La Ferrari ha fatto il suo debutto a Wall Street in grande stile. Durante la notte la facciata del palazzo che ospita il più grande mercato azionario del mondo è stata addobbata per l’occasione. Un grande telo rosso, con al centro il Cavallino Rampante nel rettangolo giallo con in cima il tricolore, ha accolto gli investitori all’apertura delle contrattazioni. La sigla scelta dagli esperti di marketing di Maranello è stata “Race Listed NYSE”. A suonare la consueta campanella per l’avvio della seduta sono stati John Elkann e Sergio Marchionne, con grande consenso da parte dei presenti.

Ad essere gradite sono risultate soprattutto le azioni della Ferrari che alla vigilia erano state prezzate a 52 dollari, il massimo della forbice che partiva da 48, con un valore complessivo di poco inferiore a 10 miliardi di dollari. All’inizio degli scambi le azioni hanno subito un incremento di quasi il 15% ed erano arrivate a 60 dollari, per poi essere ritoccate nel corso della giornata. 

Sergio Marchionne ha utilizzato grandi parole nella cerimonia inaugurale che ha visto il palco tingersi di rosso. “Il mondo è un posto grande” ha detto il manager, che ha ricordato come Ferrari “ha un grande potenziale non ancora esplorato”. Marchionne ha anche annunciato un altro obiettivo per il Cavallino Rampante: la quotazione a Piazza Affari entro gennaio: “Speriamo di fare un grande regalo ai nostri azionisti prima della Befana”.

FCA ha messo sul mercato 17,8 milioni di titoli Ferrari con la raccolta di 893,36 milioni di dollari. Le banche hanno un’opzione per acquistare altri 1,17 milioni di titoli portando le azioni in vendita a 18,8. Fiat Chrysler Automobiles detiene così l’80% di Ferrari, mentre il 10% appartiene al mercato ed il resto a Piero Ferrari. Ma l’operazione del Cavallino Rampante non finisce qui. Ad inizio 2016, infatti, Ferrari verrà scorporata da FCA: le azioni verranno assegnate pro-quota ai soci del gruppo in modo che la Exor possa assumere il controllo. La cassaforte della famiglia Agnelli avrà il 24% del capitale del Cavallino Rampante e riuscirà, in tal modo, ad esercitare un controllo più fattivo sul fiore all’occhiello dell’industria italiana. Piero Ferrari conserverà sempre il suo 10%. Intanto durante la giornata FCA ed Exor sono andate a ribasso.

Curiosa battuta di Luca Cordero di Montezemolo, che ha detto “dovrebbero regalarmele”. L’ex numero uno del Cavallino ed attuale presidente Alitalia, a margine di un evento della compagnia aerea, ha così voluto scherzare sull’acquisto da parte sua delle azioni di Ferrari, spiegando poi: “Le compro perché ci credo e per motivi affettivi”.

La quotazione di Ferrari a Wall Street è un segnale importante per il Made in Italy e non solo un’occasione per portare glamour nel cuore finanziario del mondo occidentale. Il lavoro di Marchionne e dei suoi sottolinea come il fascino del luxury si possa coniugare con l’industria ovviamente provenienti dal Bel Paese. La parata di “vetture” Ferrari all’ingresso del NYSE ha riempito d’orgoglio molti dei presenti. La sala delle contrattazioni tinta di rosso è stato un ulteriore segnale di quanto grande sia il Cavallino Rampante, un mito creato da Enzo Ferrari e da tutti gli uomini che dal 1947 lavorano e credono in questo sogno.

Fabrizio Crescenzi

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