Si è conclusa oggi la prima sessione di test in-season 2017, sul circuito del Bahrain che pochi giorni fa ha ospitato il Gran Premio. Nei due giorni di prove sono stati percorsi 1761 giri, per un totale di 9536 km. I test sono stati anche l’occasione per Pirelli di iniziare il programma di sviluppo per le coperture 2018, come definito dal Regolamento Sportivo. La P lunga ha avuto a disposizione per un giorno, martedì, la Ferrari guidata da Sebastian Vettel per poter collaudare nuove soluzioni per la prossima stagione.

In Bahrain scenderanno in pista le stesse tre mescole del Gran Premio di Cina. Quello di Sakhir è un circuito che richiede molta trazione e ospita la prima gara in notturna dell’anno, con partenza e arrivo sotto le luci artificiali. Di conseguenza il comportamento dei pneumatici e l’evoluzione della pista sono diversi rispetto a quanto accade solitamente nelle gare pomeridiane. Lo scorso anno la strategia vincente è stata su tre soste, con le stesse mescole nominate anche quest’anno.

Il circuito di Shanghai impone esigenze uniche e piuttosto elevate sui pneumatici: per questi motivi in passato si sono avute gare ricche di sorpassi. In Cina il tempo è imprevedibile, con condizioni meteo spesso variabili nel corso del weekend. Questo fattore ha un effetto significativo sul comportamento dei pneumatici e sulla strategia in gara: il degrado inferiore delle gomme in questa stagione dovrebbe portare a un minor numero di pit-stop. Lo scorso anno il vincitore ha optato per due soste nei 56 giri di gara, con molti piloti che si sono fermati tre volte.

La nuova stagione prende il via con i nuovi regolamenti, tra i più rivoluzionari introdotti nella storia recente: i pneumatici sono più larghi del 25% rispetto allo scorso anno e le vetture sono più veloci di circa 5 secondi rispetto al 2015. La nuova filosofia dei pneumatici prevede un degrado inferiore ed un minore picco di temperatura: questo permetterà ai piloti di spingere di più e maggiormente a lungo in ogni stint.

Sarebbe stato un tranquillo GP della Cina con una sola sosta per pilota, ma a Shanghai la pioggia, presente in gran parte del weekend, ha scombussolato le carte facendoci vivere una gara ricca di emozioni e colpi di scena, capace di regalare qualche rimpianto ad alcuni team. La gara è stata dichiarata bagnata, quindi il vincolo di utilizzare due mescole per il GP è decaduto: tutti i piloti sono partiti con le intermedie ad eccezione di Sainz (su Toro Rosso) e Palmer (su Renault) che hanno optato per le slick Super Soft. Una scelta rivelatasi inopportuna, soprattutto per le prime tornate su pista umida e gomme difficili da mandare in temperatura.

Sebastian Vettel ha vinto il Gran Premio di Australia su Ferrari completando un primo stint più lungo con mescola Ultrasoft rispetto all’autore della pole position Lewis Hamilton, e rientrando davanti all’inglese dopo la sua unica sosta. Tutti i piloti che hanno chiuso la gara, tranne due, si sono fermati una sola volta, con i primi quattro che hanno optato per il passaggio dalla mescola Ultrasoft alla Soft.

Di tutte le novità che questa nuova Formula 1 portava con sè, l'attenzione maggiore era catalizzata dalle nuove gomme Pirelli: grandi, grandissime, e come si è visto in pista durante questi primi quattro giorni di test, anche velocissime. I team hanno progettato nuove monoposto con un maggiore carico aerodinamico che ottimizza il grip degli nuovi pneumatici: grazie al lavoro di Pirelli essi hanno permesso, grazie all'aderenza in curva "quasi incredibile", di abbassare sensibilmente (già in questi primi giorni tradizionalmente contraddistinti da grande cautela) i tempi registrati qui al Montmelò nel Gran Premio dello scorso anno.

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