F1 | Silverstone: il Focus sul Gran Premio

A gomme fredde

Avete presente il detto: “Le gare si decidono al traguardo”? Ecco, lo spettacolo inglese a cui abbiamo assistito questa domenica, incorpora perfettamente queste parole. A poche tornate dalla bandiera a scacchi infatti, una valanga di colpi di scena trasforma lo scenario del GP Gran Bretagna e regala alla Mercedes un’inaspettata doppietta, con Raikkonen sul terzo gradino del podio e Vettel solo settimo. Ma analizziamo in dettaglio quanto accaduto:

Partenza infelice per la Ferrari: la prima sorpresa della domenica arriva già al via. Mentre Hamilton sfila in scioltezza con la musica a palla senza nessuno ad impensierirlo, lo stesso non si può dire per i colleghi che lo seguono. Raikkonen fa il suo, mentre dietro di lui Vettel è un disastro. Il tedesco va quasi in stallo, facendosi scavalcare praticamente subito da Max Verstappen, e fallendo poi ogni tentativo di recuperare la posizione durante le prime fasi di gara. L’errore, oltre che la posizione, costerà una vita dai primi due.

Kvyat candidato a Masterchef: si, perché come fa lui le frittate non le fa nessuno, non dimenticando nemmeno che al russo piace usare solo uova “casarecce”. Dopo la succulenta “omelette” approntata durante la prima curva del GP austriaco (dove ha disintegrato il compagno del team più illustre, Max Verstappen), in terra inglese Daniil non ha voluto essere da meno, pensando bene di schiantarsi sulla macchina dell’incolpevole Carlos Sainz durante il primo giro, provocando per giunta l’intervento della Safety Car. Pare che nel frattempo Helmut Marko abbia deciso di segnalare la cosa ad Antonino Cannavacciuolo, ringraziando il cielo di non essersi fatto sfuggire un talento così cristallino che riesce a fare più danni di un terremoto all’azienda. No, sul serio Daniil, pensaci bene. Se tìimpegni, magari puoi anche diventare un pilota di F1…    

Serranda Red Bull chiusa e undercut forzato: il termine “serranda” si riferisce ovviamente al “muro” che Max Verstappen ha alzato davanti a Sebastian Vettel. Come detto in precedenza, il numero 5 della Ferrari si è fatto superare in partenza dalla lattina dell’olandese volante, e non c’è stato verso durante il primo stint di recuperare la posizione. Nonostante una miriade di attacchi agguerriti, il figlio di Jos ha come sempre tirato fuori le sue zanne vampiresche, chiudendo praticamente tutti i pertugi a Seb. Forse anche in maniera abbastanza “border-line”, per carità. Ma cavolo…è un pilota di F1 e sta disputando una gara, e se non guidasse così dovrebbe probabilmente andare a lavorare alle Poste. Tutto ciò comunque, visto il passo che ovviamente Vettel avrebbe con pista libera, porta la Ferrari all’esasperazione, spingendo il team di Maranello a tentare la strada dell’undercut. Al giro 19 quindi, Seb5 anticipa il pit e rientra per effettuare quella che “dovrebbe” essere la sua unica sosta, riuscendo finalmente a sopravanzare Verstappen e a lanciarsi all’inseguimento del duo Hamilton/Raikkonen che fino a quel momento comandano la corsa.

Tutto tranquillo finchè...: dopo il sorpasso di Seb su Max, a parte le rimonte di Bottas e Ricciardo da dietro, non succede praticamente nulla per quasi tutti i giri seguenti. Hamilton ha preso il largo, e i distacchi che separano rispettivamente Raikkonen, Bottas e Vettel, sembrano abbastanza per potersi alzare dal divano e rilassarsi con un caffè. Ma proprio quando ormai sembra tutto deciso, i “ferraristi più blasfemi” sono i primi a dover intervenire: a tre giri dal termine, infatti, le telecamere inquadrano Kimi Raikkonen con lo pneumatico anteriore sinistro delaminato, con conseguente entrata forzata al box per montare un nuovo set. Sono attimi di concitazione, con gli uomini Ferrari che osservano i monitor per capire se oltre al sorpasso di Bottas e Vettel, Kimi perderà la posizione anche da Max Verstappen, salvo poi vedere lo stesso olandese rientrare a sua volta in pitlane per evitare problemi analoghi al finlandese. Sembra finita così dunque, ma al giro dopo altra sorpresa: le telecamere inquadrano “ancora” una Ferrari procedere a rilento, e non si fa in tempo a pensare che si tratti di nuovo di Raikkonen, che l’adesivo con il numero 5 sulla pinna fa capire che questa volta è Vettel, anche lui con la ruota stracciata come il compagno. Per il leader della classifica però, le cose andranno peggio, perché si ritroverà costretto a percorrere un intero giro a rilento finendo solo settimo al traguardo.

Hamilton a un solo punto e Mondiale tinto d’argento: non vogliamo fare la “gufata” della stagione. La tintura argentata non è riferita all’ipotetico vincitore del campionato (prevederlo è impossibile), ma richiama un “andazzo”, una moda, un’abitudine che si sta inesorabilmente ripresentando. Nelle ultimissime gare le Rosse sembrano sempre più affaticate, con le corazzate di Stoccarda che invece avanzano inesorabili. Il team di Toto Wolff pare essere riuscito a fare uno step più grosso di quello di Maranello, e negli eventi più recenti la forbice dei distacchi pare essersi allargata. La paura è che in qualche modo Mercedes stia riuscendo a staccare la concorrenza italiana, riproponendo lo spauracchio della stessa minestra che i tifosi continuano a riscaldare ormai da tre stagioni e mezzo. Serve un segnale dagli uomini di Arrivabene. In un mondiale cosi tirato, pensare a Monaco come vittoria più recente non è un buon segno. Occorre ricominciare a vincere ed avvicinare i cronometri tedeschi, per non ritrovarsi in una situazione indegna per la macchina con cui si è partiti e per tenere alte le motivazioni. Mai mollare… anche se contro “questo” Hamilton (riguardatevi il tempo della pole position se non siete d'accordo), è difficile fare gli eroi…

Ci si vede a Budapest…

Daniel Limardi

 

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