Poco lontano da Austin, capitale del Texas, sorge il Circuit of the Americas, impianto costruito per riportare la Formula 1 negli States dopo svariati anni di assenza del Circus dal Paese a stelle e strisce. Inaugurato il 22 ottobre di sei anni fa, ha ospitato dopo neanche un mese il Gp di Formula 1, rivelandosi subito uno dei migliori tracciati progettati da Hermann Tilke, grazie ad una serie di dislivelli creati artificialmente per rendere il tutto più spettacolare.

Lo spettacolare tracciato di Suzuka ospita la Formula 1 dal 1987, anno in cui ad imporsi fu la Ferrari di Gerhard Berger. Da allora la pista, di proprietà della Honda, ha ospitato ininterrottamente il circus iridato, ad eccezione delle edizioni 2008 e 2009, svoltesi sul circuito del Fuji. Tra le piste più impegnative, tecniche e selettive dell'intero Mondiale, Suzuka risulta ai vertici delle preferenze di molti piloti nonchè degli appassionati di Formula 1. Lungo 5860 metri, esso detiene due caratteristiche uniche nel calendario iridato: la tipica conformazione a "otto", ovvero con sottopasso e relativo cavalcavia, e la curva più veloce del Mondiale, la 130R, da affrontare in pieno ad oltre 300 chilometri orari.

La Formula 1 torna in Russia, sul circuito di Sochi, città sede nel 2014 dei Giochi Olimpici Invernali. E proprio all'interno del villaggio olimpico è stato realizzato l'autodromo, scaturito come di consueto dalla penna dell'architetto Hermann Tilke. Lungo 5853 metri, esso si pone al quarto posto nella classifica dei circuiti più lunghi attualmente presenti in calendario, alle spalle di Spa-Francorchamps, Silverstone e del tracciato cittadino di Baku.

Il tracciato cittadino di Singapore si snoda per una lunghezza di 5073 metri nelle strade del quartiere di Marina Bay, situato nel cuore della città-stato asiatica. Realizzato a cura dell'architetto Hermann Tilke, esso presenta un cospicuo numero di curve (23 in totale) perlopiù ad angolo retto che consentono medie sul giro non molto elevate, con l'acceleratore spalancato solo per il 45% della percorrenza. Le velocità di punta, prossime ai 300 orari, si raggiungono al termine del lungo rettilineo situato tra la curva 5 e la curva 7, zona nella quale sarà anche attivabile il DRS.

Monza: il Tempio della Velocità. Basterebbero queste parole per evocare il fascino, la storia, la tradizione del circuito brianzolo. La passione dei tifosi e lo splendido Parco di Monza, all'interno del quale sorge l'autodromo, rappresentano la perfetta cornice per l'immancabile appuntamento del Gran Premio d'Italia. Un evento presente sin dal 1950 nel calendario iridato, ed ospitato in tutte le edizioni dal velocissimo tracciato lombardo ad eccezione della stagione 1980, quando fu il circuito di Imola ad essere teatro della gara italiana.

Spa-Francorchamps è sinonimo di fascino, storia, emozioni, rischio. Se la pista delle Ardenne è in assoluto la più amata da piloti ed appassionati, un qualche motivo ci dovrà pur essere. Ad iniziare dalla mitica curva dell'Eau Rouge, un tratto nel quale a volte tenere giù il piede significa andare contro qualsiasi logica o istinto. O come l'insidioso tornantino della Source, dove tante gare si sono decise nel corso degli anni. Per non parlare delle altre curve da pelo sullo stomaco che hanno ospitato le grandi sfide dei campioni del passato: da Pohuon a Blanchimont, da Stavelot a Les Combes.

L'edizione inaugurale del Gp d'Ungheria risale al 1986, quando il tracciato dell'Hungaroring fu per la prima volta teatro di una gara di Formula 1 organizzata in un Paese dell'Est europeo. Da allora esso ha ospitato ininterrottamente il grande Circus, subendo nel corso degli anni soltanto pochissime modifiche: nel 1989, quando venne abolita la chicane posizionata dopo la curva 3, e nel 2003, quando venne leggermente allungato il rettifilo dei box e cambiata la conformazione della curva 1.

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