F1 | GP Canada: Vettel e la Ferrari alla ricerca della vittoria perduta

A gomme fredde

Da Montecarlo la Formula 1 si sposta in Canada per un altro classico del Mondiale. Un cambio radicale: dal circuito più lento, angusto e noioso della stagione ad uno dei più veloci ed emozionanti, dove le gare pazze e imprevedibili non sono mai mancate. Il tracciato di Montreal è comunque impegnativo e adatto ad ospitare l'intervento di numerose Safety Car. Una gara all'apparenza nuovamente incerta e che porterà una nuova sfida ravvicinata fra tutti e tre i top team, e i rispettivi top driver, alla ricerca di conferme e riscatti.

Non è la solita pista. Il circuito intitolato a Gilles Villeneuve è uno degli storici presenti nel Circus. Tappa transatlantica e lontana dallo sviluppo europeo del calendario durante la stagione estiva, mantiene immutato il fascino della velocità pura su una pista semi-permanente e dunque stretta, dove i muri sfilano a pochi centimetri ma le velocità sono altissime. Proprio per questo è sempre stata una delle gare più divertenti e imprevedibili di tutta la stagione, con pioggia, safety car e bandiere rosse a mescolare le carte e trasformare i 70 giri sull'isola di Notre Dame in un vero e proprio "rischiatutto" per deliziare il pubblico canadese sempre tra i più numerosi e festanti di tutto il mondiale. 

E' il feudo di Lewis Hamilton. L'inglese ci ha vinto sei volte, sempre sul gradino più alto del podio negli ultimi tre anni, ma anche Ricciardo e Vettel sono riusciti a imporsi su questa pista. Alla Ferrari il gradino alto del podio manca addirittura dal 2004, dai tempi di Schumacher... una vita sportiva. Già si avanzano le speculazioni su chi sarà il primo dei big a lasciare il segno sul Muro dei Campioni, mentre tutti abbiamo ancora negli occhi il terribile incidente di Robert Kubica alla curva 9 da cui però miracolosamente si allontanò sulle proprie gambe. Sullo stesso tracciato, l'anno successivo al crash, il polacco raccolse la sua unica vittoria in Formula 1. 

Una pista start&stop come la definisce la Brembo, unica per le sollecitazioni che trasmette all'impianto frenante (e le criticità ad esso collegate, ndr) fatto di brusche frenate, violente accelerazioni ed alte velocità. Il tracciato canadese è pista di motore, in cui la potenza pure della power unit gioca un ruolo fondamentale, e per questo le squadre hanno programmato il debutto dei nuovi propulsori proprio per questo weekend, seguendo il piano di rotazione dei motori per l'intera stagione trattandosi peraltro della settima gara di 21.

Ferrari è già indicata come pronta a portare delle novità alla power unit che dovrebbero garantire più potenza, per lottare ad armi pari con la Mercedes che è tuttavia ancora accreditata di una cavalleria leggermente superiore. Un'incognita riguarda la Red Bull, dominatrice a Montecarlo, pista che si adattava alla perfezione alle caratteristiche della RB13, mentre pur con la sua efficienza aerodinamica e maneggevolezza potrebbe forse incontrare maggiori difficoltà con le alte velocità canadesi. 

Tutto questo mentre Daniel Ricciardo continua ad essere uomo mercato e oggetto del desiderio al centro delle dinamiche che lo avvicinano alternativamente alla Ferrari o alla Mercedes, mentre al tempo stesso la permanenza di Kimi Raikkonen per un'altra stagione al fianco del tedesco viene data come un'opzione altrettanto papabile. Uno scenario complicato dunque, in cui i talenti della Formula 1, eroi di questo mondiale, lottano come forse mai prima d'ora per ogni risultato. Le due vittorie a testa colte da Vettel, Ricciardo e Hamilton rendono questo campionato più vivo ed avvincente che mai. Le premesse per un grande GP in quel di Montreal ci sono tutte. Con orario serale peraltro, per la gioia degli spettatori europei. 

Stefano De Nicolo'

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