Appuntamento fisso da sempre e "classica tra le classiche", il GP di Montecarlo gode di un primato invidiabile: è l'unica corsa che non è mai stata messa in discussione durante la definizione del calendario iridato, nonostante molto spesso si ritenga il tracciato monegasco anacronistico, decisamente inadeguato per la Formula 1 moderna e dunque candidabile a rimanere fuori dal giro, come del resto già successo per altri tracciati "storici", tipo Spa-Francorchamps o Imola.

La gara spagnola da poco disputata, oltre ad aver riportato la Formula Uno nel Vecchio Continente, ha tracciato le linee-guida di quello che sarà un Mondiale combattuto fino all’ultima gara tra due mostri sacri del volante. Lewis Hamilton e Sebastian Vettel infatti, hanno dimostrato di trovarsi in uno stato di grazia imbarazzante per la concorrenza, e a Barcellona è stato un affare riservato a loro. Oltre ad aver dominato la corsa (dove a spuntarla nel finale è stato l’inglese) hanno doppiato praticamente tutti, tranne Ricciardo (3°) che è si è "salvato” per poco da una così disonorevole onta. Fuori Raikkonen e Bottas…

Se c’erano ancora dubbi sull’effettiva competitività della Ferrari su circuiti più convenzionali e poco simili a Melbourne, in Bahrain ci ha pensato Sebastian Vettel a mettere tutti d’accordo, bissando il successo australiano e bastonando ancora una volta l’accoppiata tedesca. Dietro Seb, nell’ordine, il vicecampione del mondo 2016 Lewis Hamilton (reduce da una gara non facile) seguito dal suo “fedele scudiero” Valtteri Bottas…

Dopo la prima uscita stagionale di Melbourne, l'appuntamento cinese ha confermato una tendenza già ampiamente prevista per quanto concerne le nuove monoposto di Formula 1. Da quest'anno sorpassare è infatti tornato ad essere un privilegio per pochi: una manovra da ricercare con oculatezza, attenzione e un pizzico d'incoscienza, non più figlia dell'ala mobile ma dell'esaltazione di un ruolo, quello del pilota, chiamato ad "inventarsi" l'azzardo in una frazione di secondo.

Con la prima fila in griglia tinta completamente di rosso, il Gran Premio di Russia da poco disputato non è andato esattamente come si sarebbero aspettati a Maranello. Valtteri Bottas su Mercedes domina la gara, mettendo i piedi per la prima volta della vita sul gradino più alto del podio e guardando i due ferraristi dall’alto. Il tutto mentre il più blasonato compagno di squadra non porta a casa nessun trofeo, e fa i bagagli con un gran mal di schiena causatogli dalle “bastonate” arrivate dal team-mate.

Le conferme tanto attese dal popolo ferrarista sono finalmente arrivate: nel Gran Premio di Cina appena disputato, su una pista molto più “vera” e completa rispetto a quella di Melbourne, Sebastian Vettel (2°) ha dimostrato che il passo della Rossa per ora è simile a quello delle Frecce d’argento. E’ vero che ha vinto Hamilton a mani basse, ma vanno considerati i particolari eventi verificatisi in gara che analizzeremo in queste righe. A completare il podio un grande Max Verstappen, dopo una “remuntada” incredibile.

Ve lo starete senza dubbio chiedendo: a cosa servono al giorno d’oggi i Pesci d’Aprile, visto che anche durante tutti gli altri giorni dell’anno in giro non fanno altro che circolare “corbellerie”? Inutile dire che avete ragione, e nonostante la bella domanda, non abbiamo purtroppo un'altrettanto bella risposta che possa in qualche modo spiegare l’idiozia che aleggia durante il primo giorno dell’omonimo mese. Perciò, come se già le “cacchiate” non bastassero da sole, abbiamo deciso di...peggiorare ulteriormente le cose col nostro intervento, offrendovi di seguito una breve carrellata (con relativi commenti) delle migliori eresie sulla Formula Uno circolate in rete nelle ultime ore.

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