F1 | Barcellona: il focus sul Gran Premio

A gomme fredde

La gara spagnola da poco disputata, oltre ad aver riportato la Formula Uno nel Vecchio Continente, ha tracciato le linee-guida di quello che sarà un Mondiale combattuto fino all’ultima gara tra due mostri sacri del volante. Lewis Hamilton e Sebastian Vettel infatti, hanno dimostrato di trovarsi in uno stato di grazia imbarazzante per la concorrenza, e a Barcellona è stato un affare riservato a loro. Oltre ad aver dominato la corsa (dove a spuntarla nel finale è stato l’inglese) hanno doppiato praticamente tutti, tranne Ricciardo (3°) che è si è "salvato” per poco da una così disonorevole onta. Fuori Raikkonen e Bottas…

 

Lo scatto di Seb. Le prime emozioni dal Montmelò arrivano già dalla partenza. Hamilton scatta dalla pole con qualche incertezza, e Vettel non si fa certo attendere attaccando l’inglese praticamente subito. La Ferrari va al comando dopo nemmeno qualche centinaio di metri, chiudendo tutti i varchi al “branco” dietro che per via del gioco delle scie arriva alla prima curva più veloce (specie Bottas). Alla staccata, Seb tiene la testa ed Hamilton gira secondo, mentre dietro di loro è una frittata: Bottas, Raikkonen e Verstappen decidono di girare quasi fosse una parata, e si ritrovano tutti e 3 affiancati in un punto dove si fa già fatica a passare indenni da soli. La conseguenza è che Bottas tocca la gomma posteriore di Raikkonen, il quale a sua volta va a sbattere sulla vettura di Verstappen che si trova all’esterno. Per Kimi e Max sospensioni rotte, e ritiro immediato. Più fortunato Bottas che invece non riporta danni e prosegue. Dietro di loro, scaramucce anche tra Massa e Alonso, con lo spagnolo che purtroppo vanifica il suo “amazing” settimo posto in griglia finendo nella ghiaia dopo il contatto con la Williams e ritrovandosi nelle retrovie.

Pit anticipato per Seb, overcut per Lewis. Tutto resta invariato fino al momento del primo pit stop, con Vettel che mantiene circa 2 secondi di vantaggio su Hamilton, e con Bottas terzo staccato già di una vita. Per evitare “furbate” da parte di Mercedes, il muretto di Maranello chiama dentro il suo pupillo in anticipo, rimontandogli gomma soft e rimandandolo subito in pista (così...subito no, a dire il vero, in quanto il pit è stato un po' più lento del previsto). Prosegue invece Hamilton che opta per uno stint più lungo e, dopo qualche giro, al momento del suo cambio gomme, gli viene montata la mescola Medium. La scelta di Stoccarda a primo impatto sembra sbagliata, con Seb che davanti prende il largo anche grazie agli pneumatici “gialli”, ma l’ingegnere via radio spegne l’ansia di Hamilton facendogli notare che poi nell’ultima parte di gara sarebbe stata la Ferrari a ritrovarsi sulla mescola meno performante.

Il sorpasso del decennio. Come se già lo svantaggio che avrebbe avuto Seb sul finale per via della mescola più dura non bastasse, il team di Toto Wolff, legittimamente consapevole del fatto che il distacco degli altri fosse imbarazzante, decide di sfruttare la “pedina” Bottas per rallentare la fuga del tedesco in Rosso, tenendolo in pista con gomme distrutte. Non essendosi ancora fermato al box, infatti, il finlandese si trova in quel momento in testa, e sfruttando la potenza del motore tedesco avrebbe potuto rappresentare un ostacolo mobile per la Ferrari. E infatti così è stato! Vettel raggiunge la Freccia d’Argento numero 77 e, non riuscendo a passare, inizia a perdere circa 2 secondi al giro rispetto ad Hamilton. Il tutto però dura soltanto 2 giri, fino a quando il 4 volte iridato non decide di tirare ancora fuori il suo occhio della tigre compiendo uno di quei sorpassi che di solito poi sono riprodotti su video dalle generazioni successive: sul rettilineo del traguardo, Vettel sfrutta tutto quello che può dal suo DRS e dalla scia di Bottas, con la prima curva che si avvicina. Alla staccata sicuramente Bottas avrebbe protetto l’interno (come al giro precedente) e Seb questo lo sa. Così, il tedesco costruisce il miracolo: inizia a zigzagare dietro la Mercedes, “fintando” un attacco verso l’interno che subito si trasforma in un’aggressione all’esterno. Il finlandese reagisce di conseguenze cercando di coprire tutti gli spazi, ma è lì che la Ferrari cambia ancora una volta lato con una nuova deviazione garibaldina verso l’interno. Valtteri a quel punto non ci capisce più niente, e cerca come può di chiudere ancora, ma oramai è troppo tardi. Nonostante lo spazio non sia abbastanza, Vettel se ne frega e mette 2 ruote sull’erba a 320 km/h, prendendosi di forza l’interno e compiendo il sorpasso. Come dice il commentatore/pilota Marc Genè…. WOW !!

