F1 | Abu Dhabi: il Focus sul Gran Premio

A gomme fredde

Dopo un percorso durato ben 20 gran premi, il sipario di questo mondiale 2017 è ufficialmente calato. Sul circuito di Yas Marina, coi titoli già assegnati e dove quindi non ci si giocava praticamente nulla se non la gloria, Valtteri Bottas ha monopolizzato il weekend, seguito dal compagno campione del mondo e dalle due Ferrari. Una gara lunga che doveva dare il benservito ai tifosi, ma che noia…

Di cosa parliamo? Diciamoci la verità: la corsa degli Emirati Arabi non ha offerto molti spunti da analizzare. Anzi, per dirla tutta è stata di una noia mortale, e solo gli appassionati più ostinati hanno resistito fino alla bandiera a scacchi senza farsi una dormita. Durante la corsa, escludendo il ritiro di Ricciardo e la ruota anteriore non fissata al pit per Carlos Sainz, non è successo praticamente nulla. Niente guizzi alla partenza, niente sorprese durante la gara, nessun colpo di scena al traguardo. E’ andata esattamente come lo “spettacolo” voleva che non andasse, complice il solito “Tilkodromo” nella peggiore delle sue versioni, che non dà spazio a fantasie o a manovre degne di un evento di Formula Uno. Nonostante ciò comunque, secondo voi ce ne staremo qui con le braccia conserte ad attendere la fine di questo articolo? Assolutamente no. Per cui, anziché esaminare le fasi salienti “inesistenti” della domenica, prenderemo spunto da quest’ultima gara del campionato per capire cosa lasciamo in questo 2017 e cosa ci aspettiamo dal 2018.

Obrigado Felipe: innanzitutto, lo vogliamo fare un applauso di ringraziamento a Felipe Massa? Già, perché il nostro “connazionale acquisito”, dopo 16 anni di illustre carriera, ad Abu Dhabi ha salutato la compagnia. Debutto in Sauber, passaggio in Ferrari a fianco di re Schumacher, campione del mondo 2008 per venti secondi e ultimi anni trascorsi in Williams. Personaggio amato e odiato dai tifosi, volente o nolente ha sempre fatto parlare di sé. Dopo Button, è un altro “cavaliere” della Formula Uno che ci lascia, e siamo già sicuri che senza di lui non sarà più la stessa cosa. Ciao Felipe, buona fortuna per tutto.

Bentornato Robert: questa la aggiungiamo a nostro rischio e pericolo, dato che una vera e propria ufficialità effettivamente per ora non c’è: tutte le strade che iniziano dal ritiro di Felipe Massa però, sembrano proprio portare nella direzione di Robert Kubica. Il pilota polacco, dopo il terribile incidente in Rally di 6 anni fa, pare abbia davvero ben impressionato nei test svolti durante questa stagione al volante di Renault prima e Williams poi. Tanto che il team di Sir Frank, sembra intenzionato a schierare Robert accanto a Stroll nella prossima stagione. Manca l’annuncio ufficiale da parte della squadra, ma l’operazione (complice il manager Nico Rosberg) pare ormai cosa fatta, con il polacco impegnato questa mattina ad Abu Dhabi (100 i percorsi percorsi) dove scenderà nuovamente in pista nel pomeriggio di domani. Se così fosse, la massima formula recupererebbe quello che fino a qualche anno fa era considerato un vero e proprio predestinato. In bocca al lupo.

Ciao ciao Honda! Pare che in queste ore, sia questo il grido di battaglia di Fernando Alonso. Il due volte campione del mondo, dopo tre anni in cui avrà sicuramente pensato più volte al suicidio (si fa per dire), con la corsa di Yas Marina ha potuto finalmente mandare a…Toro Rosso il propulsore nipponico. Già perché se qualcuno ancora non lo sapesse, la scuderia Mclaren ha praticamente fatto cambio di partner motoristico con il team di Faenza. Dal prossimo anno dunque, lo spagnolo di Oviedo potrà finalmente contare di nuovo su una power unit degna di questo nome, e chissà che non sia veramente la svolta per rivedere il samurai frequentemente sul podio. Chiedendolo a lui pare a Woking ci sia un certo ottimismo, ma prima di cantar vittoria sarà meglio andarci cauti. Certo però, che bello sarebbe rivedere Fernando li davanti con la sua guida assassina?

Red bull sorprenderà? Provate a chiedere agli addetti chi potrebbero esseri gli avversari più pericolosi per la prossima stagione. Tutti vi indicheranno i “bibitari”. Si ok, si diceva anche l’anno scorso e poi così non è stato. Ma questa volta il regolamento non cambia, e nelle ultime apparizioni le lattine sono sembrate in grande spolvero. Gli altri faranno bene a pensarci.

Ferrari, non ci sono più scuse: ormai se ne sono dette da ogni dove. La Ferrari è il team che è migliorato di più, è stata l’unica ad essersi giocata il titolo con Mercedes, in tante gare è stata anche la vettura migliore e bla bla bla. Adesso però, i tifosi sono stufi di vivere nell’ombra del detto: “Vinciamo l’anno prossimo!”. Ora bisogna vincere. Punto e basta. Se si lottasse per il titolo per tutto il 2018, e si arrivasse magari a perdere il campionato anche per un solo punto, arrivati a questo punto rappresenterebbe una sconfitta pesantissima. Dal popolo rosso ci si aspetta una vettura al top in tutte le gare (quest’anno qualche lacuna c’è stata), nonché una condotta e un’affidabilità da parte di team e piloti ai limiti della perfezione. Solo così si può vincere. Avanti!

Mercedes, chapeau! Qui nulla da dire. Meglio di così, quelli di Stoccarda non potevano fare. Auto velocissima, affidabilità quasi da fantascienza, pilota indistruttibile. Il tutto, affiancato da una gestione del team solidissima e mai sotto pressione. Stanno distruggendo la Formula Uno con una superiorità imbarazzante? Beh, se lo meritano.

Liberty Media, bene ma non benissimo: chiudiamo la nostra stagione dei “Focus” con gli alti e bassi della nuova proprietà della Formula Uno. Fin ora il lavoro svolto è stato positivo: la massima categoria appare sempre più “svecchiata”, ci si è aperti al mondo social, la gente è più vicina ai piloti, si pensa anche allo spettacolo vero oltre che al tornaconto, e forse per la prossima stagione ci si libera anche di Charlie Withing (niente da dire sull’operato di quest’ultimo, ma sono innegabili scelte spesso imbarazzanti e troppo conservative nel contesto in cui ci si trova). Fin qui tutto bene. Ma per aumentare lo spettacolo, siamo sicuri che non serva ben altro che un cambio di “logo”? Non sarebbe forse il caso di fare una cernita dei circuiti, favorendo magari la presenza di posti più idonei o più “sacri”, ed eliminando pseudo tracciati proprio come questo di Yas Marina? E inoltre, anziché parlare delle possibili 135 mescole diverse di gomme per la prossima stagione, non si farebbe prima a rimettere la ghiaia al di là dei cordoli degli autodromi per punire gli errori, ed a reinserire i rifornimenti di carburante in gara per poter girare con pneumatici si usati, ma con serbatoi scarichi che non per forza favoriscono chi fa gli undercut?

Appuntamento al prossimo anno con i nostri focus. Inutile negarlo, lo sappiamo che vi mancheremo...

Daniel Limardi

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