno in scena a partire dal 2018: dapprima BMW (in co-partecipazione con Andretti) e successivamente, dal 2019-2020, Porsche e Mercedes.

Con l’ingresso di queste tre potenze dell’automobilismo, le quali raggiungeranno le già presenti Renault, Audi e Jaguar, la Formula E potrà contare su un nutrito gruppo di case storiche sulla propria griglia di partenza, il quale inevitabilmente si tradurrà in un maggiore effetto economico dovuto al flusso di sponsorizzazioni che girano attorno a questi marchi. Un’opportunità, inoltre, che permetterà alla categoria di crescere e cementificare il proprio brand nella vetrina mondiale del motorsport.

Tra le new entry, le scelte che hanno destato maggior scalpore in tal senso sono state quelle relative a Mercedes e Porsche. Difatti la Stella ha annunciato l’addio al DTM, campionato di “casa” per Stoccarda come per altri marchi tedeschi, per buttarsi a capofitto nella nuova avventura in Formula E. Scelta analoga per la Porsche che ha deciso di mettere la parola fine alla propria categoria di riferimento, il WEC, per abbracciare questa nuova sfida. Una scelta chiara e netta, che Mercedes e Porsche avranno valutato con attenzione e ponderazione, analizzandone i “pro” e i “contro”. Con l’ingresso nella categoria elettrica, la Mercedes punterà alla massima posta in palio ambendo a diventare punto di riferimento come avvenuto in Formula Uno attraverso la tecnologia ibrida. Così come Porsche sfrutterà questo nuovo canale motoristico per trarre giovamento nello sviluppo in questo determinato settore.

Tralasciando per un attimo l’aspetto puramente sportivo, ce ne sono altri che spiegano i motivi (velati e non) del coinvolgimento di marchi importanti in Formula E. Uno è sicuramente quello tecnico, che permette ai vari marchi di sviluppare in ambito stradale quella tecnologia elettrica portata su monoposto. Un altro è sicuramente di stampo regolamentare: rispetto a quello delle altre formule, il regolamento della Formula E è lineare e chiaro, non lasciando spazio a facili interpretazioni. Ultimo, ma non in ordine di importanza, è l’aspetto legato alla sfera economica, con i costi di gestione nettamente più bassi rispetto a quelli delle categorie (Formula Uno su tutte).  

Fattori che ad oggi, a tre anni dall’istituzione di questo campionato sponsorizzato fortemente dalla FIA, hanno decretato la bontà di questo progetto tecnico destinato in futuro ad accrescere maggiormente il proprio appeal nel mondo delle corse. 

Piero Ladisa 

 

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