L'edizione inaugurale del Gp d'Ungheria risale al 1986, quando il tracciato dell'Hungaroring fu per la prima volta teatro di una gara di Formula 1 organizzata in un Paese dell'Est europeo. Da allora esso ha ospitato ininterrottamente il grande Circus, subendo nel corso degli anni soltanto pochissime modifiche: nel 1989, quando venne abolita la chicane posizionata dopo la curva 3, e nel 2003, quando venne leggermente allungato il rettifilo dei box e cambiata la conformazione della curva 1.

La mitica pista di Silverstone ha subito, nel corso degli anni, diverse modifiche alla propria configurazione originale, perdendo però soltanto in piccola parte quel fascino che l'ha sempre contraddistinta. Ricavata da un vecchio aeroporto utilizzato dalla R.A.F. nel corso del secondo conflitto mondiale, il disegno del traciato che ospitò la prima gara nella storia della Formula 1 nel 1950 è rimasto inalterato sino al 1977, anno in cui venne realizzata una prima chicane all'altezza della curva Woodcote.

La Formula 1 torna in Austria su un tracciato ricco di storia e fascino, seppur sottoposto a svariate modifiche nel corso degli anni che ne hanno in parte snaturato le caratteristiche originarie: il vecchio Osterreichring, ribattezzato in seguito A1 Ring, è oggi un circuito di proprietà della Red Bull, per il cui ritorno nel calendario iridato Dieter Mateschitz (patron dell'azienda produttrice di bevande energetiche) ha esercitato un'efficace opera di convincimento nei confronti di Bernie Ecclestone.

La Formula 1 sbarca per la seconda volta in Azerbaijan, sul nuovissimo tracciato cittadino di Baku, per l'ottava prova iridata del Mondiale 2017. Un appuntamento particolarmente atteso, specialmente per team e scuderie che dovranno affrontare le insidie di un tracciato tanto atipico quanto ricco di incognite. Realizzato dall'architetto Hermann Tilke, esso è caratterizzato dal fatto di essere il secondo circuito più lungo del Mondiale (ben 6006 metri, secondo soltanto a Spa in questa speciale "classifica") ma anche di alternare punti velocissimi a tratti realmente angusti, per un weekend che sicuramente non mancherà di regalare spunti d'interesse ed emozioni.

Il tracciato cittadino di Montreal ospita ormai dal lontano 1978 il Gp del Canada, appuntamento divenuto ormai un classico nel calendario del Mondiale di Formula 1. Nella propria configurazione attuale, la pista misura 4361 metri, da percorrere in gara 70 volte per un totale di 305,270 Km, con il record della pista che appartiene a Rubens Barrichello, il quale girò nel 2004 con la Ferrari in 1'13"622. La pista presenta un totale di 14 curve (6 a sinistra e 8 a destra), con una velocità di punta prossima ai 340 km/h e una minima di 60 Km/h nella curva 10.

Ayrton Senna. Michael Schumacher. Graham Hill. Basta scorrere l'albo d'oro per capire che quello di Montecarlo è un circuito unico, difficile, insidioso, dove solo i grandi campioni hanno vinto. Muretti e guard-rail rappresentano una sfida costante, da ripetere all'inverosimile, da sfiorare ad ogni passaggio, mentre il mezzo meccanico è messo a dura prova dalle sollecitazioni dell'asfalto e dalle caratteristiche della pista. 3340 metri da ripetere per 78 volte, per una distanza totale di 260 km: la più breve del mondiale, l'unica al di sotto dei 305 km abituali.

Il Circuit de Catalunya ospita il Gran Premio di Spagna di Formula 1 dal 1991, anno in cui l'autodromo venne inaugurato nell'ambito degli eventi che precedettero i Giochi Olimpici, svoltisi poi a Barcellona l'anno seguente. L'attuale configurazione della pista presenta una lunghezza di 4655 metri, e grazie al clima mite ed alle caratteristiche tecniche che lo contraddistinguono è divenuto sede abituale ormai da diversi anni per lo svolgimento dei test invernali.

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