Cinema da corsa | "Le 24 Ore di Le Mans", il sogno infranto di Steve McQueen

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Continua su LiveGP la nostra rubrica cinematografica legate al mondo dei motori e questa volta il film di cui andremo a parlare è "Le 24 Ore di Le Mans" di Lee H. Katzin e con Steve McQueen, girato nell'estate del 1970 pochi giorni dopo la gara vera e propria. Ma nonostante l'ampio budget messo a disposizione dalla produzione, la pellicola al botteghino si rivelò un fiasco totale, pur essendo considerata ancora oggi una delle opere più amate dagli appassionati di corse. 

La storia ha inizio con Delaney, interpretato da McQueen, pilota della Porsche, che arriva sul circuito di Le Mans per prendere parte alla gara. L’incontro con Lisa, interpretata da Elga Andersen, vedova del pilota Piero Belgetti, scatena in lui il ricordo dell’incidente mortale in cui l’italiano ha perso la vita e nel quale egli stesso è rimasto coinvolto. Delaney inizia la 24 ore di Le Mans con la sua Porsche 911S e si sfida con il suo rivale sportivo, il tedesco Erich Stahler che guida una Ferrari 512.

Il film ha avuto uno dei più alti budget della storia del cinema messi a disposizione della casa di produzione di Steve McQueen, la Solar Productions, ma ai botteghini si rivelò un fiasco totale, nonostante la fame e il successo di Steve McQueen, pur portando con sé una forte testimonianza non solo della 24 ore di Le Mans ma anche della passione che l’attore aveva per le corse. Proprio in questo film, Steve pronunciò una delle sue frasi più celebri e che sono entrate di diritto nella storia: “Molta gente attraversa la vita sbagliando tutto. Per noi che corriamo in macchina, è importante farlo bene: ciò che avviene prima e dopo è solo attesa”. Lo stesso Steve McQueen voleva prendere parte alla 24 ore di Le Mans del 1970, ma fu bloccato dai finanziatori del film che non volevano pagare l’assicurazione dell’attore.

I punti di forza del film sono indubbiamente le riprese dell'azione in pista con parecchie inquadrature dall'interno degli abitacoli e lungo il tracciato: una pratica comune al giorno d'oggi ma assolutamente avveniristica per quell'epoca. Tantissima cura e dovizia di particolari anche per la ricostruzione degli incidenti che, grazie allo slow motion, tengono lo spettatore con il fiato sospeso per tutta la durata del film. 

Per quanto riguarda la trama, la vicenda si concentra esclusivamente sulla sfida tra i due rivali a bordo della Porsche e della Ferrari, tralasciando in particolare le vicende e i tratti psicologici dei vari personaggi. E proprio questa voglia di mettere in risalto soprattutto le corse fu la causa che portò Steve McQueen alla rottura con il primo regista Sturges, che voleva più un film incentrato sulla parte sentimentale che sull'azione in pista. Capitolo colonna sonora: ridotta davvero al minimo, dato che sono i rombi dei motori a farla da padrone per tutta la durata della pellicola.

Questo film è una delle più belle dichiarazioni d’amore di Steve McQueen verso non solo la 24 ore di Le Mans, ma per tutto il mondo delle corse. Un'opera da non perdere per chi ama il motorsport.

Chiara Zaffarano

 

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