F1 | Budapest: il Focus sul Gran Premio d’Ungheria

A gomme fredde

Con la tappa ungherese che spedisce in vacanza tutto il Circus, si conclude la prima fase di un campionato mondiale di Formula Uno combattutissimo. Chi passerà più serenamente le vacanze ovviamente non può che essere Lewis Hamilton, forte di una leadership nel mondiale rafforzata dalla vittoria a Budapest. Completano il podio i due team-mate Ferrari, con Ricciardo in quarta posizione autore di un sorpasso all’ultimo giro su un Valtteri Bottas in versione “Off Limits”.

Prima fila Mercedes: più che analizzare la partenza (dato che non è successo nulla se non lo scambio di posizioni tra i due piloti Ferrari in curva due) in questa “puntata” vorremmo allargare un po' qualche concetto. Anche in Ungheria abbiamo visto una prima fila al via monopolizzata dalla coppia Mercedes. Ok, è vero che la pioggia del sabato ha facilitato il difficile compito di battere Maranello, ma è pur vero che pioveva per tutti. In queste ore si stanno susseguendo miriadi di persone che urlano: "Eh, ma Hamilton è fortunato. Sia qui che in Germania è stato aiutato dalla pioggia!" Magari può anche essere vero, ma ovviamente lo sapete che anche Hamilton guidava sotto l’acqua, si? Non è che lui stava sull’asciutto mentre tutti gli altri si portavano dietro la nuvoletta fantozziana. La realtà, che piaccia o no, è che Hamilton è un assoluto fuoriclasse che in questo momento sta attraversando un incredibile stato di grazia. Non sbaglia niente, attacca sempre, non perdona se la situazione si fa ghiotta ed è maledettamente veloce. Se ha vinto in Germania è perche sotto l’acqua guadagnava due secondi al giro a tutti, e per la pole ungherese beh… andatevi a riguardare le sue traiettorie da asciutto dalla sua camera car del giro veloce.

Seb e Ferrari, resettare e ripartire: non che il mondiale di Vettel e delle Rosse fin qui sia stato negativo, anzi. Il tedesco sta andando fortissimo dall’inizio dell’anno e ha tutte le carte in regola per mettere i bastoni tra le ruote alla Mercedes. Il tutto su una vettura che continua a migliorare a che probabilmente ad oggi è la macchina migliore del lotto. Ma per battere questo Lewis Hamilton bisogna essere perfetti, e in questo momento c’è la sensazione che si stanno buttando all’aria troppi punti. In Ungheria ad esempio, Vettel non è stato il “solito”: più lento di Raikkonen in qualifica (nonostante una tempistica di attuazione del giro a proprio vantaggio) e una gara relativamente in ombra. Tanti non saranno d’accordo, ma basta pensare che se l’è giocata con Valtteri e Kimi, e non è certo quello l’obiettivo. Colpe da dividere anche con il box ovviamente, il quale durante i pit stop dei piloti non ne ha praticamente azzeccata una. E’ a causa di questo, infatti, se Seb si è ritrovato a disputare tutta la gara dietro ad un Bottas versione contenimento. Ragazzi, se si vuole arrivare al mondiale, bisogna fare un ultimo step…

Bottas pedina sacrificabile e box da ridimensionare: per carità, tutti fanno giochi di squadra ed è giusto così. Ma perche insistere sul fatto che in Mercedes certe cose non succedono in quanto i piloti sono “alla pari”, se poi te ne esci con una condotta che spedisce di fatto uno dei due “impiegati” sul tavolo sacrificale? E’ stato chiarissimo anche per le casalinghe bergamasche che la gara di Valtterino era completamente incentrata su quella di LH44, e questa cosa pare non sia andata a genio neppure allo stesso finlandese (come biasimarlo). E se non vi bastano le parole del pilota a fine gara per essere d’accordo (“Non sono in Mercedes per fare questo”) andate a riguardarvi gli ultimi giri della corsa, durante i quali “testone77” è così incacchiato da andare a sbattere praticamente su qualunque cosa mobile si trovasse in pista. Ah, proprio a tal proposito, già che ci siamo: cari Wolff e Allison, non dicevate che certi incidenti si vedono perchè la Ferrari “organizza” certi giochetti per cercare di buttare fuori le frecce d’argento? Per carità, ovviamente lungi da noi insinuare che le intenzioni di Bottas fossero… oscure, però sapete: se a Budapest arrivi in curva due in una traiettoria improponibile, il tuo avversario è gia davanti e frena sul lato pulito, e tu hai esperienza e sai benissimo che sarà impossibile resistere al sorpasso… beh, se in una situazione simile “dimentichi” di frenare e vai a disintegrare la tua vettura sul posteriore dell’altra, uno da fuori due dubbi se li fa venire… Incapacità o stratagemma? (cit.).

Positivi e negativi: per chiudere questa analisi del Gran Premio (dai concetti un po' più “allargati” del solito), non possiamo esimerci dal parlare di chi ci ha impressionati di più  e di chi invece è meglio rimandare a settembre. Positivissimo Gasly, che sta guidando benissimo, Sainz autore di una buona performance in qualifica e Magnussen, che inaspettatamente sta continuando a distruggere il morale del compagno di squadra. Assolutamente da rivedere invece la McLaren (che sta buttando al vento gli ultimi anni di carriera del fenomeno Alonso), la disastrata Williams, la fin qui deludente Force India (ormai in amministrazione controllata), e il propulsore Renault che sta mandando su tutte le furie Verstappen e Chris Horner (vedi messaggio radio durante il ritiro di Max).

Omaggio: salutiamo i lettori ovviamente, unendoci al cordoglio per l’improvvisa scomparsa di Sergio Marchionne. Un uomo entrato di diritto nel cuore di tutti i fan della Ferrari, che ha saputo risollevare a modo suo le sorti di una scuderia del tutto disastrata. Ricordiamo che è stato proprio l’ex presidente Marchionne a creare l'attuale squadra, mandando via dal team i grandi nomi e dando fiducia ai fedelissimi di vecchia data (quasi tutti italiani). Sarà a tratti sembrato burbero, ma con il passare del tempo ha fatto capire che prima del cervello del manager, portava a Maranello il cuore dell’appassionato. A dimostrare quello che si può fare quando la passione supera il ruolo che si ricopre… Ciao Presidente.  

Daniel Limardi

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