Non era iniziata nel migliore dei modi la mattinata per Ricciardo: costretto ad utilizzare la Power Unit di Montecarlo (visto che quella montata in Germania aveva riscontrato problemi di affidabilità), l’australiano si è riscattato a pieno merito fermando il cronometro in 1’17”613 montando gomme Soft. Subito negli scarichi Vettel, con un crono di 1’17”692 (ottenuto con gomme Ultrasoft) e Verstappen con 1’17”701 con gomme Soft. Il primo degli inseguitori è Raikkonen che, dopo alcuni stint più veloci, ha provato in configurazione gara con le Soft. Più in ombra le due Mercedes, le prime a non scendere sotto il muro del minuto e diciotto: la sensazione è che le frecce d’argento siano molto nervose in inserimento di curva tanto da non essere stabili e portare più volte all’errore Hamilton, mentre ancora peggio ha fatto Bottas finito a quattro decimi dall’inglese.

A rendere complicata la prima sessione è stato lo sporco e l’asfalto poco gommato nonostante le temperature di cinquanta gradi: a pagarne maggiormente le conseguenze l’Alfa Romeo Sauber di Ericsson finito più volte in testacoda e costretto a rientrare ai box per la sostituzione del fondo piatto danneggiato per colpa di una scordolata. Problemi tecnici anche per Grosjean che negli ultimi minuti è riuscito a strappare la settima posizione; unico ad alzare bandiera bianca Hulkenberg,  fermatosi in curva 5 per un improvviso malfunzionamento dell’impianto elettrico (di colpo si sono spente tutti i led dello sterzo). Ottima prova per Antonio Giovinazzi che ha svolto il compito affidatogli dal team elvetico, mettendo anche sotto pressione Ericsson. Fuori dalla Top-10 le Toro Rosso, McLaren, Force India e Williams.

La sensazione che nelle seconde prove libere vedremo un capovolgimento dei valori in campo è molta, anche considerando la continua evoluzione del tracciato e l’utilizzo di mescole più omogenee per tutti i team.

Da Budapest – Michele Montesano

 

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