Nick Cassidy ha ammesso, in conferenza stampa, di essere incredulo per la vittoria conquistata nell’ePrix di Monaco che gli regala la leadership del Mondiale. Evans si accontenta del secondo posto e dei punti in ottica campionato. Dennis riconosce di non amare particolarmente il modo di impostare le gare dovuto alla natura delle Gen3.

Cassidy ha vinto a Monaco partendo dalla nona posizione.

CASSIDY: “STO ANCORA CRESCENDO COME PILOTA”

Per Cassidy la vittoria a Monaco è arrivata grazie a una grande rimonta dal nono posto tutta concentrata nelle prime fasi di gara: “Per me è un momento incredibile. Sono senza parole. Mitch e Jake erano velocissimi, la gara è stata difficilissima, ha esordito Cassidy. “Ancora non ci credo sinceramente, rispetto a quella di Berlino questa è un successo decisamente speciale”.

Rispetto alla strategia di gara, Cassidy ritiene però di essere andato in testa troppo presto rispetto a quanto previsto e sperato: “Sicuramente, sono anche stato troppo aggressivo in certi momenti”, ammette riferendosi alle varie manovre fatte. “Sto ancora crescendo come pilota, e vale anche per loro (in riferimento a Evans e Dennis, ndr). C’è stato un momento in cui ho capito che avrei dovuto lottare con loro due per la vittoria. Ma mi chiedevo come mi sarei dovuto posizionare, che mosse avrei dovuto fare, come sarebbe andata. Abbiamo visto il risultato degli ultimi giri, ma ciò è frutto del lavoro fatto nei 20 giri precedenti”.

Per Evans è il terzo podio negli ultimi 4 round.

A EVANS SFUGGE ANCORA LA VITTORIA

Per il secondo anno di fila, a Mitch Evans sfugge per una questione di dettagli la vittoria a Monaco. Il neozelandese della Jaguar ha ammesso di aver pensato al successo in qualche momento: “Ci sono stati dei momenti durante la gara dove credevo di poter vincere, specialmente quando mi sono trovato in testa”, ha spiegato il pilota della Jaguar. “In quel momento ho pensato che fosse troppo presto, ma mi sentivo bene, avevo del vantaggio a livello di energia rispetto a Nick. Anche Jake era piuttosto in palla”.

Evans ha spiegato che – nonostante l’eliminazione ai quarti di finale in qualifica – la giornata era buona per fare il risultato. Tuttavia, riconosce che un paio di dettagli gli sono costati il bersaglio grosso: “Mi sentivo bene, a livello di strategia tutti hanno fatto cose diverse, provare a prevederne il comportamento è complicato. Però stavo bene, anche ho subito qualche danno all’ala che penso mi abbia parzialmente condizionato ma sono stato fortunato. Ho giudicato male una situazione che si è creata mentre ero dietro a Ticktum. Il sorpasso di Cassidy? Non mi aspettavo che mi passasse in quel momento: avessimo la possibilità di correre di nuovo, mi difenderei maggiormente e se fossimo riusciti a tenerlo dietro un paio di giri in più sarebbe stata un’altra gara. Nick ha eseguito tutto perfettamente”. In ottica campionato, però, i 18 punti del Principato sono vitali: Per me è un altro ‘quasi’, ma devo guardare al campionato e 18 punti sono un bel bottino. La strada è ancora lunga. Purtroppo, la vittoria mi è sfuggita in un paio di momenti chiave”.

Jake Dennis, terzo in campionato, è al secondo podio consecutivo.

DENNIS: “ABBIAMO LA VETTURA MIGLIORE”

Dopo il secondo posto della seconda gara di Berlino, Jake Dennis torna sul podio per un risultato che gli regala "sollievo": “La seconda gara di Berlino mi ha tolto un peso dalle spalle. Ripeterci qui è importantissimo per il campionato”, ha dichiarato. Dennis ha ammesso di aver sbagliato in qualifica e la partenza dall’11^ posizione lo ha costretto agli straordinari: “Monaco con me non è mai stata gentile, sul giro secco non sono mai riuscito a fare bene”, ha raccontato. “Mi sono reso la vita difficile in qualifica. Al via sono stato calmo, alcuni avevano delle strategie molto particolari come Rowland, ma abbiamo fatto bene con l’attack mode. Per il secondo sono andato di istinto, ho visto che c’era del gap e non sapevo se potesse andare bene, ma è stata la cosa giusta da fare. Per la leadership poi ero troppo lontano, avevo Evans davanti e verso la fine avrei corso rischi. Senza Safety Car sarebbe cambiato qualcosa? No, forse avrei potuto attaccare Evans ma avrei dovuto fare affidamento su qualche situazione particolare”.

Secondo Dennis, in questo momento il suo pacchetto è quello migliore ma non nasconde la sua nostalgia per la Gen2 vista la nuova dinamica di gestione delle gare che ha portato la Gen3: “In vista di Giacarta e Portland penso che abbiamo la vettura migliore adesso”, ha spiegato. “In questo momento però si deve correre pensando di gestire e sopravvivere nei primi 15 giri, vedere dove ci si trova a tre quarti di gara e nella parte finale si pensa a spingere. Per noi piloti non è facile così, mi piacerebbe vedere qualche modifica in futuro, penso che la Gen2 fosse leggermente migliore, era più costante. Adesso, invece, nei primi 15 giri nessuno vuole stare davanti, ci sono 5 giri di caos e 5 giri a tutta”.

Rispetto al campionato, nessun cambio di approccio per l’inglese di Andretti: “Penso che guarderò la classifica dopo Portland. Ci sono molti punti in palio, al ritorno in Europa forse inizieremo a guardarci attorno. Per ora cerchiamo di ottenere il maggior numero di punti possibili”.

Da Monte Carlo, Mattia Fundarò