Virtual Safety car e secondo pit stop. A decidere veramente la gara, oltre alla differenza di mescole sul finale, è stata l’uscita di Vandoorne alla prima curva che ha causato la Virtual Safety Car (poco prima si era anche ritirato Valtteri Bottas per il cedimento del suo propulsore, arrivato ormai a fine vita). Il regime di sicurezza, come noto, obbliga i piloti a mantenere un’andatura lenta fino al via libera, cercando di tenere invariati i distacchi con gli altri. Tutto sembra funzionare, e la differenza tra Vettel e Hamilton rimane di circa 8 secondi a vantaggio del tedesco. Poco prima della bandiera verde però, a Stoccarda tentano un azzardo. Decidono di fermare subito Hamilton e di montargli la gomma soft, nonostante manchino ancora più di 30 giri. È un bel rischio, ma tanto sono già secondi e nessuno può rubargli il posto, nemmeno in caso di calo di prestazione per usura. Cosi ci provano, e la scommessa fatta dà subito i frutti. Al giro successivo infatti, si ferma anche Vettel, e grazie al pit Mercedes fatto sotto regime di Virtual Safety Car, al rientro in pista della Ferrari gli 8 secondi di vantaggio sono praticamente sfumati, con Lewis che si ritrova ad attaccare Seb subito alla prima curva, vedendosi però “accompagnare” duramente nell’erba da un Vettel sempre più agguerrito.

Il sorpasso di Lewis. Con ancora più di 20 giri ancora da percorrere però, per Vettel c’è poco da fare con una mescola di svantaggio, e niente può inventarsi per scrollarsi Hamilton di dosso. L’inglese infatti è visibilmente più veloce, e sul rettilineo del traguardo, sfruttando l'uscita migliore dall’ultima curva per via delle gomme più performanti, scia della Ferrari, DRS, e “bottone magico” per il surplus di potenza attivato, riesce a sopravanzare Vettel con una differenza di velocità impressionante. E’ proprio li che finirà la gara, visto che il tanto sperato cedimento delle gomme soft della Mercedes che ci si aspettava a Maranello, non è poi mai arrivato. Vince Hamilton per una questione di dettagli dunque, ma la lotta è stata assolutamente alla pari.

Bravo Kimi o chi ha deciso per lui. Degna di nota anche la bellissima scena vista nel retrobox durante la corsa. Un bambino francese accompagnato dalla mamma è stato mandato a prendere sulle tribune dopo essere stato inquadrato mentre piangeva a dirotto per il ritiro di Kimi Raikkonen al primo giro. Gli organizzatori l’hanno portato nell’hospitality Ferrari, e gli hanno fatto conoscere Iceman, regalandogli anche qualche scatto. Non ci è dato sapere di chi sia stata l’idea di un simile gesto, ma insieme al soprasso di Vettel su Bottas, è stata sicuramente la più bella scena della domenica. Bravi.

Appuntamento a Montecarlo, per la gara più difficile dell’anno, dove Alonso non ci sarà (al suo posto Button) per partecipare alla 500 miglia di Indianapolis. Sulla carta il passo più corto della Ferrari potrebbe fare la differenza su Mercedes, ma non dimentichiamo che saremo su un circuito assolutamente anomalo, dove anche altre vetture potrebbero sorprendere. Quel che è certo, è che se c’è un posto dove si può “quasi” vincere la gara già dal sabato, quello è Monaco. Non mancate…

Daniel Limardi   

 

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