F3 | Sophia Floersch: "Dallara ha costruito un telaio davvero solido. Spero di tornare presto"

F3 FIA European Championship

Arriva dal suo profilo Instagram il ringraziamento ai fans per i numerosi messaggi ricevuti, ma soprattutto a quel telaio Dallara che le ha salvato la vita. Così Sophia Flersch, reduce dallo spaventoso crash a Macao (che ha coinvolto anche il pilota Sho Tsuboi, un marshall e due fotografi) e dopo un intervento (andato a buon fine) durato ben undici ore, ha postato sui social una foto che la ritrae sorridente e fiduciosa di tornare presto in pista: "Sono sopravvissuta all'operazione, durata 11 ore. Spero che da ora in poi vada tutto bene. Devo rimanere ancora alcuni giorni a Macao, finchè non sarò in grado di spostarmi. Voglio ringraziare i fans per ogni singolo augurio, che ho cominciato a leggere".

Tutto questo supporto mi ha motivata e incoraggiata. I miei pensieri vanno anche a tutti coloro che sono stati coinvolti nell'incidente. Mi auguro che tutti stiano bene. Tante belle persone mi sono state vicino nel momento dell'incidente, li ricordo. Grazie a tutti per l'incoraggiamento in quei momenti brutti momenti trascorsi in vettura. Ringrazio anche lo staff medico di Macao. Un grande grazie anche al rescue-team FIA locale, a Mercedes, HWA Engineering Speed, alla FIA e a tutti i medici e all'organizzazione che mi hanno sostenuta nel miglior modo. Un grazie speciale al Dr. Riccardo Ceccarelli e al mio team Van Amersfoort, Facu Regalia e Ferdinand Hasburg, che hanno sofferto con me. Tornerò. La Dallara ha costruito un telaio davvero eccellente" ha concluso la tedesca. 

Un crash che ha fatto il giro del mondo e che avrebbe potuto avere riscontri molto peggiori, come dichiarato dal team della ragazza. Tutto merito di Dallara, eccellenza italiana, che ha garantito l'incolumità di molti piloti nel corso degli anni. Un marchio che nasce a Varano De' Melegari e che da 45 anni realizza telai e assicura la massima sicurezza per le principali categorie a ruote scoperte: è infatti ad esempio fornitore unico per l'Indycar, F2 e F3. 

Proprio l'ingegnere Giampaolo Dallara, fondatore e patron del marchio che porta il suo nome, ha risposto poi dall'Italia a Sophia: "Sono orgoglioso: il merito è tutto dei nostri ragazzi in fabbrica e della capacità tutta Made in Italy, in particolare per gli accorgimenti nella parte anteriore della vettura, che sono riusciti a preservare le gambe di Sophia. La chiamerò quando starà meglio". Non possiamo fare altro che rinnovare gli auguri di pronta guarigione a Sophia, con la consapevolezza di avere un grande e importante marchio in casa come Dallara, che è in cima al mondo per quanto riguarda la sicurezza e contribuisce a salvare le vite dei piloti.

Giulia Scalerandi

 

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