F1 | Quando il Circus si trasforma in… Far West

Storie da corsa

Il duro faccia a faccia andato in scena domenica scorsa al termine del Gran Premio del Brasile tra Max Verstappen ed Esteban Ocon, con l’olandesino che ha rifilato evidenti spintoni al collega francese della Force India a causa dell’incidente verificatosi nel corso del 44.mo giro di gara che lo ha privato di una vittoria (quasi) certa e meritata, è l’ultimo episodi di una lunga serie che ha visto campioni illustri perdere completamente le staffe. La nostra redazione ne ha selezionati alcuni tra i più clamorosi che si ricordano ancora oggi a distanza di anni.

PIQUET-SALAZAR. Nel weekend del Gran Premio di Germania 1982, la Formula Uno – dopo le morti in pista di Gilles Villeneuve e Riccardo Paletti – ripiomba nel dramma e nel terrore a causa dello spaventoso incidente che coinvolge il ferrarista Didier Pironi nelle qualifiche del sabato. Il pilota francese riesce a sopravvivere, ma le diverse fratture riportate nel pauroso crash, verificatosi sul rettilineo che nella vecchia conformazione dell’Hockenheimring immetteva nel Motorhome, mettono fine alla sua carriera. In un clima quasi surreale lo show prosegue e in gara a dominare la scena è la Brabham di Nelson Piquet… fino al 19° giro. Tornata in cui si verifica il colpo di scena che determina la svolta della corsa. Il brasiliano, impegnato a percorrere l’Ostkurve, deve effettuare il sorpasso dell’ATS di Eliseo Salazar. Il pilota cileno in prossimità della chicane, con Piquet già davanti, sbaglia i tempi di frenata andando a toccare la posteriore sinistra della BT50 numero 1 che si scompone e termina la propria corsa nell’erba dopo aver colpito la pila di pneumatici che delimitano quel tratto di pista. Una collisione che costringe entrambi al ritiro. Sceso dall’abitacolo della propria monoposto, Piquet inveisce contro Salazar prendendolo letteralmente a calci e pugni. Un siparietto poco carino e poco etico per un campione del mondo come il brasiliano che, prima di quell’episodio, non aveva mai manifestato comportamenti di questo genere. Successivamente Piquet giustifica quella veemente reazione con l'incidente capitato a Pironi il giorno precedente che lo aveva letteralmente scosso.

SENNA-IRVINE. La rissa, questa volta lontana dalle telecamere, va in scena al termine del Gran Premio del Giappone 1993. Il motivo va ricollegato a quanto accaduto in gara, quando la McLaren del brasiliano si trova a doppiare la Jordan del debuttante pilota irlandese. Il quale, dopo essere stato sorpassato dal tre volte campione del mondo, pensa bene di... sdoppiarsi, forte delle sue coperture più fresche, inscenando quasi un vero e proprio duello con il leader della gara. Dopo la cerimonia del podio Senna va a cercare Irvine nel motorhome della Jordan, chiedendo spiegazioni. Di fronte alla strafottenza dell'avversario, il brasiliano perde il lume della ragione e sferra un pugno a Irvine, prima che i due vengano fortunatamente divisi...

SCHUMACHER-COULTHARD. Altro episodio divenuto celebre è quello verificatosi tra il tedesco e lo scozzese, durante il bagnatissimo Gran Premio del Belgio 1998. Con il ferrarista ampiamente al comando ed avviato verso un comodo successo, il patatrac avviene nel corso del 26° giro, durante il tentativo di doppiaggio nei confronti della stessa McLaren. La nube d'acqua sollevata dalle ruote rende la visibilità estremamente precaria, da non consentire a Schumacher di avvedersi dell'improvviso rallentamento di Coulthard nella discesa verso Pouhon. L'impatto è inevitabile e il tedesco, in lotta per il Mondiale con l'altra McLaren di Mika Hakkinen, finisce per tamponare clamorosamente il rivale, rientrando su tre ruote ai box. Ed è proprio qui che si sfiora la rissa: il Kaiser, infuriato per l'atteggiamento ostruzionistico dello scozzese, si dirige verso il box McLaren, vanamente trattenuto da Stefano Domenicali. I meccanici delle due squadre riescono poi ad evitare il contatto fisico tra i due piloti, in un pomeriggio da pura adrenalina in quel di Spa.

Piero Ladisa

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