F1 | GP Brasile, l'analisi pre-gara e le possibili strategie

Pneumatici e strategie

Le strategie giocheranno come sempre un ruolo fondamentale nel penultimo appuntamento stagionale, con la prima fila che sarà aperta da Valtteri Bottas, il quale partirà in pole position con la sua Mercedes. Al suo fianco scatterà Sebastian Vettel, che con la rossa di Maranello si è fermato a soli 38 millesimi dal rivale in campionato per lotta per il secondo posto nel campionato piloti. Seconda fila composta da Kimi Raikkonen con il terzo tempo, quarto crono invece per Max Verstappen con una Red Bull un po' sottotono sul tracciato brasiliano.

Partirà dal fondo la Mercedes di Lewis Hamilton, che ad inizio del Q1 ha commesso un errore grave finendo in barriera in curva 7. Partenza dalla pitlane che molto probabilmente lo invoglierà a partire con la gomma soft per allungare il primo stint di gara. Strategia che verrà adottata sicuramente da Ricciardo il quale, conscio del fatto che dovrà partire indietro per le penalizzazioni, ha deciso di passare il taglio della Q2 con la gomma soft, per partire con la gomma "prime" in gara.

Partenza che sarà abbastanza complicata, con la prima esse che arriva dopo pochi metri (solo 292m): fondamentale avere un buono spunto in partenza e non subire pattinamenti alle marce basse per non farsi sopravanzare dagli avversari. Fasi del via che saranno molto concitate anche in curva 4 al termine del rettilineo dopo la esse di Senna, dove i piloti che avranno sfruttato la scia dell'avversario potranno sferrare un attacco.

Sono i due lunghi rettilinei i principali punti di sorpasso del circuito paulista, con la prima esse (quella intitolata a Senna, che arriva al termine del lungo rettilineo principale) dove sicuramente vedremo la maggiore quantità di sorpassi. Sorpassi attesi anche in curva 4, al termine del rettilineo della "recta oposta", considerando che entrambi i rettilinei sono punti di utilizzo DRS. Come di consueto conterà la velocità di punta, per sfruttare al meglio le occasioni per sopravanzare l'avversario, con i Mercedes sempre in relativo vantaggio sugli avversari.

La strategia che proveranno a fare tutti i team è quella classica di una sola sosta, partendo con la gomma supersoft, per poi fare il secondo stint di gara con la gomma soft. Chi partirà con la gomma gialla potrà allungare tantissimo il primo stint, per poi montare la gomma supersoft nell'ultima fase di gara, quella dove la mescola più morbida dovrebbe essere più prestazionale.

Gomma rossa che potrebbe presentare blistering, soprattutto se usata nel primo stint di gara, considerando l'asfalto molto abrasivo e molto scuro, che mette in difficoltà la gestione delle temperature dei pneumatici.

Blistering che si forma quando la temperatura della gomma supera i 130 gradi: infatti a Interlagos avremo un degrado di natura termica, incentivato dalle temperature dell'asfalto che potrebbero raggiungere anche i 50 gradi centigradi in gara.

Per effettuare una sola sosta sarà importante tenere a bada il degrado delle gomme supersoft, con il blistering che, se portato troppo in là, potrebbe causare un degrado che obbligherà alla seconda sosta che potrebbe essere deleteria in un circuito corto, dove il fatto di finire nel traffico non è consigliabile.

Durante le FP1 i team, impauriti dal rischio pioggia, hanno simulato uno stint di gara con la gomma supersoft, su una pista ancora molto sporca (green).

Il team più in crisi con il degrado gomme è stata la Red Bull, che evidenziava un blistering più evidente rispetto alla concorrenza all'anteriore sinistra. Un team radio di Verstappen con un "bip" lunghissimo del pilota olandese nel momento in cui gli è stato chiesto l'andamento delle gomme dal suo ingegnere è il dato più eloquente che possiamo riportare. Per quanto riguarda le prestazioni nei primi long run, la vettura più veloce era la Mercedes con ottimo passo e basso degrado, poi la Ferrari staccata di circa tre decimi al giro con la vettura di Vettel e terza forza in pista la Red Bull, abbastanza staccata rispetto alla Mercedes di circa sette-otto decimi al giro.

Nella seconda sessione, la più significativa vista l'evoluzione della pista, la macchina più veloce è rimasta la Mercedes, inseguita dalla Ferrari e dalla Red Bull. Lavoro differenziato in casa Ferrari con Vettel che ha effettuato il primo stint con gomme supersoft e il secondo con gomme soft. Per Raikkonen invece lavoro effettuato solamente con gomme soft.

La Ferrari con Sebastian Vettel ha allungato tantissimo lo stint con la gomma super soft effettuando ben 31 giri, per capire il degrado con la gomma più prestazionale. Run interessante per il tedesco che ha dimostrato un degrado molto contenuto che quasi sicuramente gli permetterà la singola sosta.

Ma la superiorità della Mercedes viene messa in mostra dal quattro volte campione del mondo con la gomma gialla nella seconda parte di simulazione passo gara. Hamilton con la Soft ha mostrato un passo sul 12" basso, impressionante per tutti anche nel confronto con il compagno di squadra.

Gli avversari: Ferrari che rimane attardata di circa tre decimi al giro anche in configurazione gomma soft, mentre Red Bull non buona sul ritmo gara, forse un po' più in crisi con la gestione del degrado con un blistering che anche nella seconda sezione era evidente, accentuato da un camber molto elevato.

Il tempo di esecuzione del pit stop è di circa 24 secondi, dato utile per chi vorrà effettuare un undercut sul diretto rivale: ma attenzione, perchè i piloti in corsia box potrebbero fare tanta differenza. Infatti, dopo aver tolto il limitatore, in uscita si ha subito una sinistra-destra, che può permettere ai piloti migliori di percorrere il tratto guadagnando qualche decimo utile per la sosta. Tempi di esecuzione della sosta che sarebbero dimezzati se la gara venisse neutralizzata: uno scenario auspicabile, dopo il primo pit stop dei top team, per chi allungherà al massimo il primo stint di gara, Daniel Ricciardo primo fra tutti.

La probabilità di ingresso della Safety Car o della Virtual Safety Car non è elevata, considerando le numerose vie di fuga del circuito brasiliano, anche perché la pioggia non dovrebbe arrivare sulla gara, a differenza di quanto avvenuto nella passata edizione, quando il maltempo fu l'assoluto protagonista della gara vinta da Lewis Hamilton.

Francesco Magaddino

 

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