Il circuito cittadino di Baku può essere visto come un mix tra quelli di Montecarlo e di Montreal, con due settori particolarmente veloci (tra cui il rettilineo più lungo dell'intero mondiale) ed un settore lento e guidato. I tecnici sono chiamati a cercare il giusto compromesso tra velocità di punta, e quindi bassa resistenza all’avanzamento, e velocità in uscita di curva ed alta trazione. Quest'anno, grazie all'introduzione delle gomme di sezione maggiorata, quasi tutti i team hanno scaricato ulteriormente le ali per cercare di incrementare le prestazioni velocistiche ed affidarsi al grip meccanico nella parte guidata. Andiamo a vedere nello specifico cos’hanno portato i vari team:

Nonostante sia anch'esso un circuito cittadino, quello di Montreal presenta caratteristiche diametralmente opposte a quello di Monaco: infatti può essere definito una pista “stop and go”, dove i lunghi rettilinei vengono spezzati da violente frenate. Le monoposto, quindi, devono essere regolate con un assetto scarico, oltre che avere un’ottima motricità per uscire subito dalle curve lente ed un assetto che deve dare fiducia al pilota permettendo di farlo danzare sui cordoli.

Il Circus della F1 approda sul circuito più glamour della stagione: Montecarlo. Sulle stradine del principato è ancora il pilota, il più delle volte, a fare la differenza: in particolare il telaio e l'aerodinamica rivestono un ruolo più importante rispetto al motore, ed è in questo contesto che i team più piccoli sperano di ridurre il distacco dai top team. La cosa saltata subito agli occhi è che su tutte le vetture ha fatto la comparsa la T-Wing per cercare di aumentare il carico aerodinamico sull'asse posteriore. Ma vediamo le principali novità apparse nel Principato:

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