Guido Meda racconta la sua disavventura: "Salvati dopo un naufragio in mare"

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Disavventura in mare per il direttore motori di Sky Guido Meda. Il noto commentatore della MotoGP, mentre si trovava in vacanza con la famiglia sull'isola del Giglio, è rimasto infatti vittima di un naufragio a bordo di uno yacht inabissatosi a causa delle difficili condizioni meteo. Per fortuna il giornalista e gli altri occupanti dell'imbarcazione sono stati tratti prontamente in salvo, cosicché potrà ora partire regolarmente per Silverstone dove nel weekend riprenderà il cammino il Motomondiale, con il consueto appuntamento in terra britannica.

La disavventura è avvenuta lunedì mentre Guido ed altre 8 persone, tra cui 5 bambini, si trovavano ospiti a bordo di uno yacht lungo 15 metri al largo dell’isola del Giglio (nota tristemente anche per il naufragio della Costa Concordia). Lo yacht è stato vittima di una burrasca ed ha cominciato ad inabissarsi. Per fortuna da terra alcune persone hanno avvisato tempestivamente i soccorritori facendo scattare l'allarme. Meda, la sua famiglia e gli altri passeggeri sono stati tratti subito in salvo e stanno tutti bene. 

Il giornalista ha poi affidato ad un post pubblicato nelle scorse ore su Facebook il racconto di quanto accaduto: "Siamo naufragati in mare, mare grosso, appena fuori dalla Baia di Campese e al largo di cala Monella, mentre navigavamo piano con le onde di prua e con vento fortissimo, cercando di scappare da una burrasca non prevista da nessun bollettino e montata in pochi minuti. Non sappiamo ancora il perchè, magari le onde, magari l’urto con un oggetto galleggiamte, magari un motore, ma quando la barca ormai piena d’acqua è andata giù, l’abbiamo abbandonata. È un momento bruttissimo che capisco solo oggi e che non auguro a nessuno. Ci siamo tenuti i ragazzi vicini, li abbiamo messi definitivamente in sicurezza, siamo stati uniti tra noi, ci siamo aggrappati a quello che c’era fino all’apertura della zattera autogonfiabile. È durato poco, due minuti, uno forse, ma è sembrato moltissimo. Ci siamo issati lì e lì abbiamo aspettato fino a quando la lancia K4 di un’impresa privata di lavori marittimi ( professionisti fenomenali il comandante e suo figlio, avvertiti da tre o quattro angeli custodi che per puro caso avevano visto la scena da terra) ci ha individuati ed è venuta a prenderci. In questo caso è passato del tempo, che è sembrato molto ed è stato molto, in cui il mio amico ed io siamo rimasti in acqua cercando di spingere e stabilizzare la zattera a nuoto per evitare che le onde e il vento ci sospingessero verso terra, verso le rocce. Con quel mare lì... allora sì che sarebbe stato un guaio per le nostre famiglie. Confermo la (tristemente) nota, ma meravigliosa ospitalità della gente del Giglio, mentre del sindaco, di cui ho letto, onestamente non l’ho conosciuto. Siamo ancora al Giglio, ci prepariamo a tornare e poi si va a Silverstone per il Gp. Come prima, meglio di prima".

Marco Pezzoni - Marco Privitera

 

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