F1 | Analisi tecnica: cosa aspettarci dalle monoposto della prossima stagione?

Tecnica

La Formula 1 si appresta a lasciare il vecchio continente, ma gli occhi sono proiettati già verso il futuro e, nello specifico, al 2019 quando assisteremo ad una piccola rivoluzione aerodinamica riguardante, soprattutto, gli alettoni anteriori e posteriori. Queste modifiche sono state studiate per ridurre le turbolenze quando si viaggia in scia e, quindi, facilitare le manovre di sorpasso in fondo ai rettilinei. Ovviamente i dati sono del tutto teorici quindi, per vedere la reale efficacia, bisogna attendere i primi test se non, addirittura, le prime gare della prossima stagione.

Proprio come gli ingegneri e i tecnici che iniziano a “mettere le mani” sulle vetture che andranno a calcare l’asfalto dei GP nel 2019 andiamo a studiare brevemente quali saranno le modifiche che verranno apportate sulle monoposto della prossima stagione.

L’ala anteriore sarà più larga (1900 millimetri) e alta (300 millimetri) ma totalmente semplificata: verranno eliminati gli upper flap con annesse derive verticali, anche le paratie laterali saranno prive di flap e aperture utilizzate per deviare il flusso verso l’esterno degli pneumatici anteriori. Modifica anche al profilo principale con la “freccia” che sarà avanzata di altri 25 millimetri, mentre le derive inferiori saranno ridotte nel numero. Gli ingegneri continueranno a spostare aria al di fuori del corpo vettura, mentre è da verificare se riusciranno a gestire il vortice Y 250 incanalandolo, ancora una volta, nel sotto vettura. Ci sono state già prime prove in configurazione 2019 nei test post GP di Budapest con Force India e Williams che hanno utilizzato un’ala anteriore rispondente al nuovo regolamento, mentre Red Bull si è presentata con una versione ibrida 2018-19.

Procedendo in avanti anche le prese dei freni anteriori verranno sensibilmente semplificate: non avranno appendici aerodinamiche o seconde funzioni se non quella di portare aria fresca nell’impianto frenante cercando di abbassare, così, le temperature di esercizio. In particolare non si riuscirà a “schermare” le turbolenze nocive generare dal rotolamento degli pneumatici, inoltre verranno aboliti anche i mozzi forati quindi non si potrà generare, e gestire, la vena fluida che inizia con l’alettone anteriore e prosegue lambendo la carrozzeria nella zona coca cola e fondo piatto; indubbiamente le vetture produrranno più drag (resistenza aerodinamica all’avanzamento) già sull’asse anteriore.

Ad essere semplificati, riducendone così la portata aerodinamica, saranno anche i bargeboard: più bassi (di 150 millimetri) e più lunghi (di 100 millimetri) in modo da ricongiungersi quasi con il braccio inferiore delle sospensioni anteriori e renderli meno sensibili alle turbolenze generate dalle scie delle altre vetture.

Rivoluzione anche nel posizionamento degli specchietti retrovisori: in seguito allo spostamento dell’alettone posteriore, dovrebbero essere installati in una posizione più bassa ed esterna all’abitacolo per migliorare la visibilità, molto probabilmente verranno ancorati sulle pance (in stile Red Bull) e non più sull’Halo. Obiettivo della commissione FIA sarà quella di cercare di ridurre i fini aerodinamici anche di questi particolari finora non considerati.

Come accennato verrà modificato anche l’alettone posteriore: anche in questo caso sarà aumentata l’ampiezza (di ben 1050 millimetri) e l’altezza da terra (che arriverà a 820 millimetri). Così facendo si andrà ad aumentare la downforce generata sull’asse posteriore e, contemporaneamente, aumenterà l’effetto del DRS: infatti la “luce”, a flap aperto, passerà dai 65 millimetri attuali agli 85 del prossimo anno incrementando la velocità di punta delle monoposto.

L’obiettivo è di rendere le monoposto meno sensibili in scia, non andando ad intaccare il carico aerodinamico, favorendo i sorpassi nella fase di avvicinamento, con l’ausilio del DRS, e con la maggiore downforce in curva soprattutto sull’asse posteriore. Dai calcoli scaturiti dal CFD (Fluidodinamica computazionale) in possesso della FIA le aree a bassa pressione si sono drasticamente ridotte in favore di quelle ad alta energia: ciò significa che l’aria che “uscirà” dalle monoposto sarà meno perturbata e più neutra per le vetture che seguono. Gli addetti ai lavori sono sicuri che inizialmente le monoposto saranno leggermente più lente ma, già nel corso della stagione, il gap velocistico con quelle attuali verrà colmato.La paura è che i tecnici dei vari team riescano a trovare altri vortici o soluzioni per perturbare nuovamente il flusso d’aria.

Ricordiamo che quella che vedremo nel prossimo anno è solo un lieve correttivo in vista delle modifiche più pesanti che verranno introdotte nel 2021 e attualmente in fase di studio dei tecnici FIA.

Michele Montesano

 

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