Alfa Romeo: è lecito sognare un suo ritorno alle competizioni?

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Ciclicamente, da un po’ di tempo a questa parte, il presidente FCA Sergio Marchionne ha solleticato l'immaginazione di tanti appassionati di motorsport con proclami più o meno fondati su un probabile, e tanto auspicato, ritorno dell’Alfa Romeo in Formula 1. Questo a patto che il marchio riesca ad avere successo nelle vendite, in particolar modo con i suoi modelli di punta Giulia e Stelvio. Ma realisticamente parlano l’Alfa può tornare nella massima serie?

 

Marchionne auspica un’economia di scala, partendo dalla base del motore Ferrari e creando degli sviluppi in parallelo per quello marchiato Alfa. Discorso diverso, invece, per quanto concerne il telaio e l'aerodinamica, perché la casa di Arese non possiede un suo reparto corse da molto tempo: basti pensare che nel suo ultimo impegno ufficiale nel WTCC si appoggiava alla N. Tecnology; inoltre la sua vettura più sportiva, la 4C, viene prodotta negli stabilimenti Maserati a Modena.

Progettare una monoposto non è affatto semplice: oltre a strutture e macchinari specifici serve anche un gruppo di tecnici ed ingegneri affiatato e di esperienza, cosa non facile da trovare e soprattutto a buon mercato. Ne sa qualcosa lo stesso Marchionne, quando ha cercato di reperire tecnici di spicco per la Ferrari.

Inoltre, l'intera galassia FCA “europea” a livello di motorsport è scarsamente rappresentata: infatti, oltre alla Ferrari nella F1 e nel GT, c’è solamente l’Abarth nei rally con la recente 124 e con la sua 500 nei monomarca da pista, mentre gli altri marchi sono totalmente votati alla sola produzione stradale: dalla Maserati, che ha da poco chiuso il suo trofeo in attesa del nuovo modello della Granturismo, alla Lancia ormai in inesorabile declino, fino ad arrivare alla già citata Alfa Romeo.

Bisogna ringraziare i preparatori che riescono a difendere i colori nazionali nei circuiti di tutto il mondo, in particolare quelli del Biscione partendo da Romeo Ferraris che ha preparato la Giulietta per il campionato TCR e continua costantemente a svilupparla; senza dimenticare Gianni Giudici che fa correre sempre le Giulietta nella serie tedesca VLN e TCS Italia preparate dalla sua struttura, fino ad arrivare al progetto della Picchio di far correre l'Alfa 4C nelle salite del CIVM.

Insomma la passione per l’Alfa Romeo in Italia, e non solo, è ancora viva e batte sempre forte, nonostante dalla casa madre non producano un modello da competizione da più di 10 anni con la 156.

Ma ora qualcosa sta cambiando e sta facendo sognare ad occhi aperti gli Alfisti di tutto il mondo: da poco è trapelata la notizia che al Salone di Ginevra verrà presentata la Giulia Sprint, finalmente una coupè degna di rivaleggiare con le agguerrite tedesche Mercedes Classe C coupé, BMW Serie 4 coupé e Audi A5 coupé, tutte vetture che corrono nel DTM, il campionato turismo tedesco. L'ipotesi sarebbe suggestiva: rinverdire i fasti della 155 e battere i tedeschi in casa loro ed ampliare ulteriormente le vendite in Germania, mercato europeo da sempre molto florido.

Altrimenti potrebbe sempre essere gradita la variante Gran Turismo, ma in quale classe farla correre: nel GT3 o nel GT4?

Insomma i presupposti ci sono tutti, ed i tifosi non hanno mai smesso di aspettare: tutti noi vogliamo tornare a veder sfrecciare nei circuiti di tutto il mondo le vetture che facevano togliere, in segno di rispetto, il cappello ad un certo Henry Ford.

Michele Montesano

 

 

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