F1 | Montecarlo: il Focus sul Gran Premio di Monaco

A gomme fredde

Una noia mortale! Diciamolo: sarà anche la gara più glamour della stagione, sarà uno dei circuiti più storici del campionato, e magari ci sarà qualcuno che considererà blasfemo già il solo sentir parlare male dell’evento… Ma se vogliamo essere sinceri, per dirla con estrema eleganza all’inglese, ancora una volta il GP di Montecarlo ci ha fatto “due balle cosi”. Come da pronostici vince Ricciardo, seguito a trenino da Vettel e Hamilton in quella che è stata la gara più “lenta” delle ultime decadi.

Alzi la mano chi non ha dormito. Forse è anche un po' inutile dividere i Focus relativi a questo GP in paragrafi. Basterebbe dire che siccome Ricciardo, Vettel e Hamilton sono partiti dai primi 3 posti, al traguardo sono arrivati sul podio esattamente nello stesso ordine. Non fosse stato per la Red Bull che a un quarto di gara ha iniziato a lamentare problemi di potenza, più che ad un Gran Premio avremmo assistito ad una processione di Pasqua. E’ stato solo quello infatti l’episodio che ha fomentato le speranze di vedere una “gara”, dato che il delicato momento ha acceso la possibilità che qualcuno (in questo caso Vettel) potesse superare qualcuno. Per carità, la storia della location e le edizioni dei tempi che furono fanno di Montecarlo un tempio dell’automobilismo, ma ad oggi sarebbe forse il caso che Liberty Media rivalutasse la posizione del Principato nel calendario, perché il 90% delle tifoserie vedono il weekend monegasco più come una tassa annuale da lasciarsi alle spalle anzichè come una corsa di Formula Uno. E in uno sport dove è tutto incentrato sullo spettacolo, questo non va assolutamente bene.

Redbull in testa…coda. Non essendoci molto da analizzare come “episodio” di gara (quel poco che è successo è infatti di facile interpretazione), vorremmo spendere due parole su argomenti generali. Partiamo dalla situazione in Red Bull: tutti indicano Verstappen come il “pibe de oro” di Milton Keynes, e gli stessi bibitari hanno solo parole d’amore per il figlio di Jos. La realtà però indica un quadro ben diverso. L’olandesino infatti, con l’errore nelle FP3 ha ancora una volta buttato per aria una possibilità di fare bene, con l’aggravante di trovarsi su un circuito che probabilmente l’avrebbe visto lottare per pole position e vittoria. Allo stesso tempo, il sorridente compagno di squadra sta invece correndo un campionato da vero leader, portando la casella delle vittorie stagionali a quota 2, proprio come Vettel e Hamilton. Non fosse per lui, staremmo qui a parlare di crisi Red Bull. Provate a pensarci…

Ocon, che vergogna. Spesso ci ritroviamo a discutere di assurde penalità per chi, nel tentativo di sorpassare qualcuno, tampona involontariamente la monoposto del rivale. Abbiamo fatto poi un casino terribile inneggiando la squalifica quando Vettel, in un momento di nervosismo, ha allegramente mandato a quel paese il direttore di gara via radio. E potremmo star qui a citare migliaia di altri episodi di dubbia analisi, con assurdi provvedimenti presi da parte dei commissari addetti alle penalità. Vogliamo invece parlare dello “scempio” commesso da Esteban Ocon a Montecarlo? Ha agevolato i sorpassi di Hamilton e Bottas in una maniera che non sarebbe venuta così bene neanche a Barrichello ai tempi in cui era compagno con Schumacher. E per di più ha anche ammesso la “volontarietà” dell’azione durante le interviste post-gara, stampandosi in faccia pure un ghigno di sberleffo quasi fosse una bravata tra ragazzi per aggiudicarsi la mano a “sette e mezzo” durante le bische natalizie. Cioè, sul serio facciamo passare impunito un episodio simile? E’ uno schiaffo inaudito alla parola sport, che rende il “seguire la corsa” quasi una formalità. Per rispetto di chi segue da casa e per chi paga il biglietto, sarebbe forse il caso di prendere un provvedimento. FIA dove sei?

78 giri lunghissimi. Dell’edizione 2018 del GP di Monaco resterà impresso negli annali soprattutto il ritmo “imbarazzante” della gara. Dopo una pole position sull’1 e 10, in corsa si girava circa 10 secondi più lenti, con un passo che quasi quasi lo si potrebbe eguagliare girando a bordo di un Vespino. La causa? Gomme incomprensibili ovviamente. Mescole distrutte dopo 5 giri, altre uguali che invece percorrono per due volte senza problemi la distanza tra la Terra e la Luna, e “graining” che appare e scompare in continuazione quasi fosse David Copperfield. Ma è una corsa della massima categoria automobilistica o una lezione su come risparmiare gli pneumatici durante un viaggio?

Mandate anche voi un sms per Fernando Alonso! Esatto, vogliamo concludere il Focus di questa settimana invitando le tifoserie ad inviare un messaggio di vicinanza al campione del mondo 2005-2006: in un insolito Gran Premio di Monaco dove arrivano al traguardo 19 vetture su 20 e dove si è tenuto un ritmo gara “tenue” per le componenti meccaniche, se stai guidando una vettura spinta da un propulsore che tu stesso hai richiesto e che guarda caso equipaggia la monoposto che ha vinto la corsa, e per di più ti ritrovi “più lento” di un’altra vettura motorizzata da un certo costruttore che nel triennio precedente hai fortemente criticato… beh, se in tutto questo quadretto, riesci anche ad essere l’unico “pirla” che si ritira per guasti meccanici, vuol dire che forse un po' scaramantico sarebbe forse il caso di diventarlo… Ovviamente con affetto, caro Fernando!

Ci sentiamo tra due settimane. 

Daniel Limardi

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