Manca ormai poco al GP del Belgio, appuntamento che segna la fine della pausa estiva per il Circus della F1 e la riapertura delle ostilità tra Ferrari e Mercedes, attese alla sfida in quest’ultima fase del campionato tra circuiti che presentano caratteristiche piuttosto disparate: dalla velocissima Monza fino al cittadino di Singapore, senza trascurare l’altitudine di Città del Messico e il toboga di Abu Dhabi. Nell’attesa, andiamo a ripercorrere come hanno interpretato i due team di vertice il nuovo regolamento e le novità tecniche.

Sul circuito di Budapest si sono svolti i secondi ed ultimi test in-season del Mondiale di Formula 1. I team hanno sfruttato questa due giorni per provare diversi assetti, i giovani piloti e, in alcuni casi, le novità tecniche che interesseranno sia il prosieguo del campionato che (nel caso della Mercedes con l’Halo) anche la prossima stagione. Sicuramente ad attirare l’attenzione sono stati i debutti di nuovi e promettenti volti del panorama motoristico o eccellenti ritorni come nel caso di Robert Kubica, ma anche la parte tecnica ha avuto le sue interessanti novità.

L’Hungaroring, benché sia un circuito permanente, è molto simile ad uno stradale con le sue curve strette e tortuose, i bassi valori di grip e le modeste velocità medie di percorrenza. Per andare forte su questo tracciato bisogna massimizzare i valori di deportanza (quasi simili a quelli di Montecarlo) con una vettura che deve garantire una maneggevolezza ed un’ottima agilità in curva. Inoltre, la monoposto deve essere molto equilibrata tra i due assi: anche per questo si preferisce un assetto molto più morbido per migliorare l’efficienza degli pneumatici (grip meccanico) a discapito di quello aerodinamico e delle velocità di punta.

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