Archiviata, ma non ancora digerita, la fallimentare parentesi russo-asiatica che ha lasciato strascichi importanti ed evidenti su tutta la squadra, la Ferrari dirotta le proprie attenzioni sulla trasferta di Austin dove potrebbe assistere al quinto titolo iridato di Lewis Hamilton. Tra momenti di riflessione e progetti per il futuro si attende di capire la forma che assumerà la dirigenza della GeS nel prossimo futuro in base alle voci che si susseguono di crescenti spaccature e tensioni all'interno del team. 

E anche per quest’anno la Ferrari vince l’anno prossimo. Si avete ragione, è una frase nota e anche poco simpatica, ma è quella che meglio descrive la situazione degli uomini di Maranello dopo la corsa nipponica: vince ancora Hamilton, seguito come un’ombra dallo scudiero Bottas e da quel Max Verstappen che in cinque minuti è riuscito a “strusciarsi” su entrambe le monoposto Rosse. Solo sesto Vettel al traguardo, il quale dice praticamente addio ad ogni speranza iridata.

Tra accuse, rumors e voci di spionaggio la sfida per il Mondiale di Formula 1 riparte dalla mitica pista di Suzuka, teatro di vittorie leggendarie, sfide uniche e (purtroppo) tragedie mai dimenticate. Lo spettacolare tracciato nipponico riproporrà la sfida a due per la rincorsa ad un titolo già scritto ma tecnicamente ancora aperto, condito dalle illazioni sulle prestazioni della Ferrari, improvvisamente e inspiegabilmente calate da Singapore in avanti. Il tutto nel ricordo di Jules Bianchi, a quattro anni di distanza dal tragico incidente del pilota francese in quella maledetta gara corsa sotto il diluvio.

Scatta in Russia il weekend della Formula 1 e sul tracciato di Sochi spazio alla rinnovata sfida Vettel-Hamilton che si fa rovente non solo per la sfida iridata ma anche per il confronto psicologico tra i due, serrato come non mai. Il tutto condito dalla notizia della settimana che noi italiani aspettavamo da tempo, vale a dire il ritorno di un pilota nostrano nel Circus.

In una sessione di qualifiche caratterizzata da una complicata alchimia tra prestazioni in pista e letture della situazione meteo in chiave strategica, la scuderia faentina della Toro Rosso riesce a concretizzare un piccolo miracolo assicurandosi il sesto e il settimo posto in griglia, riportando (nella sentitissima gara di casa) le unità propulsive Honda, almeno per le qualifiche, nei piani alti delle liste dei tempi.

Altra domenica da dimenticare per il popolo ferrarista. Quella che doveva essere la prima gara utile per iniziare a recuperare punti su Hamilton infatti, si è trasformata in un’ulteriore bastonata d’argento, con re Lewis che allunga la propria striscia di vittorie seguito a ruota dal compagno Bottas. Solo terzo Sebastian Vettel, ora a -50 in classifica e con un sogno iridato che a questo punto rimane poco più che una speranza.

Un digiuno lungo, lunghissimo, che ieri finalmente ha trovato fine. Infatti dopo ben otto anni, un italiano tornerà a calcare il palcoscenico della Formula Uno in pianta stabile. Con la promozione di Antonio Giovinazzi a pilota titolare dell’Alfa Romeo Sauber il nostro tricolore torna a recitare un ruolo di primo livello nel Circus, ridotto purtroppo a triste comparsa nell’ultimo decennio dopo i fasti passati.

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