F1 | GP Italia, l’analisi tecnica delle novità viste a Monza: questione di ali e motore

Tecnica

Finalmente il Circus della Formula 1 arriva nel “tempio della velocità” di Monza, sul circuito più veloce dell’intero campionato. Fondamentale per le monoposto avere un basso drag (resistenza all’avanzamento) e, contemporaneamente, avere delle Power Unit in grado di sprigionare più potenza possibile sui lunghi rettilinei. Anche i freni giocano un ruolo fondamentale: basti pensare alle forti staccate alla fine dei rettilinei, in cui i dischi rischiano di subire la vetrificazione, dove l’impianto frenante riveste un ruolo fondamentale. Così com’è importante avere una vettura agile in curva, soprattutto nelle varianti, dove bisogna saltare sui cordoli senza scomporsi e accelerare subito senza far pattinare gli pneumatici: quindi è di fondamentale importanza regolare bene il molleggio delle sospensioni e avere la giusta trazione in uscita dalle curve.

È impossibile riuscire a far quadrare il cerchio, ma vediamo ne soluzione hanno portato i team:

Mercedes
Il team anglo-tedesco lo scorso anno aveva dominato in lungo e largo qui a Monza, quest’anno l’aria che tira è completamente diversa, ma gli uomini della stella possono contare ancora sulla Power Unit è un pacchetto aerodinamico da basso carico estremizzando il concetto di Spa. Sull’anteriore è stato confermato l’alettone visto nei test post GP d’Ungheria e utilizzato a Spa con le derive verticali soffiate. Modifica di dettaglio all’altezza dei deflettori verticali: il piccolo flap montato sul fondo piatto presenta una forma svergolata per direzionare i flussi verso il posteriore. Mentre l’alettone posteriore presenta una forma a cucchiaio nel profilo principale (in rosso), oltre ad avere una corda molto ridotta, così come il flap del DRS (in verde); sui profili verticali sono presenti solamente tre soffiature orizzontali, mentre sono scomparse quelle verticali (cerchio giallo) di scuola McLaren; da notare che è stata mantenuta la Deck-Wing (riquadro azzurro). (Foto: @LiveGPit)

Ferrari
Galvanizzato dalla vittoria in Belgio e dal clima di casa, il team di Maranello vuole fare bene sul tracciato brianzolo conscio dei suoi mezzi. Sul “reparto” alettoni sono state confermate le soluzioni viste a Spa: sull’anteriore leggermente più scarica, il posteriore da basso carico con il profilo principale quasi neutro, fatta eccezione per la piccola bombatura centrale (fra i due piloni di sostegno in verde); anche il flap del DRS si presenta di corda rifatta, mentre le paratie verticali presentano solamente le tre soffiature orizzontali. Novità, vista in Belgio e mantenuta a Monza, anche sui flap all’interno delle ruote posteriori, con l’aggiunta di un profilo orizzontale, con il triplice scopo di migliorare l’estrazione dell’aria calda dell’impianto frenante, generare carico ed evitare le turbolenze generate dal rotolamento. Risolto il mistero del sacchetto sulla videocamera posizionata sull’Airbox: oltre a far raffreddare la videocamera in 4K, serve a nascondere il retrotreno, soprattutto quando si lavora a cofano motore aperto. (Foto: @AMuS)

Red Bull
Il team di Milton Keynes già in Belgio si era presentato con una monoposto in configurazione molto scarica, che la ripropone puntualmente sul circuito di Monza in particolare con gli upper flap dell’alettone anteriore, di chiara derivazione Ferrari con i profili ondulati (in verde) e da basso carico per generare meno deportanza. Anche sull’asse posteriore è stato confermato l’alettone con corda ridottissima (in giallo), è quasi piatto, visto in Belgio con le paratie verticali completamente chiuso. (Foto: @LiveGPit; @AMuS)

Racing Point Force India F1 Team
Il team con sede a Silverstone ha portato due specifiche di alettone anteriore da studiare e comparare nel corso delle prove libere: uno da più alto carico, provvisto di upper flap con soffiatura a “forchetta” (riquadro verde) e un altro con i flap che presentano un andamento semplice e più lineare. Confermato, anche in questo caso, l’alettone posteriore a basso carico visto a Spa. (Foto: @LiveGPit)

Renault
Il team di Enstone ha portato un alettone anteriore che è un piccolo capolavoro di micro aerodinamica: gli upper flap presentano quattro flap interni (in azzurro) per direzionare meglio il vortice Y250, per poi proseguire in sei flap interni (in verde) per spingere i flussi verso l’esterno dello pneumatico, da notare il taglio a V (nel riquadro viola) per incanalare il flusso. Modifiche anche per la paratia verticale, che presenta un taglio (in rosso) che prosegue la svergolatura delle derive, mentre termina con quattro mini deviatori (in giallo) per espellere l’aria e schermare gli pneumatici anteriori.

Anche l’alettone posteriore presenta un profilo principale quasi a zero carico con una svasatura al centro (in rosso), mentre il profilo del DRS presenta un taglio a V, il tutto associato a paratie verticali con solamente due soffiature orizzontali, invariate quelle verticali. Interessante soluzione per il diffusore: le derive verticali presentano delle frastagliature per controllare meglio i vortici in uscita dal fondo piatto. (Foto: @LiveGPit; @AMuS; @AlbertFabrega)

Toro Rosso
Novità anche per il team faentino: in particolare si può notare il profilo del bargeboard più basso, rispetto a Spa (in giallo), in corrispondenza delle frange, rimaste comunque cinque, per ridurre la resistenza aerodinamica. Alettone posteriore da basso carico, con il profilo principale che presenta un rigonfiamento al centro (in rosso) per cercare di scaricare l’asse posteriore, abbinato alle paratie laterali provviste di tre soffiature orizzontali. (Foto: @AMuS)

Haas
Il team americano ha portato un alettone anteriore lievemente rivisto: presenta solamente tre flap superiori (cerchio verde) e la deriva verticale, che presenta un lieve rigonfiamento, provvista di una pinna tagliata (freccia azzurra) per opporre meno resistenza ma, contemporaneamente, direzionare l’aria verso l’esterno dello pneumatico. Questa volta il fondo piatto, provvisto di soffiature lungo tutte le fiancate in stile McLaren (freccia gialla), visto a Spa è stato confermato: lo scopo è di creare un effetto sigillo nel fondo vettura e di gestire al meglio l’effetto tyre squirt. Al posteriore confermato l’alettone da basso carico introdotto in Belgio. (Foto: @LiveGPit)

McLaren
Da sempre in debito di velocità di punta la McLaren si presenta ancora più scarica a Monza. Sull’asse anteriore si può notare l’alettone che presenta gli upper flap con un solo elemento regolabile (cerchio rosso) tanto che resta scollegato il fissaggio in metallo. Anche l’alettone posteriore presenta una corda ridotta per il profilo mobile (in giallo), mentre sono solamente tre le soffiature sulle paratie laterali (numero in verde). (Foto: @LiveGPit)

Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

 

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