Con quello di Silverstone finisce il primo trittico di gare consecutive della Formula 1. Il circuito inglese, dopo quello del Montmelò, può essere considerato come un secondo esame di riparazione poiché, data la vicinanza di molte fabbriche dei team, molti di questi portano aggiornamenti tecnici. Il layout del circuito consiglia di utilizzare un assetto da medio carico in modo da trovare il giusto compromesso fra le curve lente e i curvoni veloci che raccordano i lunghi rettilinei.

Nonostante sia fra i circuiti più corti del mondiale di Formula 1, il Red Bull Ring presenta caratteristiche interessanti ed eterogenee tanto da mettere in crisi piloti e tecnici nel preparare le monoposto: oltre ai rettilinei, sono numerose le curve, parecchie anche cieche, che richiedono il giusto equilibrio fra vettura veloce sul dritto e scorrevole in curva, senza tralasciare un’ottima motricità per uscire dai tratti lenti. I numerosi saliscendi rendono il circuito austriaco ancora più ostico dal punto di vista del pilotaggio; inoltre le staccate in fondo al rettilineo, oltretutto molto ravvicinate, mettono a dura prova gli impianti frenanti.

La Formula 1 torna in Francia e lo fa sul circuito del Paul Ricard, tracciato storico ma costantemente aggiornato agli standard di sicurezza attuali, come dimostrato dalle enormi vie di fuga. Ma per la Pirelli non è assolutamente un circuito sconosciuto, dato che vengono svolti numerosi test sugli pneumatici di diverse categorie, così come lo stesso si può dire per i team della massima categoria anche se con layout differenti rispetto a questo che andranno ad affrontare.

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