TCR International Series | Il Bahrain sorride all'Italia: una vittoria per Colciago e una per l’Alfa Romeo

Altre Ruote Coperte

La TCR International Series ha fatto tappa in Bahrain come "valletta" d'eccezione del Circus della Formula 1 portando in campo, come al solito, sportellate, bagarre e lotte fino all'ultima curva.
Il circuito di Sakhir ha portato bene ai colori italiani: a vincere sono stati Roberto Colciago sulla Honda Civic del team M1RA, progettata dall'italiana Jas Motorsport, e Dusan Borkovic sull’Alfa Romeo Giulietta sviluppata da Romeo Ferraris. Il weekend per entrambe le gare ha riproposto quasi lo stesso copione: ovvero il leader impegnato in una cavalcata solitaria verso la bandiera a scacchi e dietro a darsele di santa ragione.

Si inizia dalle qualifiche, con la pole di Homola su Opel, poi retrocesso per la sostituzione del motore. A partire dalla prima piazzola, dunque, è stato il suo teammate Pierre-Yves Corthals.
Ma, poco dopo, a mescolare le carte in tavola ci hanno pensato gli ufficiali, modificando il BOP (Balance Of Performance), quindi riducendo la flangia sulle Opel e modificando di 10 cm l'altezza da terra sulle Audi RS3 e sulle Seat Léon con cambio DSG.

Gara 1. Scattata all' imbrunire di sabato, la prima manche ha regalato un risultato in agrodolce per gli italiani: da un lato la trionfale vittoria di Roberto Colciago su Honda, e dall'altro la penultima posizione della rientrante Michela Cerruti su Alfa Romeo. Subito al pronti-via Colciago, scattato dalla terza piazza, con una partenza arrembante passa subito in prima posizione involandosi verso la vittoria in solitaria, mentre dietro sono iniziate le varie battaglie a cominciare dal duo Kajaia (su Alfa Romeo) che ha accompagnato Vernay (su Golf) verso l'esterno della curva, con quest'ultimo a rientrare in pista nel gruppo di mischia con una manovra quasi da kamikaze. Al secondo giro si è registrato anche un contatto tra Homola e Morbidelli, fortunatamente senza conseguenze per i due, mentre al terzo giro il leader di campionato (nonché vincitore della prima gara in Georgia) Kajaia si è ritirato per noie tecniche; contemporaneamente un arrembante Vernay iniziava a risalire posizioni, cominciando dalla sesta piazza colta ai danni di Nasch (Seat Leon).

Grande rimonta anche da parte di Comini, su Audi, scattato solamente dalla tredicesima posizione, il quale ha ingaggiato vari duelli prima con Ficza, superato al terzo giro, per poi rendersi protagonista di una battaglia serrata con Attila Tassi, mentre il pilota Honda, a sua volta, era impegnato a difendersi dagli insistenti attacchi del pilota Seat, Oriola.
Nella seconda metà di gara Ficza e Morbidelli hanno duellato senza esclusione di colpi: inizialmente il pilota Seat ha avuto la meglio sull'italiano ma, complice la grande esperienza, il driver della West Coast l’ha ripassato con una staccata decisa.
Negli ultimi giri un tenace Borkovic, su Giulietta, resisteva ai ripetuti attacchi di Vernay; nel frattempo, i duellanti raggiungevano Corthals, in terza posizione, che aveva ricevuto un’ammonizione per aver oltrepassato i limiti del tracciato nelle prime fasi di gara.
Il terzetto, compattatosi, ha dato vita ad un finale di gara ricco di suspence e, tra sorpassi e controsorpassi ad ogni staccata, ad avere la meglio è stato Vernay, lesto ad approfittare del contatto tra Borkovic e Corthals ed agguantare la terza piazza.
Oriola è riuscito ad avere la meglio sul compagno di squadra Nash sorpassandolo proprio nel finale di gara e arrivando sesto; gara consistente per il campione in carica Stefano Comini arrivato ottavo, mentre per Valente è stata una prova decisamente facile, visto che ha dovuto amministrare la seconda posizione del via. Da segnalare anche il buon decimo posto del giovane Altoé, dedito ad incamerare esperienza.

