Archiviato il trittico di appuntamenti iridati asiatici, il Circus fa tappa nel continente americano, dove nel weekend la Formula Uno sarà impegnata sul tracciato di Austin per il Gran Premio degli USA. Il tracciato texano – entrato in calendario dal 2012 – è solo l’ultimo di una lunga serie che ha ospitato la classe regina del motorsport. Proprio sulle piste storiche americane si focalizza questa nuova puntata della rubrica Flashback. Buona lettura!

Nel mondo delle corse, l'oggetto più intimo che un pilota possa avere è il suo casco. Una crisalide nella quale compiere la sua metamorfosi da uomo qualunque a cavaliere del rischio. I caschi, oggetti unici, personali e personalizzati, in modo da rispecchiare il più possibile l'animo di chi li porta, nel corso della storia hanno subito evoluzioni tecniche ed estetiche per arrivare ai modelli attuali. Oggi andremo a scoprire quello di Elio De Angelis.

Il Gran Premio di Singapore è una delle tante scommesse commerciali giocate da Bernie Ecclestone per sdoganare la Formula 1 su altri mercati. La prima edizione del Gran Premio è datata 2008: per anni il Supremo Bernie ha meditato l'organizzazione di una gara in notturna, scontrandosi sempre con il problema di non trovare un acquirente abbastanza tonto (con rispetto parlando) da pagare una bolletta della luce particolarmente salata, finché non si è fatta avanti la località di Singapore, pronta ad accollarsi gli oneri di organizzazione e messa in opera. All'epoca, comunque, correre al chiaro di luna non era una novità, dato che era un fatto piuttosto normale nelle gare di durata e già nei primi Anni Duemila in America alcune gare IndyCar / IRL e NASCAR furono disputate sotto la luce dell'illuminazione artificiale.

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