Per la gioia dei tanti tifosi del Cavallino, il Gran Premio del Brasile si è concluso con il ritorno alla vittoria di Sebastian Vettel, autore di una gara costante e senza errori. Dietro di lui al traguardo il numero 2 della Mercedes Valtteri Bottas, mentre la Ferrari di Kimi Raikkonen giunge terza formando un podio che perlopiù vede rosso. Anche se, a dirla tutta, ancora una volta il protagonista assoluto della domenica è di nuovo lui… Lewis Hamilton, il quale ha rischiato di “vincere” la corsa partendo dalla pitlane.

Con un muro bianco sullo sfondo e addosso una maglietta vissuta, Felipe Massa ha deciso di annunciare il suo ritiro dalla Formula 1 via Instagram, confermando di fatto quello che già si sapeva. Anche l'anno scorso aveva detto che avrebbe appeso il casco al chiodo, ma poi gli eventi lo hanno riportato al volante: il proverbio dice "Paganini non ripete" e questa volta la parola "basta" dovrebbe essere definitiva.

Abbiamo un vincitore. Dopo un mondiale combattutissimo tra Mercedes e Ferrari, il circuito messicano intitolato ai fratelli Rodriguez ha emanato il suo verdetto: è Lewis Hamilton il campione del mondo 2017, con ben due gare d’anticipo. L’inglese conquista il quarto titolo in carriera, in una gara che per colpe non sue è costretto a disputare nelle retrovie sin dalle primissime battute.

In Ferrari l’avevano detto: “Per prenderci il titolo, d’ora in poi dobbiamo vincere tutte le gare”. E infatti ad Austin vince… Lewis Hamilton! Ancora una volta l’inglese si dimostra il miglior pilota attualmente in attività, e in Texas è praticamente inattaccabile nonostante gli sforzi dei due ferraristi che devono accontentarsi di riempire il resto del podio. Menzione speciale al titolo costruttori già vinto da Stoccarda con tre gare d’anticipo, e al talento di Max Verstappen su Red Bull.

Negli ultimi anni il Gran Premio del Brasile è diventato un appuntamento decisivo per l'assegnazione del Titolo Piloti e non potrebbe essere altrimenti, dato che dal 2004 la gara è stata spostata in fondo al calendario, diventando così uno degli atti conclusivi del campionato. Questa volta il Mondiale è già stato assegnato quindici giorni fa in Messico, dunque a San Paolo si correrà solo per la statistica, la gloria e la definizione delle posizioni dietro al primo.

Le statistiche del campionato 2017 raccontano che il Gran Premio del Messico, terzultima prova del Mondiale, potrebbe essere decisivo per l'assegnazione del Titolo Piloti, tenendo così fede all'originaria vocazione nel dipanare le sorti iridate. Gli annali dicono che la gara messicana affonda le proprie radici negli Anni Sessanta, anche se il conteggio totale delle edizioni disputate non arriva nemmeno a venti. Vendetta di Montezuma a parte (dettaglio folk molto di moda nelle guide dedicate al Gran Premio pubblicate negli Anni Novanta), il Gran Premio del Messico, sempre corso nello stesso impianto (Autódromo Hermanos Rodríguez), è famoso per due peculiarità: l'altitudine e la curva della Peraltada.

Il rapporto della Formula 1 con gli Stati Uniti d'America è paragonabile alla trama di una soap-opera con repentini alti e bassi, giorni d’amore e giorni d’odio: questa complicatissima relazione è dovuta ad un concetto di competizione automobilistica non esattamente sovrapponibile a quello della controparte europea. Con tutta probabilità siamo davanti a uno degli effetti della diversità culturale tra America ed Europa, chiara sin dal primo momento in cui si mette piede nella "land of the free and home of the brave".

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