Gara 2. Svoltasi nel caldo torrido mattutino, anche la seconda manche ha dispensato grandi emozioni. A vincere in solitaria è stato Dusan Borkovic su Alfa Romeo Giulietta del team GE-Force-Davitì: partito dalla seconda posizione ha subito superato il poleman Ferenc Ficza (su Seat Léon) e nelle curve successive, complice un errore, ha infilato Attila Tassi (Honda civic), scattato dalla terza piazza.
Una volta preso il comando, per il serbo è stata una cavalcata trionfale verso il traguardo: nessuno è più riuscito ad impensierirlo, complice anche l'ottimo feeling che il pilota ha trovato con la Giulietta.
Ottima anche la partenza del pilota della Craft-Bamboo Nasch che ha superato Ficza ed agguantato la seconda posizione dopo due giri; quest'ultimo, trovatosi in difficoltà, è stato infilato anche da Vernay, che in precedenza si era sbarazzato di Tassi.
Anche Valente è stato autore di una bella partenza e a suon di sorpassi, anche ai danni del vincitore di gara 1 Colciago, si è issato nella top three.
Sfortunato Giacomo Altoè che è stato costretto al ritiro al terzo passaggio per problemi tecnici alla sua Volkswagen.
Poca fortuna per tutto il weekend anche per il georgiano della GE-Force Kajaja che, dopo aver rimontato numerose posizioni a suon di sorpassi, ed essere stato autore di uno spettacolare duello ruota a ruota con Comini e poi con Tassi, è stato costretto al secondo ritiro per una perdita d'olio sulla sua vettura.
Ancora una volta il bi-campione della serie Stefano Comini ci ha deliziati con una grande rimonta: costretto a partire dalle retrovie, il ticinese ha subito iniziato una straripante scalata, impegnato in numerosi duelli con Kajaia, Tassi, Oriola (con il quale è arrivato al contatto) ed infine con Morbidelli, con i due che si sono scambiati numerose sportellate.
Dal Bahrain ad uscirne leader è Jean-Karl Vernay sulla Golf della Leopard, con all'attivo due gare regolari e vissute col coltello tra i denti, seguito ad un punto dal vincitore di gara 2 Borkovic.
Prossimo appuntamento il 7 maggio a Spa-Francorchamps, in concomitanza col WEC.

Bahrain, Gara 1:

1. Roberto Colciago (Honda Civic) – M1RA 
2. Hugo Valente (Seat Léon) – Craft Bamboo – 5’502
3. Jean-Karl Vernay (Volkswagen Golf) – Leopard – 7’637
4. Dusan Borkovic (Alfa Romeo Giulietta) – GE force – 8’763
5. Pierre-Yves Corthals (Opel Astra) – DG – 9’661
6. Pepe Oriola (Seat Leéon) – Craft Bamboo – 9’912
7. James Nash (Seat Léon) – Craft Bamboo – 11’284
8. Stefano Comini (Audi R3) – Comtoyou – 11’581
9. Gianni Morbidelli (Volkswagen Golf) – West Coast – 12’200
10. Giacomo Altoé (Volkswagen Golf) – West Coast – 19’061
11. Ferenc Ficza (Seat Léon) – Zele - 20’396
12. Attila Tassi (Honda Civic) – M1RA – 21’870
13. Mat’o Homola (Opel Astra) – DG – 21’918
14. Michela Cerruti (Alfa Romeo Giulietta) – GE Force - 24’481
15. Duncan Ende (Seat Léon) – Icarus – a 2 giri

Bahrain, Gara 2:

1. Dusan Borkovic (Alfa Romeo Giulietta) – GE Force 
2. James Nash (Seat Léon) – Craft Bamboo – 4’154
3. Hugo Valente (Seat Léon) – Craft Bamboo – 4’861
4. Jean-Karl Vernay (Volkswagen Golf) – Leopard – 5’391
5. Roberto Colciago (Honda Civic) – M1RA – 5’690
6. Ferenc Ficza (Seat Léon) – Zele – 9’161
7. Pepe Oriola (Seat Leéon) – Craft Bamboo – 14’967
8. Attila Tassi (Honda Civic) – M1RA – 15’154
9. Stefano Comini (Audi R3) – Comtoyou – 15’261
10. Gianni Morbidelli (Volkswagen Golf) – West Coast – 16’525
11. Pierre-Yves Corthals (Opel Astra) – DG – 17’494
12. Michela Cerruti (Alfa Romeo Giulietta) - GE Force - 18’224
13. Mat’o Homola (Opel Astra) – DG –22’286
14. Duncan Ende (Seat Léon) – Icarus – 34’009
15. Davit Kajaja (Alfa Romeo Giulietta) – GE-Force - DNF

Campionato: 1.Vernay 52; 2.Borkovic 51; 3.Colciago 50; 4.Oriola 45; 5.Kajaja 39; 6.Valente 38; 7.Tassi 36; 8.Nash 34; 9.Ficza 29; 10.Comini 32.

Michele Montesano

 

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