Ma per meglio intenderci sui motivi che possono creare invidia (nella testa di un pilota) nei confronti di “mastro Gaetano”, analizziamo nel dettaglio la giornata tipica che, fino a pochi giorni fa, ha passato colui che meglio rappresenta le orride fatiche quotidiane che un driver di Formula Uno deve sopportare: Lewis Hamilton.

Ore 11:00

Risveglio naturale senza nessun aggeggio artificiale che suona. Ti guardi intorno, e ti ritrovi coperto con delle lenzuola fatte in pelle umana su di un letto di 35 metri quadri. Guardando verso il bagno annesso, scorgi una sconosciuta fanciulla bionda che si lava i denti sul tuo lavandino di oro-ceramica, e tu stai facendo di tutto per ricordare dove sei stato ieri sera e come diavolo si chiama la ragazza. Temporeggi un po' e decidi finalmente di alzarti per indagare. Ti affacci sul terrazzo, e guardando il panorama dal 14esimo piano del tuo attico ti ricordi di essere nella tua casa di Montecarlo, e che ieri sera eri così ubriaco da aver disintegrato la tua Pagani Zonda sul muro che delimita quella che per te è la curva “LOEWS”. Ma te ne freghi perché tanto quella era solo la macchina che usavi per portare a spasso Roscoe e Coco.

Ore 12:00

Dopo la doccia/sauna nella tua SPA annessa all’attico, indossi un vestito cucito a mano da Valentino in persona, al quale hai tolto le maniche in stile gilet, e l’hai indossato con scarpe da tennis, cappellino e catene d’oro al collo in stile P.E Baracus di A-Team. Esci per fare colazione/aperitivo. Decidi però che più tardi ti va di pranzare in un posto esotico, cosi ti dirigi all’aeroporto all’hangar LH44 ed ordini al tuo pilota di portarti a Sharm El Sheik per il pranzo, perché tanto farai colazione sul tuo aereo.

Ore 14:00

Sei atterrato in Egitto. Durante il volo, sei stato bannato temporaneamente da 7 social network diversi per aver esagerato con le pubblicazioni. Ti dirigi verso il tuo solito hotel a 36 stelle, e prenoti tutta la terrazza con veduta sull’oceano in modo che non ci sia nessun altro. Sai com’è, Roscoe e Coco sono timidi e hanno bisogno di spazio per potersi rilassare. Pranzi come si deve, mentre ancora stai pensando a come si chiamasse la bionda di stamattina che avevi lasciato ai tuoi custodi dell’attico di Montecarlo con l’ordine di buttarla fuori prima di cena.

Ore 15:00

Dopo pranzo, lunga passeggiata sulla spiaggia con i cani, contornata da qualche esercizio fisico anche per te e da qualche evoluzione in acquascooter. Nel frattempo i ban dai social network sono scaduti, e finalmente puoi ricominciare a pubblicare. Dopo tutta questa fatica, ti fai un drink e mandi un sms al wrestler John Cena, per chiedergli se nella serata combatte e se puoi partecipare all’incontro sul ring. Ti risponde di sì, e decidi di partire subito.

Ore 17:00

Risali sul tuo aereo, portandoti dietro Cesar Millan per giocare coi tuoi cani, e due fanciulle egiziane per fare animazione. Durante il volo, passi il tempo nella tua mega suite con le ragazze che ballano e con la modalità “storia” di Assassin’s Creed alla Play Station.

Ore 23:00 italiane

Giungi a New York, vai a cena da “Hell’s Kitchen” e ti avvii all’incontro con John Cena alla guida della tua Bugatti Veyron da mille cavalli che avevi lasciato li. Mentre vai però, ti squilla il telefono: la tua foto-rubrica riporta l’immagine di Toto Wolff abbracciato a Niki Lauda. Rispondi ed è proprio Wolff a parlare, il quale bestemmiando in turco ti chiede dove diavolo sei finito e perché non sei in fabbrica al simulatore per preparare la nuova macchina in vista dei test 2017. Ti scusi con lui, fai lo stesso via sms con John Cena per non poterlo raggiungere e torni in aeroporto.

Ore 05:00 italiane

Arrivi a Brackley, dopo aver passato il tempo durante il volo a postare foto sui social e a bere Long Island. Entrato in fabbrica trovi Valtteri Bottas che ormai non dorme da giorni ed ha passato l’ultimo mese al simulatore per cercare di abituarsi il più possibile a quella che sarà la nuova vettura. Avendo studiato per bene un po' tutto, il finlandese (su ordine di Toto Wolff) inizia a spiegarti i dettagli di quello che ancora c’è da provare. Tu fai cenno con la testa come per dire che stai capendo cosa sta dicendo, nonostante la cuffia da 6000 Watt di potenza che ti pompa il Rap di Eminem nelle orecchie.

Ore 05:30

Ti siedi al simulatore. Per te è la prima volta che provi quest’anno. Valtteri invece, ci ha percorso un numero di chilometri pari a quelli che separano la Terra dal Sole. Il sedile è per il finlandese e tu ci stai scomodo, ma i Long Island bevuti durante il volo ti distraggono da questo e decidi di fare un giro così come ti trovi. Giusto per provare. Dopo il primo giro di riscaldamento, vedi Bottas sghignazzare sicuro del suo record. Quindi metti un attimo in pausa, e levi le cuffie che non ti permettono di sentire il rumore simulato della Power Unit. Avevi iniziato con quelle perché alcune abitudini sono dure a morire, e tu sei solito attrezzarti così anche durante i Gran Premi. Ti rilanci, e siccome tu sei Lewis Hamilton e il talento ti permette di non aver bisogno di provare, spari fuori un tempo che il tuo compagno di Finlandia non riuscirebbe a raggiungere nemmeno se tagliasse due chicane.

Ore 06:00

I Long Island si sentono sempre di più, e dopo la giornata intensa decidi di andare a dormire. Domani ti aspetta un’altra “orribile” giornata come questa, e sei anche triste perché a breve le vacanze finiscono in quanto sta per cominciare il mondiale. Ti metti nel tuo letto, e appena appoggi la testa ti chiama Toto Wolff (lui si è appena svegliato ed è già in fabbrica). Ti dice che ha visto il tuo tempo al simulatore, e quindi per il Filming Day della nuova vettura vuole te, visto che tanto Valtteri, nonostante le migliaia di ore di prove, non ti si è avvicinato nemmeno col cannocchiale. Tu accetti, contento di poter tornare in pista, ma anche nervoso per il fatto che questo ti accorcerà ancora di più le vacanze. Metti giù il telefono, chiudi gli occhi, e prima di addormentarti sei cosi concentrato sulla stagione che ti chiedi: “Chi cavolo era allora la bionda con cui mi sono svegliato ieri”?

Dura fare il pilota, caro “mastro Gaetano”!

Daniel Limardi

 

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