F1 | L’analisi tecnica delle novità viste nei test all’Hungaroring: prove in ottica 2019

Tecnica

Sul tracciato dell’Hungaroring è stata una due giorni di test improntata sul futuro imminente e ad ampio raggio: si sono viste infatti le novità che andremo ad apprezzare nei prossimi GP, ma anche (e soprattutto) le nuove ali che vedremo nella prossima stagione. I due team leader del mondiale, Mercedes e Ferrari, hanno portato alcune soluzioni che vedremo a Spa e Monza, mentre i team minori, quali Force India e Williams, hanno affrontato i primi esperimenti e confronti in ottica 2019.

Ma vediamo nel dettaglio le novità portare dai team.

Mercedes
Il team anglo-tedesco, che va in vacanza da leader di campionato, non è stato con le mani in mano e ha portato due interessanti novità per quanto concerne gli alettoni sia anteriore che posteriore. L’ala anteriore presenta le due derive verticali leggermente riviste, con due soffiature (cerchio rosso), con il chiaro compito di allontanare il flusso verso l’esterno della vettura cercando di schermare gli pneumatici anteriori che, rotolando, generando turbolenze. Per quanto riguarda l’alettone posteriore, si è visto il doppio pilone di sostegno, di scuola Ferrari, anziché il monopilone utilizzato dalla maggior parte dei team. Questa soluzione si adatta sia per i circuiti più esigenti a livello di carico che in ottica 2019, quando si andrà a spostare lievemente la posizione del profilo principale. Il programma della prima giornata è stato rallentato per un presunto problema alla trasmissione della W09 che ha costretto George Russell a due ore di stop forzato.

Ferrari
Stesso discorso vale per il team di Maranello, che si è focalizzato sul futuro immediato portando nuove specifiche di ali: nel caso dell’anteriore, la novità principale risiede nel marciapiede all’esterno degli endplate, sdoppiato e leggermente incurvato per generare un miglior effetto sigillo. Novità per l’alettone posteriore in configurazione basso carico che vedremo sicuramente a Monza e, molto probabilmente, anche in Belgio.

Red Bull
Il team di Milton Keynes ha provato brevemente un alettone in configurazione simil-2019: ovvero spoglia di tutte le appendici e derive sopra il profilo principale ma con le paratie laterali ancora in configurazione 2018. Tale soluzione è stata provata da entrambi i piloti: ricordiamo che nel secondo giorno ha girato Dennis, pilota di sviluppo e simulatore del team anglo-austriaco, per vedere la corrispondenza delle simulazioni con i risultati in pista; in quest’ottica è da vedere l’utilizzo dei flow-viz (vernice in paraffina) sul diffusore per studiare i flussi.

Force India
Il team Indiano è stato il primo a portare il nuovo alettone anteriore in specifica 2019: più largo, con i profili verticali più semplici e senza flap, e il profilo principale privo di derive e upper flap, il tutto per semplificare l’aerodinamica anteriore e renderla meno sensibile alla scia e alle rotture accidentali. Nella foto si può notare l’endplate semplificato (freccia rossa) e privo di appendici, e la cascata di flap (freccia gialla) composta da soli tre elementi.

Williams
Anche il team di Grove ha portato il nuovo alettone anteriore in veste 2019 provato più volte per confrontarlo con quello attualmente in utilizzo. La deriva verticale (freccia verde) presenta un profilo pulito ma leggermente svergolato (linea rossa) per portare il flusso all’esterno degli pneumatici anteriori, evitando così il bloccaggio aerodinamico sull’asse anteriore. Un po’ più elaborata, con profili sdoppiati, la cascata di flap (freccia azzurra), quasi nell’attuale configurazione.

Nel team inglese sono state numerose le prove comparative fra le due ali e con l’uso di rastrelliere e sensori, utilizzando soprattutto abbondante paraffina multicolore, sparsa su tutta la monoposto per cercare di sfruttare l’ultimo test interstagionale per trovare il bandolo della matassa.

Articolo, foto e grafiche a cura di Michele Montesano

 

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