Sprint Qualifying

Formula 1 e scuderie hanno raggiunto l’accordo per correre nel 2021 tre gare di Sprint Qualifying: alcuni dettagli devono ancora trovare una finalizzazione, ma poco alla volta i pezzi del puzzle stanno trovando il loro posto sul tavolo. L’adozione temporanea di questo nuovo formato non sembra essere stata recepita bene dai tifosi. La parola finale, come sempre, spetta tuttavia a chi opera nella stanza dei bottoni del Circus.

Format di qualifica

Le Sprint Qualifying si inseriscono nel contesto degli innumerevoli format di qualifica che la F1 ha proposto ed impiegato negli ultimi trent’anni. Dalle pre-qualifiche accompagnate da due sessioni da un’ora del 1991, passando per l’hot-lap dell’era Schumacher, fino al meccanismo di knock-out provato nel 2016, la sessione valida per la costituzione della griglia ha subito parecchie modifiche strutturali.

Perché tutto questo? Negli Anni Novanta si voleva risolvere uno spreco di tempo e denaro. Le due ore distribuite su due giorni spesso portavano a sessioni per la maggior parte del tempo poco trafficate, nonostante la regola dei dodici giri a pilota, per la (poca) gioia del pubblico. Successivamente ed attualmente la ragione dietro la modifica del format risiede nel miglioramento dello spettacolo.

Quale carattere per questo esperimento?

“Migliorare lo spettacolo” rappresenta un concetto molto questionabile che la Formula 1 ogni tanto mette sul tavolo come oggetto di discussione. Il Circus si regge su una fragile dicotomia propria del logorio della vita moderna: da una parte è uno sport, dall’altra è un prodotto. Alla luce di questo, l’ente organizzatore dovrebbe legiferare per migliorare lo spettacolo in termini sportivi, ma la maggior parte delle volte agisce conferendo al termine “spettacolo” il significato di accalappiare più occhi possibili sul prodotto.

L’implementazione delle Sprint Qualifying va dunque letta tra le righe di un esperimento, sai che novità, a carattere lucrativo. Scombinare la struttura organizzativa di un fine settimana di gara per offrire una sessione competitiva in più, equivale a valorizzare e vendere una maggior porzione dello stesso prodotto, quindi a far girare più soldi. Da questo punto di vista, la Formula 1 (intesa come ente) ha migliorato sensibilmente il tiro e proposto un pacchetto più concreto rispetto alla delirante idea, pensata lo scorso anno, di gare con griglia di partenza frutto di un’inversione sulla tabella dei tempi.

A tempo determinato?

Ora come ora, la caratteristica “a tempo determinato” di questo progetto risulta essere il tratto più interessante. Ad oggi, le Sprint Qualifying rimangono limitate solamente al 2021, solo per tre gare e con una grossa quantità di dettagli ancora in via di finalizzazione, non ultima la scelta delle location. In attesa di un annuncio formale, stando a quanto riporta il sito dell’autodromo di Silverstone, il tracciato inglese dovrebbe ospitare uno di questi appuntamenti.

La brutta figura delle qualifiche con knock-out del 2016 deve avere lasciato qualche ricordo nelle stanze dei bottoni. Ross Brawn ha velatamente confermato come queste tre gare costituiscano un periodo di prova per il format e che comunque non diventerebbe la normalità in GP del campionato, per lo meno nel 2022. Del resto, citando proprio Ross the Boss: “Non sono sicuro che questo format possa essere di successo a Montecarlo”.

Valutare tutto

Prima di dare il via libera all’ennesima rivoluzione di formato, i vertici del Circus vorranno vedere sul campo come si comporta la novità. Bisognerà valutare ciò che è evidente, ad esempio la sostenibilità finanziaria di una seconda gara nel fine settimana che, per quanto il chilometraggio risulti simile a quello di una sessione di qualifica, comporta un differente rischio per quanto riguarda affidabilità ed incidenti.

Non di meno, si dovrà cercare di capire dinamiche per ora meno evidenti. Del resto, sappiamo come funzionano le cose in Formula 1. Una volta che le scuderie avranno recepito i termini del nuovo format, chi ci assicura che, per esempio, non avvengano ritiri, rallentamenti o manovre border-line con intento strategico? Rincarando la dose: tre gare saranno un intervallo di tempo sufficiente per valutare e comprendere questo tipo di dinamiche nascoste?

Proviamo e vediamo

A questo punto, tanto vale abbracciare la natura a tempo determinato delle qualifiche con gara sprint e vedere cosa succede. Come pubblico da casa siamo abituati a vederci piovere addosso questo tipo di novità. Inoltre non possiamo stabilire con matematica certezza se il format attuale sia il migliore o meno per la direzione intrapresa da questo sport.

In ultima analisi, l’approvazione o la bocciatura delle Sprint Qualifying dipenderà esclusivamente da un ragionamento di tipo commerciale, cioè se la manovra si dovesse rivelare profittevole e a quale prezzo.

Probabilmente le obiezioni mosse dallo zoccolo duro dei tifosi non verranno prese in considerazione. O forse sì, ma non importa: la decisione avrà sicuramente una connotazione commerciale piuttosto che sportiva.

Luca Colombo

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