Nel sobborgo chiamato Interlagos, a sud della metropoli di San Paolo del Brasile, sorge l'Autodromo José Carlos Pace, impianto inaugurato nel 1940 e dedicato alla memoria dell'ex-pilota brasiliano deceduto nel 1977 in seguito ad un incidente aereo. Il Circus della Formula 1 vi è approdato nel 1973 correndovi fino al 1980 e, dopo una profonda modifica apportata che ne ha in pratica dimezzato la lunghezza, dalla stagione 1990 fino ai giorni nostri.

La Formula 1 sbarca in Messico per la prova iridata numero 18, in un tracciato tornato nel 2015 ad ospitare (a distanza di 23 anni dall'ultima edizione svoltasi nel 1992 e conquistata dalla Williams di Nigel Mansell) un appuntamento del Mondiale. Il circuito è sempre quello intitolato ai fratelli Rodriguez, inaugurato nel 1962 e situato in un parco posto alla periferia sud di Città del Messico, il quale ha ospitato sin qui tutte le sedici edizioni dell'appuntamento iridato, prima dal 1963 al 1970 e successivamente dal 1986 al 1992, per tornare in calendario proprio lo scorsa anno.

Poco lontano da Austin, capitale del Texas, sorge il Circuit of the Americas, impianto costruito per riportare la Formula 1 negli States dopo svariati anni di assenza del Circus dal Paese a stelle e strisce. Inaugurato il 22 ottobre di cinque anni fa, ha ospitato dopo neanche un mese il Gp di Formula 1, rivelandosi subito uno dei migliori tracciati progettati da Hermann Tilke, grazie ad una serie di dislivelli creati artificialmente per rendere il tutto più spettacolare.

Lo spettacolare tracciato di Suzuka ospita la Formula 1 dal 1987, anno in cui ad imporsi fu la Ferrari di Gerhard Berger. Da allora la pista, di proprietà della Honda, ha ospitato ininterrottamente il circus iridato, ad eccezione delle edizioni 2008 e 2009, svoltesi sul circuito del Fuji. Tra le piste più impegnative, tecniche e selettive dell'intero Mondiale, Suzuka risulta ai vertici delle preferenze di molti piloti nonchè degli appassionati di Formula 1. Lungo 5860 metri, esso detiene due caratteristiche uniche nel calendario iridato: la tipica conformazione a "otto", ovvero con sottopasso e relativo cavalcavia, e la curva più veloce del Mondiale, la 130R, da affrontare in pieno ad oltre 300 chilometri orari.

Il prossimo appuntamento del Mondiale 2017 va in scena sul tracciato di Sepang, in Malesia, a due settimane di distanza dalla tappa in notturna svoltasi a Singapore. Il tracciato, che sorge a breve distanza dalla capitale malese Kuala Lumpur, è presente nel calendario sin dal 1999, senza da allora aver mai subito modifiche. Si tratta di un circuito veloce, con una media di circa 210 Km/h in qualifica e diverse curve ad alta velocità. Tra le maggiori incognite, l'elevata possibilità che si possano verificare forti ed improvvisi acquazzoni durante la gara: proprio a causa di tale motivo, l'edizione del 2009 venne interrotta dopo pochi giri.

Il tracciato cittadino di Singapore si snoda per una lunghezza di 5073 metri nelle strade del quartiere di Marina Bay, situato nel cuore della città-stato asiatica. Realizzato a cura dell'architetto Hermann Tilke, esso presenta un cospicuo numero di curve (23 in totale) perlopiù ad angolo retto che consentono medie sul giro non molto elevate, con l'acceleratore spalancato solo per il 45% della percorrenza. Le velocità di punta, prossime ai 300 orari, si raggiungono al termine del lungo rettilineo situato tra la curva 5 e la curva 7, zona nella quale sarà anche attivabile il DRS.

Monza: il Tempio della Velocità. Basterebbero queste parole per evocare il fascino, la storia, la tradizione del circuito brianzolo. La passione dei tifosi e lo splendido Parco di Monza, all'interno del quale sorge l'autodromo, rappresentano la perfetta cornice per l'immancabile appuntamento del Gran Premio d'Italia. Un evento presente sin dal 1950 nel calendario iridato, ed ospitato in tutte le edizioni dal velocissimo tracciato lombardo ad eccezione della stagione 1980, quando fu il circuito di Imola ad essere teatro della gara italiana.

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