F1 | Test Montmelò: l’analisi tecnica delle novità viste in pista

Tecnica

Terminato il GP di Spagna, tutti i team di Formula Uno sono rimasti a Barcellona per la due giorni di Test del Montmelò con l'obiettivo di testare le mescole Pirelli, provare nuove soluzioni aerodinamiche e far macinare chilometri ai giovani piloti. Su tutte le monoposto sono comparse rastrelliere e sensori di vario genere per analizzare i dati scaturiti dalla pista e confrontarli con quelli studiati al simulatore. Alcuni team si sono spinti anche oltre portando novità che vedremo nei prossimi GP, vediamole nello specifico. 

 

Mercedes
Il team anglo tedesco, dopo la vittoriosa gara di domenica, ha cercato di raccogliere dati sulle varie mescole portate dalla Pirelli e trovare la corretta finestra di utilizzo. Inoltre ha portato diverse novità: le più vistose erano le due file di flap (6 in tutto) in stile McLaren, poste sull’ingresso delle pance laterali (cerchio blu) con lo scopo di indirizzare i flussi, e mantenerli stabili, verso la coda del cofano motore. Quest’ultimo è stato modificato in vista del GP di Montecarlo con la presenza della ciminiera in corrispondenza della dorsale (cerchio giallo) e con la parte terminale a megafono, soluzioni dovute al corretto smaltimento del calore generato dalla Power Unit. È stato provato brevemente anche l’alettone posteriore da basso carico in vista del Canada, per poi passare alla versione standard da medio-alto carico. Inoltre è stato confermato il fondo piatto con le piccole modifiche al diffusore già utilizzato per il weekend di gara. Una nota a parte va fatta alle nuovi luci led (cerchi verdi) montate sul bordo delle paratie verticali dell’alettone posteriore: queste luci, insieme a quella già presente sul crash-box, hanno l’obiettivo di migliorare la visibilità delle monoposto in caso di pioggia; questa soluzione, di chiara ispirazione Endurance, sarà posta al vaglio dai commissari che ne valuteranno la fattibilità. (Foto @AlbertFabrega; @MercedesAMGF1)

Ferrari
Ancora scosso dalla cocente delusione del GP, il team di Maranello ha volato pagina cercando di fare tesoro delle disavventure subite. Per l’ultima volta si sono visti i tanto discussi specchietti retrovisori banditi dalla FIA a partire da Montecarlo, ricordiamo che gli specchietti in quanto tali sono del tutto regolari mentre è il flap aggiuntivo ad essere incriminato per chiari fini aerodinamici. La SF71-H si è presentata bardata di rastrelliere per studiare i flussi e il corretto funzionamento degli pneumatici cercando di capire le cause della mancanza di grip. Nella prima giornata di test Vettel è sceso in pista con una nuova versione dell’alettone posteriore in configurazione Monaco: il profilo principale si presenta più arcuato sia alle estremità che nella zona centrale per generare maggior carico aerodinamico. E' stata modificata anche l’ala mobile che ora presenta una “V” centrale più accentuata ed una corda leggermente ridotta.

Renault
Il team francese, con base ad Enstone, ha stupito in positivo nella prima parte di stagione portando soluzioni anche borderline: ne è un chiaro esempio lo scarico motore soffiato, proprio quest'ultimo nella due giorni di test è stato modificato (riquadro verde). Ora infatti presenta un andamento lineare e parallelo alla struttura del cambio (linea rossa), ovviamente è stato bardato di sensori e misuratoti di flusso per capire l’efficacia della nuova soluzione. Da vedere se è una soluzione temporanea oppure è stata studiata in vista del nuovo step evolutivo della power unit che, secondo indiscrezioni, farà il suo debutto in Canada. (Foto @AMuS)

Haas
Il team americano è quello che più ha da recriminare in questo scorcio di mondiale. Se non fosse stato per errori banali, poteva tranquillamente essere la quarta forza in campo. Nei box si è visto un nuovo alettone anteriore: le modifiche riguardano il musetto che si presenta con delle derive di sostegno più lunghe (cerchio giallo), per meglio indirizzare il flusso nel sotto vettura, oltre ad un diverso attacco delle videocamere. Rivisti anche i flap orizzontali delle derive verticali (cerchio verde), ora non più a filo con queste ultime. (Foto @JaumeCiurana)

Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

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