F1 | Test Barcellona, l'analisi team per team: in attesa di Melbourne

A gomme fredde

Con la conclusione degli otto giorni di test precampionato svoltisi in quel di Barcellona, l'occasione è propizia per cercare di analizzare la situazione team per team, al termine di prove condizionate nella prima parte dal maltempo e caratterizzate da un chilometraggio elevato coperto da tutti i team nella seconda settimana. Il tutto aspettando il vero primo banco di prova, quello che sancirà i primi verdetti della stagione 2018: Melbourne.

 

MERCEDES

Partiamo dai campioni del mondo in carica, che nella otto giorni di test hanno fatto un lavoro differenziato rispetto agli altri top team. Infatti il team di Brackley ha macinato centinaia di chilometri su gomma medium, mescola destinata ad essere la più "amata" dalla scuderia anglo-tedesca. La gomma bianca, ricordiamo, è la gomma soft versione 2017, proprio quella che la Mercedes ha usato più di tutti nella passata stagione. La freccia d'argento esce dai test di Barcellona con tante certezze e con una superiorità apparsa a tratti disarmante. Come mai, vi starete chiedendo, se bisogna scorrere la classifica dei tempi fino al nono posto per trovare la prima Mercedes, ovvero quella di Lewis Hamilton? Semplice: il team campione del mondo in carica, infatti, se n'è altamente...fregato di provare la macchina in assetto da qualifica, e più del 18.4 fatto con gomme ultrasoft a far passare notti insonni agli avversari sarà il 18.8 realizzato da Bottas con le gomme medium, limite neanche minimamente avvicinato dagli altri team a parità di mescola. Ma c'è di più: le due simulazioni passo gara effettuate da entrambi i piloti Mercedes hanno evidenziato una differenza bestiale rispetto alla concorrenza. Inutile soffermarsi sui distacchi tra le varie simulazioni, ma la cosa certa è che la Mercedes è la prima forza in campo. Altro dato "pauroso" è la classifica dei giri percorsi, con il team campione che ha superato i mille giri, percorrendo una distanza di 4837 km, che equivalgono a quasi sedici Gran Premi. Insomma: tirate le somme, la Mercedes fa davvero paura, considerando che probabilmente la forbice del gap con la prima rivale (cioè la Ferrari) sembra essersi aperta rispetto ai cinque decimi di Abu Dhabi.

FERRARI

La SF71-H è una buona vettura, con un ottimo potenziale da sfruttare nel corso della stagione. La scuderia di Maranello ha girato tantissimo in quel del Montmelò, cercando di accrescere il proprio know-how di conoscenze della vettura che si differenzia dalla precedente SF70-H in termini di interasse fra gomme anteriori o posteriori, il famoso passo vettura. Lo dicevamo già dopo Barcellona 1: questa vettura potrebbe essere "capricciosa", prendendo in prestito un'espressione tanto cara al Toto Wolff di inizio stagione 2017. Una Ferrari capricciosa come la Mercedes di inizio 2017, quando la freccia d'argento aveva dei chiari problemi nel trovare l'assetto giusto da abbinare ad una vettura con un passo lunghissimo. La Ferrari per questo ha voluto fare tanta esperienza, lasciando solo nella due giorni finale la possibilità di provare una qualifica, arrivando a tempi ottimi con la hypersoft. Ma il grosso del lavoro della Rossa è stato nel cercare di trovare risposte da una vettura sostanzialmente nuova. Sarà bastato? Lo scopriremo a Melbourne, dove risolveremo anche il rebus passo gara, la vera "cattiva" notizia della otto giorni di test, dove la Ferrari è sembrata staccata di tanto, forse troppo, dalla Mercedes. Le buone notizie arrivano invece dalla classifica della speed trap, dove la Ferrari orbita sempre nelle prime posizioni, e dalla classifica dei giri percorsi con la Rossa a quota 929 giri percorsi, 643 dei quali compiuti da Sebastian Vettel, senza mai nessun problema palesato.

RED BULL

Iniziamo subito con il dire che sicuramente sono più in palla rispetto alla scorsa stagione: forse per l'impegno a tempo pieno del genio Adrian Newey, o piuttosto per un regolamento stabile. Quello che sappiamo è che la vettura ha dimostrato da subito di essere nata bene, mettendo in mostra una buona competitività. "Mostruosa" viene definita da chi a Barcellona l'ha vista in scena, soprattutto nei cambi di direzione. La lista dei tempi la relega dietro a tanti, troppi team, ma semplicemente perché anche loro non hanno mai messo in scena la qualifica vera e propria, quindi i rifermenti cronometrici valgono pochissimo, anzi nulla. Il grande vero punto di domanda è l'affidabilità, che nel 2017 ha fatto disperare innumerevoli volte Verstappen. Il nuovo anno non è iniziato bene, con alcuni problemi che hanno costretto ad un chilometraggio limitato la squadra. Nel computo finale dei giri percorsi Red Bull si piazza al settimo posto, con oltre trecento giri in meno della Mercedes. Sulle simulazioni di gara sono la terza forza del mondiale, staccati di un battito di ciglia dalla Ferrari. Insomma può avere i numeri per "governare" in Formula1: sia dalla parte della Mercedes, stando davanti alla Ferrari, sia di quest'ultima stando davanti ai rivali tedeschi. Non sembrano avere una maggioranza per governare da soli: e questa volta la legge elettorale non ha colpe...

