Addio a Dan Gurney, pilota eclettico e "inventore" della festa del podio

Piloti A-Z dal 1950 ad oggi

Dan Gurney, una delle leggende del motorsport americano, ci ha lasciato ieri notte a 86 anni. Capace di correre sia con le ruote scoperte che con quelle coperte ha ottenuto vittorie e importanti risultati come la 24 Ore di Le Mans del 1967. Inventore della famosa doccia dello champagne per festeggiare la vittoria sul podio ed è stato uno dei primi piloti a indossare il casco integrale in gara

Soprannominato il Marine da Enzo Ferrari, Gurney ha cominciato a correre a 19 anni su una Triumph TR2 e nel 1957 corre con una Ferrari attirando l’attenzione di Luigi Chinetti che gli apre le porte della 24 ore di Le Mans. Da questo punto in poi per Gurney cominciano ad arrivare importanti risultati. Nel 1959 vince la 12 ore di Sebring a bordo della Ferrari 250 TR59 insieme a Chuck Daigh, Phil Hill e Olivier Gendebien e fa il suo debutto in Formula 1 con la Rossa di Maranello ottenendo il podio sia in Germania sia in Portogallo. L’anno dopo ottiene la vittoria nella 1000 km del Nurburgring insieme a Stirling Moss su una Maserati Tipo 61e nel 1962 ottiene la prima vittoria in Formula 1 nel Gran Premio di Francia.

Negli anni successivi continua a correre sia con le ruote scoperte sia con quelle coperte, ottenendo buoni risultati nelle categorie cui prende parte. Nel 1967 vince una gara in Nascar e ottiene due vittorie in Formula 1 nel Gran Premio del Messico e in Francia. Dopo la stagione 1965 con la Brabham, dove ha ottenuto diversi podi e il quarto posto in classifica, Gurney decide di fondare la propria scuderia chiamandolo All American Racers. Nel 1967 arriva finalmente il successo nella 24 ore di Le Mans con A. J. Foyt. Per festeggiare la vittoria, Dan prende in mano la bottiglia di champagne e comincia a spruzzarla addosso alle persone e inventando il bagno di champagne che ancora oggi accompagna ogni podio del motorsport.  In Formula 1 ottiene l’ultima vittoria in Belgio con la sua scuderia.

Decide per il 1968 di prendere parte al primo campionato Can Am non ottenendo buoni risultati ma diventando il primo pilota a indossare un casco integrale e partecipa ad alcune gare in Champ Car. Ci riprova anche l’anno successivo senza ottenere buoni risultati che invece ottiene in Champ Car e nel 1970 ottiene il terzo posto a Indianapolis e ritorna in Formula 1 per correre tre gare con la Mclaren. Dopo questa stagione si ritira dal mondo delle corse come pilota e continua a rimanere impegnato con il suo team che nella sua storia otterrà diversi risultati importati come la vittoria nella 500 miglia di Indianapolis nel 1975 con il pilota Bobby Unser.

La famiglia ha espresso il suo messaggio di cordoglio tramite un breve comunicato “Con un ultimo sorriso sul viso, Dan è andato verso l'ignoto poco prima di mezzogiorno del 14 gennaio 2018. Nel più profondo dolore, con gratitudine nei nostri cuori per l'amore e la gioia che ci hai dato durante il tuo tempo su questa terra”. Molti sono stati i messaggi di cordoglio che i piloti e team hanno lasciato su Twitter. Tra cui quello di Mario Andretti che ricorda come la figura di Gurney ha ispirato la sua carriera fin dal suo debutto o di team come la Ferrari, la Mclaren e la Haas.

Chiara Zaffarano

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