Credits: F1 Official website
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Il primo anno in Ferrari di Lewis Hamilton è stato uno di quelli che entrano di diritto negli annali di storia, ma per i motivi sbagliati. Definire il 2025 una stagione fallimentare, probabilmente, equivale a fare al team in Rosso un complimento, e non solo dal punto di vista dei risultati. Performance, sviluppo, comunicazione: ogni singolo aspetto ha fatto acqua da tutte le parti, lo abbiamo sottolineato più volte. I cambiamenti interni allo staff dell’inglese aiuteranno a riportare la Rossa in alto?

Adami out: un rapporto mai nato

Chiariamo subito un aspetto: in questo pezzo non si parlerà di gossip vari che riguardano Hamilton in questi giorni, cose di cui ci interessa il giusto, cioè zero. Ci concentreremo invece sull’aspetto sportivo. Quando, un anno fa, l’inglese varcò le porte di Maranello, uno dei pochi punti sicuri a proposito del suo futuro in rosso era rappresentato dall’ingegnere che lo avrebbe affiancato, Riccardo Adami. Nel corso degli anni, il bresciano era diventato una voce famigliare del paddock della F1, uomo in cuffia di Vettel prima e Sainz poi, sempre in grado di entrare in sintonia e aiutare il proprio pilota in ogni sorta di situazione. Sembrava essere perfetto per lavorare con un sette volte campione come Lewis, per la sua esperienza e la sua preparazione, certamente innegabili; così, però, non è stato. 

Fin dai primi Gran Premi del 2025, infatti, è emersa una certa tensione nelle comunicazioni tra i due, una sorta di incompatibilità caratteriale che mai si era vista prima. Francamente, però, risulta complicato trovare troppe responsabilità da parte dell’italiano; la sensazione è che la scarsa competitività della vettura abbia minato alla base il rapporto. Certe uscite di Lewis in mondovisione, poi, come avvenuto a Miami, sono andate veramente troppo oltre, senza essere stigmatizzate a dovere da chi avrebbe avuto il dovere di farlo, e si è invece mosso troppo tardi e con la grazia di un elefante in una cristalleria. Stando a diverse fonti, poi, Lewis avrebbe mal digerito una certa tendenza a non coinvolgerlo troppo nelle procedure di selezione delle varie tattiche di gara, situazioni in cui invece era pienamente immerso ai tempi della Mercedes. Ferrari ha così deciso di porre rimedio a questa situazione destinando Adami alla Driver Academy; al suo posto arriverà da McLaren Cedric-Michel Grosjean, attualmente performance engineer della vettura di Piastri. Capiremo ben presto se la soluzione adottata porterà i frutti sperati; quello che è certo, è che Hamilton dovrà ripartire da capo per adattarsi ad un nuovo ingegnere a partire dai test in Bahrain, dopo che a Barcellona Bryan Bozzi aveva seguito sia lui che Leclerc. Non certo una situazione favorevole, almeno sulla carta.

Credits: Scuderia Ferrari Official FB page
Riccardo Adami, primo da destra, non sarà più al muretto nel 2026

 

Nuovi manager e addetta stampa: cambiamenti necessari intorno a Lewis?

L’inverno 2026 ha segnato però una sorta di ripartenza anche nell’entourage dei più stretti collaboratori di Hamilton. L’inglese ha infatti salutato il manager di lunga data ed ex pilota F3 Mark Hynes e l’addetta stampa Gabriela “Ella” Kwaku Yeboah. Cambiamenti non certo di poco conto, considerando la vicinanza dei due al pilota; resta da capire se sia stato il pilota a volere questi avvicendamenti o se in qualche modo si sia imposta Ferrari, poco soddisfatta di quanto visto nel corso della passata stagione. Basterà questo a riportare la giusta serenità tra le mura di Maranello?

Partiamo da un dato: se la macchina sarà competitiva, Hamilton sarà certamente di tutt’altro umore rispetto a quanto visto nel corso della passata stagione. Detto ciò, è evidente che nel corso del 2025 Lewis si è trovato di fronte a qualcosa che non aveva previsto, e che nessuno, va detto, è stato in grado o ha avuto il coraggio di spiegargli fino in fondo. Perché, signori, una cosa deve essere chiara: al di là di tutto, delle performance, degli anni a becco asciutto e quant’altro, la Ferrari è un’altra cosa, con tutto il rispetto di Mercedes e degli altri top team. Hamilton e il suo entourage questo non lo hanno mai capito nel corso del primo anno, andando a creare diverse situazioni poco piacevoli all’interno del garage di Maranello. La sensazione è che dal management del team si sia cercato di imporsi in qualche modo in vista della nuova stagione, il che potrebbe essere un dato positivo. Sinceramente, per diversi aspetti dispiace che a rimetterci sia stata anche una persona di grande valore ed un professionista encomiabile come Riccardo Adami. In tanti, in merito al suo cambio di ruolo, hanno parlato di promozione; sarà, ma a noi risulta molto difficile crederlo. 

Per rispondere alla domanda da cui siamo partiti, difficile dire se basterà tutto questo a riportare Lewis e la Ferrari dove meritano. Il cambio regolamentare in F1 rappresenta senza dubbio una grande chance da sfruttare al meglio, ma attenzione: se le cose non dovessero andare come desiderato da subito, certe “fughe in avanti” viste la passata stagione da parte dell’inglese dovranno essere evitatee stoppate sul nascere. Chi sarà al suo fianco dovrà essere bravo anche in questo; un compito tutt’altro che facile, visto il caratterino di Sir Lewis. 

Nicola Saglia