F1 | Nessuna gara su reti RAI per le prossime stagioni. Finisce un’era durata più di 50 anni

A gomme fredde

C’era una volta un’epoca in cui, tutte le domeniche, ogni famiglia italiana si riuniva coi parenti all’ora di pranzo. Non era la classica “mangiata insieme” come quelle di oggi… Era una vera e propria dittatura istituita dalle nonne. Antipasto, primo, secondo, contorno e tutto quello che volete... ma qualsiasi fossero i gusti di ognuno, se ci si trovava in un fine settimana compreso tra marzo e ottobre, esisteva una sola costante che accomunava l’intera nazione durante queste giornate: il Gran Premio di Formula Uno da seguire in diretta tutti insieme sulle reti della Tv nazionale.

Provate a pensarci: qualcuno di voi è in grado di affermare di non essersi mai ritrovato nella situazione descritta? Impossibile. Che siate appassionati o meno infatti, la gara di F1 sulle reti RAI durante la domenica era sacrosanta quasi quanto la Messa del Papa poche ore prima per vostra nonna. Era una vera e propria “storia d’amore”, iniziata per gli italiani già dai lontani anni ’60. A quei tempi le telecronache erano affidate alla voce di Piero Casucci, ex giornalista del mensile “Quattroruote”. Saranno sicuramente in pochi a ricordarsi di lui, data una Formula Uno “ancora in fasce” che aveva bisogno di farsi conoscere. Ma da lì in avanti sarebbe bastato ben poco per iniziare a fare sul serio.

Già il successore di Casucci infatti (subentrato nel 1968), diverrà presto molto famoso ai più: Mario Poltronieri. Lo storico giornalista inizierà a commentare da solo tutte le gare per la RAI, affiancato poi in un secondo momento da vari colleghi che lo aiuteranno a portare avanti quel lavoro che durerà più di un ventennio. Impossibile dimenticare ad esempio (per citare il periodo più attuale) la collaborazione con Ezio Zermiani, Gianfranco Palazzoli o Clay Regazzoni. Grazie alla loro competenza e alla loro passione, le gare negli anni sono diventate un vero e proprio impegno, e di settimana in settimana non poteva passare un weekend senza sintonizzarsi sulle reti nazionali per seguire gli eventi in diretta.

Continuò così fino al 1995 (dal 1991 RAI condivise i diritti anche con FININVEST), e nella stagione 1996 tutta l’esclusiva degli eventi fu acquistata dalle reti di Berlusconi. In quella stagione, a farci compagnia con le loro voci durante le gare, furono l’ex pilota Andrea De Adamich e il noto giornalista Guido Schittone. I due se la cavarono egregiamente, e difatti gli appassionati di lunga data avranno sicuramente bene a mente sia la voce di entrambi, che gli incredibili approfondimenti che alle 12:00 di ogni domenica mattina, gli stessi offrivano nel programma Grand Prix con l’ausilio di Claudia Peroni.

E’ nel 1997 però, che le dirette tv della massima Formula assumono le sembianze di quello sport a cui siamo ormai tutti abituati: le gare tornano di proprietà RAI, e il commento viene affidato a Gianfranco Mazzoni, fin lì radiocronista per trasmissioni calcistiche. A quest’ultimo viene affiancato il supporto tecnico “geniale” di Giorgio Piola, oltre all’aiuto di Palazzoli, Renè Arnoux (sostituito poi da Ivan Capelli), ed Ezio Zermiani come inviato (affiancato e poi definitivamente sostituito dal poliglotta Ettore Giovannelli). Da quel momento, la formazione giornalistica subirà negli anni soltanto delle aggiunte e ben pochi cambiamenti, abituando di fatto gli appassionati a quella compagnia.

Ammettiamolo: oggi per tutti noi è impossibile parlare di Formula Uno, senza abbinare il pensiero al “cordiale saluto” di Gianfranco Mazzoni e alle interviste di Giovannelli e di Stella Bruno. Da buoni tifosi inoltre, sappiamo bene che se vogliamo conoscere tutti i segreti delle varie piste, dobbiamo aspettare che Ivan Capelli racconti curva per curva durante il giro di formazione. E per i dettagli tecnici, abbiamo bisogno della “r” moscia di Giorgio Piola aiutato negli ultimi anni dall’ingegner Bruno... Noi italiani è così che siamo abituati a vedere la massima categoria. E rivorremmo anche Boccafogli in Studio a litigare con tutti gli ospiti del post-gara durante gli highlights.

Come dimenticare poi quando durante le gare, ci si arrabbiava come bestie per via del cambio rete che ci costringeva a cercare il telecomando? O come non pensare alla sigla di apertura di Pit Lane che pubblicizzava le “porte e finestre scorrevoli”, seguita dalla bella Federica Balestrieri che dava la linea al circuito. Il tutto ovviamente, circondato da quell’orribile Studio virtuale fatto di grafiche disegnate col “Paint”, che rappresentava una pietra miliare di dubbio gusto nella trasmissione. Quanti ricordi eh?

Purtroppo però, come saprete, a partire da adesso tutto questo non esisterà più. Nelle scorse settimane infatti, l’accordo tra FOM e RAI è definitivamente saltato, e per le prossime tre stagioni nessun Gran Premio verrà trasmesso dalla Tv nazionale. E a farne le spese non sono solo le dirette, ma anche le differite a cui ci eravamo abituati negli ultimi anni. Ok, gli appassionati potranno continuare a seguire la massima formula tramite la pay tv di Sky, ma non tutti vogliono o possono permettersi un abbonamento. E soprattutto, tornando al ricordo iniziale, sarà molto difficile trovare una “nonna” con una Smart card attiva e il pacchetto sport aggiunto.

Si chiude quindi un’era, un modo di vivere. Una maniera per celebrare un grande sport, seguendo un’essenza domenicale che rappresentava tutta quella che era l’italianità delle tifoserie. Sicuramente le telecronache non erano perfette: Mazzoni spesso parlava a vanvera e si inventava nomi e posizioni dei piloti, e a volte sembrava ce la mettesse tutta per confondere il più possibile i telespettatori. Inoltre, il ritmo delle trasmissioni di approfondimento era spesso “noioso”, e alcuni ospiti in studio erano di dubbia compatibilità con l’ambiente. Però era questa la “nostra” Formula Uno. Quella che è riuscita a portare la passione e l’amore nelle case dell’intero paese, tanto che spesso la nonna ci chiedeva: “Chi ha vinto, Schumacher?” Non era uno show, era uno stile di vita.

Per concludere, inutile dire che tutto questo ci mancherà. La Formula Uno rimarrà ovviamente sempre un bellissimo sport, e l’ottima squadra Sky non ci farà sicuramente mancare niente. Ma una cosa appare ovvia: per tante generazioni di tifosi italiani, senza le dirette RAI con il relativo team di esperti, non sarà mai più la stessa cosa…

Daniel Limardi  

 

 

     

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