Corse a fumetti: "Zio Paperone e l'avventura in Formula 1"

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Con il secondo appuntamento della rubrica “Corse a Fumetti” parliamo di una storia tutta italiana che vede come protagonisti Zio Paperone, Paperino e i tre nipotini Qui, Quo e Qua. Sullo sfondo, la cornice della stagione 1984 del Mondiale di Formula 1, con i paperi alle prese con una divertente quanto improbabile avventura nel mondo delle corse. La storia s’intitola “Zio Paperone e l’avventura in Formula 1” e vede come sceneggiatore Giorgio Pezzin, con Giorgio Cavazzano nelle vesti di disegnatore.

 

Questa breve avventura racconta di Zio Paperone che, dopo aver assistito in Tv ad una gara di Formula 1 con i nipoti, decide di entrare nella massima categoria per sponsorizzare i suoi succhi di melanzana. Fallito il tentativo di diventare lo sponsor di un pilota o di una scuderia, decide di creare un team per conto suo e di creare una monoposto utilizzando gli scarti trovati in una discarica e mettendo Paperino come pilota.

La storia sfrutta appieno la cornice della Formula 1, mostrandosi ricca di riferimenti reali alla stagione in corso e mostrando circuiti come Monza, Detroit, Zolder, Montecarlo e via dicendo. Inoltre, nella prima pagina appare in bella mostra il circuito Jacarepagua, ai tempi sede del Gran Premio del Brasile. Insieme ai circuiti appaiono anche piloti, giornalisti, scuderie e sponsor reali di quel periodo di Formula 1 con i nomi storpiati. Abbiamo quindi Enzo Ferrari che diventa Perrari, protagonista di un colloquio concluso in maniera tempestosa con Zio Paperone e i vari piloti Starnoux/Arnoux e Alberetto/Alboreto, insieme a tanti altri (Alain Crost, Riccardo Pretese e Niki Bagnacauda...) che rispecchiano la stagione 1984. A rendere ancora di più reale l’atmosfera familiare, ci pensa la telecronaca di Mario Bolsonieri da un'improvvisata postazione su un albero, ovviamente ispirato al grande Poltronieri.

A insegnare a Paperino a guidare una vera monoposto ci sarà Fulvio Maria Palladio; nella vita reale il suo cognome è Ballabio, il quale ha testato una Spirit F1 grazie alla sponsorizzazione della Mondadori e della Walt Disney Company nel 1984. Il pilota italiano non è però riuscito a correre una gara ufficiale di Formula 1 perché la Fia gli negò la superlicenza e il suo posto venne preso da Mauro Baldi.

Lo studio si nota anche nei disegni di Cavazzano, vivaci e pieni di particolarità. Emerge infatti in questa storia uno studio attento per le monoposto e per le piste, come l'accuratezza del disegno della tornante del Loews o della curva Biassono a Monza, dove Paperone decide di piazzare la sua roulotte adibita ad improvvisata ed...economica hospitality.
L’unica pecca riguardo a questa storia riguarda l’utilizzo forse eccessivo del giallo per quanto riguarda la colorazione della pista, che non permette di individuare subito tutti i particolari che Cavazzano ha inserito nei suoi disegni.

Quest’avventura dei paperi Disney sa strizzare l'occhio ai fans della Formula 1 con i suoi dettagli e regalare sorrisi con le disavventure dei protagonisti (specialmente il malcapitato Paperino) nel mondo delle corse.

Chiara Zaffarano

 

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