F1 | GP Giappone, l’analisi tecnica delle novità viste a Suzuka: piccole evoluzioni per grandi prestazioni

Tecnica

Il Circus della F1 non si ferma mai: dopo il controverso GP di Sepang si torna subito in pista in Giappone sul tracciato di Suzuka, uno dei pochi circuiti vecchia scuola tutt’ora presenti nel campionato e dove è ancora il pilota a poter fare la differenza sempre se coadiuvato da una monoposto all’altezza. La pista è senza dubbio fra le più esigenti per gli pneumatici, molto sollecitati con le numerose curve da alto carico ed in appoggio, oltre alla celebre 130 R dove si è calcolato che si raggiungeranno prestazioni davvero elevate.

Le vetture devono essere ben bilanciate per non scomporsi durante la percorrenza delle curve veloci, ma contemporaneamente non essere penalizzate in velocità di punta nei tratti rettilinei. Il circuito giapponese trova molte similitudini e analogie con Spa e Silverstone in quanto a configurazione aerodinamica e valori di deportanza. Ovviamente trovare il giusto compromesso non è mai facile dato che le novità tecniche portate in Giappone sono esigue rispetto a quanto visto in Malesia ma l’obiettivo di tutti i team è quello di lavorare di fino per trovare il setup ottimale con i mezzi a disposizione. Vediamo nello specifico le novità portate dai vari team:

Mercedes
Le stelle d’argento non hanno brillato in Malesia, subendo la supremazia della Red Bull, molti hanno puntato il dito verso il pacchetto di novità portate a Sepang che non ha dato i riscontri sperati.
Ora i tecnici e gli ingegneri hanno cercato di analizzare ulteriormente i dati delle nuove soluzioni per capire il loro corretto utilizzo, inoltre è stato appreso che le modifiche hanno costretto gli uomini di Brackley ad effettuare il crash test al nuovo musetto.
Una piccola modifica ha interessato il profilo mobile dell’alettone posteriore ora con una corda più ridotta per adattarsi alla pista (in rosso e giallo).  (Foto @AlbertFabrega)

Red Bull
La squadra austro-inglese uscita vittoriosa da Sepang, ed in costante crescita prestazionale, si presenta a Suzuka certa di fare bene soprattutto nel tratto più guidato.
Oltre alle evoluzioni viste nel GP precedente a destare stupore è stato lo scivolo del diffusore: in particolare sulla parte superiore di questo sono apparse quattro protuberanze a forma di goccia, una forma neutra che serve principalmente per indirizzare i flussi, rinvigoriti, verso i punti nevralgici.

Ferrari
Il team di Maranello ha optato per un mix di soluzioni già viste in passato: si parte dall’alettone anteriore che ha esordito in Austria ed i nuovi bargeboard di Sepang, per passare al nuovo airscope, con le orecchie ai lati, introdotto in Malesia per finire con la T-Wing monoplano, dato che la pista è da medio-basso carico (riquadro giallo).
Anche l’asse posteriore presenta un compromesso: è stato utilizzato l’alettone posteriore a cucchiaio (in verde), già visto a Spa, ideale per generare carico al centro ed alleviare la pressione ai lati, complici anche le soffiature sulla paratie verticali, il tutto abbinato al doppio monkey seat.
Ciò che ha destato più curiosità è stata senza dubbio la sospensione anteriore, soprattutto i suoi cinematismi, complice l’utilizzo della soluzione nuova solo da parte di Vettel: in particolare il braccio del puntone non è infulcrato direttamente al portamozzo della ruota, ma è ancorato ad un supporto di metallo nascosto dalla scatola in carbonio del cestello; l’obiettivo è quello di regolare nel miglior modo possibile la vettura ai diversi tipi di tracciato cambiando i rapporti della leva rispetto al corpo vettura e, di conseguenza, agli ammortizzatori.  (Foto @AlbertFabrega)

Force India
Il team indiano, con sede a Silverstone, ha portato un nuovo monkey seat in Giappone: in particolare la forma è più tondeggiante (cerchio giallo) con una soffiatura in sommità per generare più carico; inoltre sulla base sono spuntate due alette (riquadri verdi) direttamente ancorate sulla scatola del cambio per sfruttare i gas di scarico e creare ulteriore deportanza. (Foto @AlbertFabrega)

Williams
Nuovo alettone posteriore per la monoposto inglese studiato per le piste da medio carico: il profilo principale presenta un andamento a cucchiaio rovesciato con la zona centrale che presenta una maggiore sezione (in verde), completano il pacchetto le nuove paratie laterali ora provviste di cinque soffiature (riquadro rosso) per alleviare la pressione generata dal corpo alare. (Foto @WilliamsRacing)

McLaren
Il nuovo bargerboard introdotto per Alonso in Malesia ora è disponibile anche per Vandoorne: presenta, oltre, a delle frastagliature sul marciapiede esterno anche nella parte interna (cerchio verde) che va verso il fondo piatto con lo scopo di rinvigorire ed incrementare il flusso d’aria che va nel sotto vettura.
Riviste anche le prese dei freni anteriori provviste ora di una retina interna per non far entrare sporco e detriti all’interno dell’impianto frenante, inoltre sono stati rivisti i cestelli per migliorare la temperatura d’esercizio dia dei freni che degli pneumatici anteriori.  (Foto @AlbertFabrega)

Toro Rosso
Fase di studio per il team di Faenza: oltre alle, ormai, consuete prove con l’Halo, si sono visti dei sensori sul fondo piatto (riquadro verde) posti davanti le ruote posteriore con lo scopo di studiare la direzione e la quantità di aria che si sviluppa in questa zona. (Foto @AlbertFabrega)

Renault
Il team francese, oltre alle vicende legate a Budkowsky, ha introdotto un nuovo cofano motore più snello che funge quasi da seconda pelle: basti notare le forme più spigolose delle pance laterali (linee verdi e arancione) e della zona Coca-Cola (linea rossa).
Inoltre sono stati rivisti il posizionamento dei deflettori laterali e delle derive poste sulla bocca delle pance: ora più ravvicinate (linea gialla) e con la deriva centrale più svergolata verso l’esterno (cerchio azzurro).  (Foto @AlbertFabrega)

Sauber
Novità sull’asse anteriore per la vettura elvetica, in particolare sull’alettone: il profilo principale si presenta più ondulato(linea rossa) è diviso in due sezioni (cerchio giallo), la cascata di flap superiori è stata studiata per generare più carico, basti vedere che verso il centro i flap terminano a ricciolo, ma contemporaneamente sono sparite le piccole derive, inoltre gli upper flap sono formati da un unico pezzo, più svergolato (in verde), e che indirizza i flussi verso l’esterno dello pneumatico.
Riviste anche le prese dei freni ora con una palpebra più grande, mentre i cestelli presentano diversi fori asimmetrici: con la parte sinistra provvista di più fori (riquadro viola)per far scaldare meglio gli pneumatici che sono sottoposti ad uno stress differente. (Foto @SauberF1Team)

Testo e grafiche a cura di Michele Montesano

Per lasciare il tuo commento è necessario registrarsi nel form "login" presente a fondo pagina oppure nella home page. Grazie!

Ascolta Radio LiveGP

LiveGP Communication

Advertisement

Utilizziamo i cookies in questo sito per migliorare la tua esperienza di navigazione.

Cliccando su qualsiasi collegamento di questa pagina ci darai il tuo consenso per utilizzare i cookies