PARAPIGLIA SULLA GRIGLIA | I peggiori...primati per un pilota di Formula Uno

A gomme fredde

Quant’è bella la Formula Uno vero? La velocità delle monoposto, lo “scannarsi” dei piloti in pista per cercare di andare più forte degli altri, le strategie ai box, il rumore dei propulsori e tanto tanto altro… Tutto questo, però, spesso fa dimenticare che la massima categoria non è solo rose e fiori per i fortunati driver che vi partecipano. Negli anni, infatti, per alcuni è stato un susseguirsi di episodi e primati assurdi, materiale spesso sufficiente per strappare da soli la propria super-licenza e...rimpiangere il fatto di aver indossato un casco. Non vi viene in mente nulla del genere? Tranquilli, siamo abbastanza “bastardi” da rinfrescarvi noi la memoria...

 

1 - Maggiore distanza tra una pole position e l’altra

Iniziamo di gran carriera da un record recentissimo, che calcola il lasso di tempo trascorso per singolo pilota tra una pole Position e l’altra. Prima dell’ultimo GP di Montecarlo, l’arco temporale più lungo era stato fatto conservare ai posteri da Mario Andretti, con 2.940 giorni di distanza tra l’ultima pole position e quella precedente. A Monaco però, Kimi Raikkonen ha fatto meglio (o peggio?), partendo al palo dopo ben 3.262 giorni dall’ultima volta che “gli era capitato”. I media l’hanno descritto come un record positivo, ma la realtà è diversa: se fai passare più di 3.000 giorni per riuscire a fare un’altra pole position, forse è il caso di fartele due domandine…

2 - Il giro e la media oraria più lenti nella storia della Formula Uno

Torniamo al 1990. Il nostro Bruno Giacomelli, fuori dalla massima categoria da sette stagioni, decide di rimettersi in gioco alla guida della Life Racing Team, una vettura così improponibile che a quei tempi avrebbe fatto fatica anche a gareggiare contro le vetture di F3000. Durante una sessione di pre-qualifiche, la vettura di Giacomelli rimase inspiegabilmente bloccata con la “terza marcia” inserita, e il pilota, nel guardare la velocità con cui gli altri lo sorpassavano, si spaventò a tal punto da riportare la vettura al box nel modo più “lento” che poteva, percorrendo il giro ad una media di 35 km/h e facendo segnare un “tempone” di sette minuti. Nemmeno una tartaruga avrebbe saputo far di meglio…

3 - Distacco più grande dalla Pole Position

Avete presente la famosa regola del 107%? Praticamente quella che prevede una distanza massima in termini di “cronometro” che bisogna tenere dall’autore della pole? Alcuni reputano questa regola di dubbia utilità, ma questo accade evidentemente perché non hanno visto in azione il grandissimo Otto Stuppacher. Il “pilotone” austriaco, nel 1976, ha ricevuto l’ok per prendere parte a tre Gran Premi della stagione. Al primo non ha potuto parteciparvi affatto per motivi “burocratici”, mentre durante i successivi ha finalmente mostrato di che pasta fosse fatto: al GP di Monza fu esonerato dalla griglia a causa dei suoi “14 secondi” di distacco (si avete letto bene, sono 14) dal poleman, e alla presenza successiva negli Stati Uniti, beccò l’abissale schiaffone di ben 27 secondi in più di “lentezza” dalla pole position. Ovviamente dopo l’esperienza, Stuppacher non ci provò più e di questo gli siamo grati. D’ora in poi quindi pensateci, prima di criticare la storia del 107%...

4 - Demolition man della Formula Uno

Chiariamo subito: non facciamo che vi lanciate subito in pronostici perché non stiamo parlando di Pastor Maldonado, ok? Lui ha “ben altri” primati. Qui parliamo di Andrea De Cesaris, che aveva il record di riuscire in qualche modo a disintegrare la propria auto senza riuscire quasi mai a concludere le gare. Su 214 presenze, accumulò la bellezza di 148 ritiri, di cui 22 consecutivamente. Viste le sue grandi e indiscutibili peculiarità, la stampa inglese lo soprannominò “Andrea De Crasheris”, e fra le “gesta” dell’italiano rimarrà ai posteri il suo licenziamento dalla Ligier nella stagione 1985, in quanto la scuderia dichiarò di non potersi permettere le riparazioni delle vetture sfasciate dal pilota romano.

5 - Maggior numero di penalità in una stagione

Per chi lo stava proclamando nel paragrafo precedente, Pastor Maldonado verrà per sempre ricordato grazie al suo personalissimo record di penalità. Il venezuelano, famoso nel mondo per le sue capacità di riuscire a schiantarsi ovunque si trovasse (ha saputo  sbattere al muro la sua Lotus F1 anche durante una manifestazione), nella sua carriera è stato così tante volte in direzione gara al punto che gli addetti ai lavori affermavano ironicamente (ma non troppo...) che il pilota aveva all’interno della stessa direzione una sedia con il proprio nome sopra! Il “Pastorone” internazionale detiene il record di 10 penalità beccate nella singola stagione 2014, al quale va aggiunto il primato di ben 3 diversi penalty nel solo GP d’Ungheria del 2015. Per favore Pastor, torna. Abbiamo bisogno di te.

6 - Il ritiro più assurdo della storia

Chiudiamo il momento “amarcord” con quest’ultimo “vergognoso” primato, appartenente a Jacques Laffite. Stagione 1975, Watkins Glen. Durante le prove del Gran Premio, Laffite decide di applicare ai propri occhi del collirio per avere massima pulizia e visibilità. Incredibilmente però, il pilota sbaglia “boccetta”, e anziché di collirio si riempie i bulbi oculari di liquido “anti-insetti” che utilizzava per pulire la visiera del proprio casco. Fortunatamente per lui, oltre a bruciore e irritazioni non avrà nessuna conseguenza a livello di salute, ma la sua presenza nel Gran Premio andò a farsi benedire.

Siete ancora convinti che la Formula Uno rappresenti solo cose belle per i piloti che ne fanno parte? Secondo noi ora un briciolo di dubbio vi sarà venuto…

Daniel Limardi  

 

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