Era il 14 Agosto 1988 quando la notizia iniziò a rimbalzare nelle radio e televisioni di tutti gli italiani, pronti per concedersi la meritata pausa ferragostana. Proprio quella che Enzo Ferrari amava solitamente trascorrere nella sua abitazione di Viserba, sul mare Adriatico, subito prima di rituffarsi nella sua quotidianità fatta di macchine, incontri e colloqui telefonici. Una vita interamente dedicata all'automobile e a quella sua creatura rossa, spentasi serenamente con la consapevolezza di aver creato un Mito destinato a rimanere inossidabile nel corso del tempo.

Nel mondo delle corse l'oggetto più intimo che un pilota possa avere è il suo casco. Una crisalide nella quale compiere la propria metamorfosi da uomo qualunque a cavaliere del rischio. I caschi, oggetti unici, personali e personalizzati, in modo da rispecchiare il più possibile l'animo di chi li porta, nel corso della storia hanno subito evoluzioni tecniche ed estetiche per arrivare ai modelli attuali. Oggi andremo a scoprire quello di Mika Hakkinen.

«Nada pode me separar do amor de Deus» che tradotto in italiano è “Niente mi può separare dall’amore di Dio”. Potrebbe essere una frase scritta su qualsiasi tomba al cimitero. Ma no, questa non è una semplice frase scritta su una qualsiasi tomba. Questo è un passo della Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani e si trova scolpita sulla tomba numero 11 del Cimitero di Morumbì a San Paolo del Brasile ed è la tomba di uno dei più grandi piloti, se non il più grande, della storia della Formula 1: Ayrton Senna da Silva o semplicemente Ayrton Senna.

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