La gara, Sebastian Vettel, probabilmente l'ha persa in pit lane, con quel passaggio forzato e ben poco provvidenziale dietro la safety car, causato dall'incidente di Giovinazzi in rettilineo. Ma un risultato prezioso il tedesco della Ferrari l'ha comunque portato a casa, a suon di sorpassi fantastici su Ricciardo (forse il più bello della gara) e Verstappen, e solo per poco è mancata la sfida con Hamilton, che tutti ormai attendiamo per godere di uno spettacolo fantastico. Quei pochi secondi di ritardo dal pilota inglese sul traguardo sono un segnale del tutto irrilevante, maturati per lo più durante le fasi iniziali della gara, quando le due Ferrari si seguivano da vicino e un ordine di scuderia - mai arrivato - ha lasciato i due piloti liberi di lottare fra loro. "Oggi non siamo stati alla pari della Mercedes - ha detto Vettel - chi vince ha sempre ragione. Io la penso così. Hanno meritato di vincere. In termini di velocità, però, siamo stati molto vicini a loro. Avremmo potuto avere una posizione migliore al termine della gara perché la Safety Car ci ha impedito di usare al meglio le gomme slick e, addirittura, siamo stati poi costretti a difenderci".

La strategia della Ferrari è stata rischiosa, ma ha rischiato di pagare. Nelle prime fasi di gara Sebastian ha optato per un cambio gomme anticipato per sorprendere tutti gli altri passando dalle intermedie alle soft con l'obiettivo di andare fino in fondo. Giusto provare qualcosa di diverso, viste le condizioni così incerte fra asciutto e bagnato; nel giro di pochissimi giri, infatti, tutti sarebbero passati a gomme da asciutto e il tedesco avrebbe potuto ritrovarsi davanti e vincere la gara. Sfortuna, come abbiamo detto, ma la gara lascia indicazioni più che positive sul ritardo, ormai di fatto inesistente, dalla Mercedes: "Ho dovuto fare qualche sorpasso per recuperare, ma non possiamo sapere come sarebbe finita. E' stato un buon recupero, la vettura andava bene, eravamo fiduciosi perché tutto stava funzionando. Il passo è stato buono sino alla fine, aspettiamo la prossima settimana". Si può perciò guardare al Bahrain con la convinzione che sarà un mondiale aperto e combattuto fra Ferrari e Mercedes, ma non solo. Perché sarà anche da valutare se il ritorno più rapido delle attese di una Red Bull finora apparsa in difficoltà verrà confermato. La gara dell'Australia aveva dato indicazioni importanti e la Cina le ha confermate. Ora sarà fondamentale la prossima tappa per capire che direzione prenderà il campionato almeno in questa sua fase iniziale; dopo due gare, infatti, la situazione è di pareggio tra Hamilton e Vettel.

La speranza per i prossimi Gran Premi è di poter contare su un Raikkonen nella sua forma migliore, cosa decisamente mancata in questi primi due appuntamenti della stagione: "Non è stata una gara molto competitiva da parte mia, ma è andata così". Il finlandese ammette le sue difficoltà di giornata, condizionata da problemi di grip e una carenza di potenza erogata dalla sua power unit che ha lamentato più volte nel corso delle fasi iniziali di gara. Sarà fondamentale il suo ruolo di alfiere al fianco di Sebastian Vettel per sottrarre punti ai  team rivali che non hanno mostrato particolare forma con le seconde guide. Anche Sergio Marchionne, presente nel paddock di Shanghai, ha pungolato il finlandese della Ferrari: "“Ne ho parlato con Maurizio, forse è ora che si sieda insieme a lui e gli parli. Oggi è sembrato avere altri impegni, stava facendo altro. Vettel si è fatto strada in modo più aggressivo”. Ma il presidente è anche molto soddisfatto del rendimento: “Questa macchina va”. E c'è anche, nelle parole di Marchionne, un sincero compiacimento per il lavoro della squadra e del progetto della SF70-H: "E' una macchina nata in 7 mesi, ora stiamo lottando con la Mercedes. Per il resto direi una bella gara, siamo arrivati secondi, siamo ad un punto dalla Mercedes nel Mondiale Costruttori, e Vettel ha gli stessi punti di Hamilton in vetta alla classifica piloti. Dopo due gare non è male”. 

Stefano De Nicolo'   @stefanodenicolo