Disastro totale per Sergio Pérez in qualifica a Monaco: il messicano sbatte pesantemente alla Santa Devota in Q1 ed è costretto a partire dal fondo dello schieramento. In ottica Mondiale è un duro colpo da digerire per il messicano su una pista dove è impossibile rimontare.

12 mesi fa una vittoria inattesa e sorprendente. Oggi, un disastro totale. Monaco è crudele con Sergio Pérez, che domani sarà costretto a partire dal fondo dello schieramento per cercare una rimonta impossibile. È la seconda volta quest’anno che il messicano butta al vento una qualifica: a Melbourne Pérez aveva chiuso quinto limitando i danni. Ma ripetersi domani nel Principato sarà quasi impossibile e anche lo stesso Checo ne è consapevole.

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INCUBO IN VISTA PER CHECO

Nelle FP3 Pérez aveva chiuso a 73 millesimi da Verstappen e aveva confermato come poteva essere lui il rivale numero uno del compagno di squadra in qualifica. Ma a 11’ dalla fine del Q1, l’erroraccio in Santa Devota, con vettura distrutta, hanno fatto prendere una piega inaspettata al weekend del messicano. Ovvio il rammarico per Pérez, che non ha potuto che chiudere ultimo la qualifica come già era successo a Melbourne a inizio aprile. “Ho perso il posteriore molto tardi, mentre stavo entrando in curva. È un errore difficile da digerire, non so cosa dire se non che mi scuso con il team perché non se lo merita”, ha detto Pérez a caldo dopo la qualifica. “L’errore mi ha colto di sorpresa, non potevo andare da nessuna parte”. E se a Melbourne Pérez aveva effettuato un’ottima rimonta, limitando i danni in classifica, qua a Monaco la sua domenica rischia di essere una lunghissima sofferenza: “Domani la gara sarà un incubo”, ha ammesso, sconsolato. “Se sarà una gara normale, qui sarà impossibile superare con vetture così larghe”.

HORNER GIUDICA L’ERRORE “INSOLITO” DI PÉREZ

Un errore che rende parzialmente amaro il boccone anche per Christian Horner, team principal della Red Bull, che non ha nascosto come internamente c’era stato un confronto su come procedere nelle prime fasi della qualifica. “È (un errore, ndr) strano, perché ne avevamo anche parlato prima delle qualifiche sapendo che nei primi giri la pista si sarebbe pulita”, ha spiegato Horner. “Posso solo pensare che l’Alpine lo abbia distratto uscendo dalla pit lane e deve aver giudicato male la frenata. È entrato con talmente tanta velocità che per lui sarebbe stato impossibile fare la curva, è un errore insolito”.

RIMONTA A MONACO? I PRECEDENTI CI SONO

Andando a spulciare nella storia del Principato, ci sono dei casi che possono dare un po’ di speranza a Pérez. Alonso nel 2010 rimontò dalla 24^ alla 6^ posizione nel 2010, guadagnando quindi 18 posizioni, come fecero anche De Adamich nel ’73, Edwards nel ’74 e Bernard nel ’90. Schumacher nel 2006 – dopo il famoso parcheggio alla Rascasse in qualifica – chiuse 5° da 22° recuperando 17 posizioni. Dalla 20^ posizione, il precedente più incoraggiante è quello di Danny Sullivan, che nel 1983 chiuse quinto ottenendo gli unici 2 punti della sua stagione. Lo stesso Pérez nel 2012 recuperò 12 posizioni, chiudendo 11° dopo essere partito 23°. E se si resta in casa Red Bull, Verstappen nel 2018 partì ultimo (20°) e chiuse 9° dopo aver saltato le qualifiche per un incidente in FP3. Insomma, Pérez può ravvivare così le sue flebili speranze di andare a punti per restare vicino a Verstappen nel Mondiale. Ma sarà veramente complesso rendere reale quello che sarebbe un vero e proprio miracolo.

Mattia Fundarò