Carlos Ghosn nelle scorse settimane aveva già lasciato il ruolo da numero uno che ricopriva nell’alleanza franco-giapponese (Renault-Nissan) da lui stesso creata e durante la serata di mercoledì 23 gennaio il manager brasiliano ha rassegnato le dimissioni da presidente e amministratore delegato del Gruppo Renault, confermate anche dal Ministro delle Finanze Francese Bruno Le Maire. Ricordiamo che il 15% delle azioni della casa della Losanga appartengono allo Stato francese.



Il manager 65enne si trova nel carcere di Tokyo dal 19 novembre scorso, quando fu arrestato in Giappone con l’accusa di false dichiarazioni sui suoi compensi e utilizzo di fondi dell’azienda a scopi personali, ma Ghosn si è dichiarato innocente, pur venendo successivamente licenziato dalla Nissan qualche giorno più tardi.

Oltre al numero uno delle Alleanze, la vicenda vede coinvolto anche un altro importante dirigente di Nissan, Greg Kelly, il quale se dovesse risultare colpevole può rischiare fino a 10 anni di carcere.
Subito dopo le dimissioni di Ghosn il consiglio di amministrazione ha deciso di scindere gli incarichi, nominando in sua sostituzione due manager, dando l’incarico di CEO a Thierry Bolloré e come presidente a Jean-Dominique Senard (attuale CEO di Michelin).

L’abdicazione di Ghosn e le due nomine successive pongono fine a un regno durato circa vent’anni. Al manager brasiliano nel 1999 venne affidato il compito di risanare i bilanci della giapponese Nissan, cogliendo degli ottimi risultati.
Nel 2005 è stato nominato amministratore delegato della Renault, riuscendo a creare una partnership di successo e trasformandolo, dopo l’acquisto della Mitsubishi Motors, nel Gruppo più grande al mondo in termini di vendite, piazzando nel 2017 ben 10.6 milioni di veicoli nell’intero globo.

La sua era di dominio incontrastato si è però interrotta a sorpresa quando è stato arrestato all’aeroporto di Tokyo Haneda, non appena toccato il suolo del Sol Levante: infatti Ghosn dovrà restare dietro le sbarre fino al 10 di marzo, sottoposto al provvedimento di custodia cautelare. Le innumerevoli richieste di scarcerazione preventiva pagando una cauzione sono state infatti negate dal tribunale di Tokyo per il rischio di una fuga all’estero.
Una decisione pesante, che fa ipotizzare ad una permanenza in cella per il manager almeno fino alla data del processo, che stando alle fonti più attendibili non si terrà prima di sei mesi.

Quindi non ci resta che attendere a quale sorte sarà destinato uno dei personaggi più conosciuti dell’era moderna del mondo automotive, dal momento che la vicenda giudiziaria che investe Ghosn è davvero ingarbugliata, con conseguenze che potrebbero vederlo condannato ad una pena davvero pesante.

Alessandro Lanza Di Brolo



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