HAAS

La vera grossa sorpresa di Barcellona 2. Il team americano ha cambiato pelle rispetto alla scorsa stagione, con una vettura abbastanza fotocopia della SF70-H, volendo ambire a un piazzamento prestigioso. Supportati da un motore Ferrari, che come detto prima sembra "pompare" tanto, possono essere della partita per entrare nella top five del mondiale costruttori, a patto che migliori l'affidabilità, vero tallone d'Achille del team di Gene Haas. Solo McLaren ha percorso meno giri di loro nel corso di questi test: un dato che deve fare riflettere molto gli americani in vista di Melbourne.

McLAREN

Nella sfida per il quarto posto ci sono anche loro, visti gli ottimi tempi sul giro secco. Anche Alonso è fiducioso a parole e nei gesti, forse non guardando troppo agli innumerevoli problemi di Barcellona 2. La vettura è buona ma fragile come le caviglie di Van Basten, soprattutto nella zona posteriore, tanto, troppo rastremato per contenere la nuova power unit Renault. Una power unit francese che dimostra ancora di avere qualche cavallo in meno rispetto alla concorrenza, come evidenziato dalle speed trap mai troppo incoraggianti. Insomma, per il team di Woking occorre ancora tanto lavoro per trovare l'affidabilità.

RENAULT

Il salto avanti notevole rispetto al 2017 visto a Barcellona 1 viene confermato anche dalla seconda settimana di test, con i due piloti che finiscono bene anche la ultima quattro giorni. Nel foltissimo numero di team che vorranno lottare per il quarto posto ci sono anche loro a fare la voce grossa. Come detto per la McLaren, da rivedere la power unit Renault che deve "sbloccare" qualche cavallo in più per permettere al team francese di diventare un bell'outsider.

TORO ROSSO

Leggi Honda, pensi ai guai. Invece no: la power unit Honda sembra solida, anche se qualcuno nel paddock fa girare la news che il team faentino ogni notte cambiasse unità. Fatto sta che la macchina gira in pista, come dimostrano i 452 giri compiuti, numeri che dodici mesi fa la Mclaren Honda sognava. Anche a livello di prestazioni le risposte sono incoraggianti, con una vettura che forse non è a livello di Renault ed Haas, ma che soprattutto ad inizio stagione potrà prendersi tante belle soddisfazioni.

FORCE INDIA

Chi l'ha vista? Il vero mistero dei test catalani sono loro: mai in palla, mai un colpo di reni, insomma davvero di difficile valutazione. Troppo brutta per essere vera, considerando la bella vettura che era nel 2017: ovvio aspettarsi una pronta risposta a Melbourne, nel tentativo di difendere il quarto posto del campionato costruttori conquistato lo scorso anno a mani bassissime, permettendo anche a Perez ed Ocon di fare a ruotate ad ogni...santo weekend. Aspettiamo con impazienza Melbourne per capire chi sono e chi potranno essere.

WILLIAMS

Se la Force India ha deluso, la Williams ha saputo fare peggio. "Non ci siamo" è il titolo perfetto per riassumere la situazione precampionato di test. Non ci sono a livello di prestazioni, hanno due piloti da rivedere, con Sirotkin che prende un sei risicato e con un Stroll rimandato ad Melbourne. Unica nota intonata quella dell'affidabilità e della power unit Mercedes, ma per il resto c'è da lavorare, e tanto.

SAUBER

Se qualcuno si aspettava il miracolo con l'ingresso nel team svizzero dell'Alfa Romeo, potrà rimanere molto deluso della stagione che sta per iniziare. La Sauber è, e molto probabilmente sarà, l'ultima vettura del lotto per tutta la stagione, con ampi margini di miglioramento, ma sicuramente impossibilitata a raggiungere il quartetto che si giocherà il quarto posto. Leclerc fa molti errori (di inesperienza, visto che è un rookie), ma dodici mesi fa errori simili a Stroll non venivano perdonati. Ericsson fa l'Ericsson, finendo dietro al giovane francese nella classifica dei tempi. Insomma, per il team svizzero si è conclusa solo la prima udienza della pista, ma la sentenza pare già definitiva.

Francesco Magaddino

 

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