F1 | GP Abu Dhabi: durante la gara Mercedes e Toro Rosso hanno fatto già prove in vista 2019

Tecnica

A Mondiale di Formula 1 non ancora finito, i team Mercedes e Toro Rosso si sono proiettati oltre andando a raccogliere dati importanti in vista della prossima stagione. Non è una prassi nuova raccogliere i dati durante i weekend di gara, soprattutto dopo l’abolizione dei test stagionali, ma solitamente ciò avviene nel venerdì durante le prime prove libere. Questa volta, a campionato ormai chiuso, i due team hanno bardato di sensori le rispettive monoposto addirittura durante la gara.

Tutti sono rimasti stupiti vedendo i sensori agganciati sul fondo piatto della W09 portati in giro da Hamilton durante il trionfale GP di Yas Marina, così come la luce proiettata sull’asfalto dalla Toro Rosso di Hartley. Non è una pratica molto ortodossa ma, visto che questi sensori non sono invasivi, i due team hanno deciso di fare “rilievi sul campo” anche durante l’ultimo GP del 2018. Nello specifico il team di Brackley ha montato sulla sua monoposto i tubi di Pitot sul fondo piatto, in corrispondenza del restringimento della zona Coca Cola (ingrandimento), per misurare la pressione del flusso in questa zona così nevralgica.

Ricordiamo che il tubo di Pitot è uno strumento di misura che serve a “leggere” la pressione che agisce nell’area in cui viene collocato (dividendola da quella statica a quella dinamica) riuscendo, così, ad analizzare l’andamento dei flussi e la velocità con cui transitano. Siccome l’anno prossimo assisteremo ad una piccola rivoluzione in campo aerodinamico dove la funzione delle superfici alari superiori verrà drasticamente ridotta, diventerà di fondamentale importanza generare più carico aerodinamico possibile dal fondo vettura. In Red Bull e Ferrari esso viene ottenuto tramite l’assetto Rake (o picchiato): il team di Maranello già dal Messico ha iniziato a sviluppare un nuovo fondo piatto dotato di creste o derive; mentre in Mercedes si utilizza un assetto più neutro ed è proprio per questo che i tecnici cercano di misurare la differenza di pressione fra sopra e sotto il fondo piatto, oltre la portata d’aria che arriva verso il diffusore. (Foto: @MercedesAMGF1)

Discorso diverso per la Toro Rosso. Il team di Faenza ha utilizzato il sensore ottico in gara per misurare costantemente l’altezza da terra e, il corrispondente beccheggio del musetto anche in ottica 2019. Come si può vedere dall’immagine la luce proiettata sull’asfalto serve a “leggere” costantemente l’altezza da terra e, in modo indiretto, anche le pressioni esercitate dalle appendici aerodinamiche dell’alettone anteriore che, a loro volta, si ripercuotono sulle sospensioni anteriori.

Pressione aerodinamica che il prossimo anno sarà nettamente inferiore per via dell’alettone anteriore semplificato nei suoi componenti così come i bargeboard. (Foto: @ToroRosso)

Il 2019 è ormai già arrivato per il Circus e, con ogni probabilità, già nei Test post GP di Abu Dhabi, attualmente in corso, vedremo altre soluzioni più o meno nascoste rivolte al futuro: non resta che attendere.

Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

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