F1 | GP Giappone, le strategie viste in gara

Pneumatici e strategie

Lewis Hamiltona conquista la vittoria nel Gran Premio del Giappone con una gestione ottimale, al termine di un weekend che ha sancito la superiorità della Mercedes W08 Hybrid sulla pista di Suzuka. Alle spalle di Hamilton giunge un super Max Verstappen che ha cercato in tutti i modi di impensierire l’inglese nel corso dei 53 giri della gara nipponica. Terzo, senza lode, Daniel Ricciardo con l'altra Red Bull.

 

A livello di strategie, la corsa sul circuito di Suzuka non ha offerto grossi spunti di riflessione, con i top team fermi su un’unica sosta avvenuta dopo il giro venti. Primo stint di gara allungato per i piloti che partivano con la gomma supersoft anche grazie all’ingresso della Safety Car (giro 2 per rimuovere la Toro Rosso di Carlos Sainz) e all’utilizzo della Virtual Safety (giro 9 per spostare la Sauber di Ericsson andata a  muro in curva 9).

Dei top driver, solamente Kimi Raikkonen e Valtteri Bottas sono partiti con la gomma soft, rispettivamente in decima e sesta posizione. Dopo aver perso quattro posizioni nel corso del primo giro per un duello rusticano alla Spoon con la Renault di Nico Hulkenberg, Kimi Raikkonen  - nel primo stint di gara - ha mostrato un buon passo, riuscendo ad arrivare fino alla sesta posizione occupata dalla Force India di Esteban Ocon. La posizione sul pilota francese, il ferrarista l’ha conquista effettuando un overcut permesso dall’utilizzo della gomma soft. Infatti Ocon ha "pittato" al giro 20 finendo nel traffico di Palmer, Raikkonen invece è rientrato ai box al giro 28 sfruttando così i giri lenti del francese.

Primo stint allungato al massimo anche per Bottas, che ha passato gran parte di esso alle spalle della Red Bull di Ricciardo in quarta posizione. Ma la strategia di allungare il primo stint, risulta controproducente per il finnico. Infatti nel momento in cui Ricciardo si ferma al giro numero 25 (allungando anche lui di un paio di giri il suo stint, per proteggersi dal possibile overcut Mercedes e per non finire nel traffico al suo rientro ai box), l'australiano ha un vantaggio di 4 secondi sulla Mercedes numero 77. Nel momento in cui il finlandese rientra in pista dopo la sosta (30° giro), il gap fra i due diventa di ben 10 secondi. Perché dunque il muretto box Mercedes ha tenuto in pista Bottas sapendo di perdere terreno? Molto semplice, per aiutare Hamilton a tenere a bada un Verstappen indiavolato ad inizio secondo stint. Gli hanno così compromesso la possibilità di arrivare a podio? Sicuramente, visto il gap minimo fra Bottas e Ricciardo alla bandiera a scacchi.

Fra le altre strategie degne di nota vi segnaliamo quella del duo Renault Hulkenberg-Palmer, che allungano oltre il pensabile lo stint con la soft (gomma che hanno usato nella prima parte di gara) per tentare un final full attack con la gomma supersoft. Purtroppo la gara di Hulkenberg è stata stoppata da un problema all’ala mobile che non ha permesso a Nico, subito dopo il pit-stop, di proseguire il suo GP, vanificando una possibile rimonta.

Hanno effettuato due soste solamente Gasly, Vandoorne e Stroll, costretto quest’ultimo al ritiro al giro numero 43. La Williams ha dimostrato problemi di degrado con gomma soft. Anche con Felipe Massa, che nel finale di gara si è staccato dal duo Haas che lo precedeva e ha dovuto difendere con le unghie e con i denti il decimo posto dagli attacchi della McLaren-Honda di Fernando Alonso.

Francesco Magaddino 

 

 

Per lasciare il tuo commento è necessario registrarsi nel form "login" presente a fondo pagina oppure nella home page. Grazie!

Ascolta Radio LiveGP

LiveGP Communication

Advertisement

Utilizziamo i cookies in questo sito per migliorare la tua esperienza di navigazione.

Cliccando su qualsiasi collegamento di questa pagina ci darai il tuo consenso per utilizzare i cookies