A margine del Gran Premio di Abu Dhabi, ultima prova del Mondiale 2017 di Formula 1, abbiamo parlato con l'ingegnere di Brembo Andrea Pellegrini, per raccogliere qualche informazione in più a proposito del comportamento del sistema frenante sul circuito di Yas Marina. Un'occasione utile per capire il grande lavoro che viene svolto dall'azienda italiana in collaborazione con i vari team del Circus iridato.

Siamo arrivati all’ultimo atto della stagione e tutti i top-team, complice i giochi già conclusi, hanno gli occhi puntati alla prossima: portando alcune soluzioni, alcune ben nascoste altre meno, che vedremo nel 2018. Il circuito di Yas Marina è un circuito da medio-alto carico che presenta numerose curve ad angolo retto, come nota tradizione dei “Tilkodromi”, quindi è di vitale importanza avere una monoposto reattiva nei cambi di direzione e nelle accelerazioni per ripartire nei tratti lenti.

Visto che i giochi per i due campionati sono già chiusi, con il titolo piloti assegnato ad Hamilton e quello costruttori alla Mercedes, le due gare restanti sono da considerarsi prive di vincoli e, in diversi casi, volte allo sviluppo per il 2018: infatti, complice la stabilità regolamentare, sono diversi i team che iniziano a provare soluzioni per la prossima stagione. Il circuito di Interlagos, dopo quello di Montecarlo, è il più corto del campionato, ma presenta delle medie sul giro piuttosto elevate; inoltre si trova ad un’altitudine di quasi 800 metri sul livello del mare, il che comporta una minore densità dell’aria.

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