D: Marco, innanzitutto benvenuto a Motorbike Circus e bentornato dopo i test di Portimao!

MM: Sì, abbiamo fatto una quattro giorni veramente impegnativa ma molto completa: due giorni a Jerez e due a Portimao, tornando a casa con un bel bagaglio di informazioni ed esperienza soprattutto per me. Adesso parto deciso e pronto per l’Australia...

D: Rientri in gioco nel Mondiale Superbike dopo una pausa che durava dalla fine del 2014...

MM: Sì, sono passati due anni, per fortuna ho trovato un ambiente pressochè uguale ma un livello tecnico molto molto alto: le moto sempre più evolute. Mi aspetto un 2017 con tanti piloti a giocarsi la vittoria.

D: Erediti in Ducati la squadra che l’anno scorso seguiva Davide Giugliano e quindi speriamo di vederti già competitivo dalla prima gara

MM: Speriamo! C’è stato un cambio interno, è partito un elettronico da Ducati e quindi Paolo Biasio è stato spostato da Davies e io avrò un elettronico nuovo per Ducati che viene da MV Agusta. E’ stato un inverno di rodaggio a tutto tondo, però credo che siamo riusciti a sfruttare il tempo a disposizione nel migliore dei modi. Adesso abbiamo ancora due giorni di test in Australia dove penso di poter lavorare per affinare la tecnica di gara.

D: Ci puoi parlare delle caratteristiche tecniche della tua Ducati e su cosa vi siete concentrati nello sviluppo?

MM: Sicuramente è una moto unica, perché è l’unica bicilindrica in campo: è un po’ come guidare una macchina diesel contro i benzina per l’utilizzo del motore. Abbiamo lavorato tanto soprattutto a Portimao, dove mi sono concentrato in ottica gara facendo dei long run piuttosto che cercare il tempo in sé. Abbiamo lavorato tutto l’inverno su assetti diversi, in definitiva a tutto tondo perché è tutto nuovo per me, però credo che sia una moto completa che si adatta a diversi stili di guida. Di sicuro vale per Davies che è molto aggressivo in frenata, spero si adatti anche al mio.

D: Come valuti il tuo rapporto con Chaz visto che vi conoscete dai tempi della BMW? 

MM: E’ buono, ci siamo divisi i compiti sullo sviluppo delle componenti più importanti e tutte le sere le due squadre facevano il punto della situazione. Abbiamo un buon rapporto e dobbiamo cercare di sorpassare lo squadrone Kawasaki.

D: Sei l’arma a sorpresa di Ducati per cercare di fermare le Kawasaki...

MM: Vedremo…in Australia inizieremo ad avere le prime risposte. Quello che si dice adesso sono ipotesi e sensazioni, però manca poco per vedere chi è pronto.

D: Mercoledì prossimo verrà svelata la livrea della tua moto. Sei emozionato all’idea di togliere i veli alla tua Panigale numero 33?

MM: Sì, sono curioso perché non l’ho vista nemmeno io, la vedremo solo il giorno prima quando faremo il photoshooting. Sono sicuro che sarà bella per quanto va forte...

D: Cosa ne pensi del cambio di regolamento in merito alla partenza di gara-2?

MM: Non lo so…onestamente se proprio bisognava farlo io avrei invertito i primi 9. Spostare solo i primi 3 in terza fila rischia di essere pericoloso, perché se il quarto ha il passo dei primi 3, questi devono rischiare il tutto per tutto alla prima curva, altrimenti si rischia una gara noiosa perché il quarto fa il buco dal primo giro. Magari poi non cambia nulla…

D: Parlando di Ducati, a Borgo Panigale si giocano il tutto per tutto per portare a casa il massimo possibile in questa stagione dopo aver preso te in Superbike e Lorenzo in MotoGP, con il supporto di un tester d’eccezione come Stoner...

MM: Speriamo, speriamo! A Bologna stanno lavorando davvero tanto i ragazzi. Con l’arrivo di Dall’Igna mi è sembrato di aver trovato un’azienda più coesa, con un metodo di lavoro più deciso ed è bello stare con loro e vivere le giornate. Tutti ci credono, sia in Superbike che in MotoGP, stanno lavorando tanto e si meritano delle soddisfazioni che è giusto che si prendano.

D: Hai guidato un po’ tutte le moto in carriera (Yamaha, Honda, Ducati in MotoGP, Yamaha, Aprilia, BMW in Superbike): qual è quella che ti ha dato più soddisfazioni?

MM: Sicuramente sarà la Panigale (ride). Sono convinto che mi darà soddisfazioni e devo partire con serenità. Quando ti arriva è fondamentale, sai che in moto ti diverti e quando ti diverti ti riesce bene. Parto con il massimo entusiasmo, come un ragazzino alla prima stagione.

D: L’altra curiosità va sul tuo progetto Motowide...

MM: E’ partito nell’anno di pausa, quando ero un po’ deluso dalle corse, quindi volevo sfruttare un po’ le conoscenze all’interno del motociclismo. Ho aperto uno shop online con mia sorella, per l'appunto si chiama motowide.com. Stiamo già rifacendo un altro sito per migliorare un po’ di cose, all’interno del sito volevamo mettere un blog con dei video dove la gente può fare delle domande e dove cercheremo di rispondere alle curiosità relative allo stile di guida in pista soprattutto per gli amatori, oppure per quanto concerne la sicurezza, quindi come seguire e gestire la moto. Abbiamo un progetto che mi piace coltivare per il futuro perché adesso le corse mi prendono gran parte del tempo.

D: Un futuro da imprenditore, diciamo...

MM: Ma sì, più che altro vorrei cercare di stare nell’ambiente divertendomi, fare quello che più mi piace, quindi andare in moto e parlare di moto. Non seguire tutta la burocrazia come fanno quelli che gestiscono i team.

D: Un modo per restare in contatto ma niente a che vedere con il ruolo del team manager, dunque...

MM: Ti dico che vorrei proprio divertirmi e stare a contatto con chi va in moto e parlare di moto. Questo è quello che voglio riuscire a trasmettere con Motowide.

D: Che moto hai in garage?

MM: Bella domanda (ride). Per adesso ho una Panigale stradale un po’ sistemata per andare in pista ad allenarmi. Per il resto ci devo ancora pensare, perché il freddo non mi fa venire una gran voglia di andare in moto, però sto cercando di valutare bene per l’estate. Sono molto propenso però su una Scrambler, perché è l’unica su cui tocco in terra! 

D: Hai girato su tutti i circuiti del mondo, qual è quello che ti ha dato più emozione?

MM: Dev’essere quello dove vincerò la prima gara con la Ducati!

D: Hai vinto una gara a Phillip Island con il gas in mano e di traverso…

MM: (ride) Mi manca la Superbike ed iniziare lì non sarà facile, perché la gara è quello che più mi manca come allenamento. Partire a contatto con gli altri…poi una volta in griglia il passato non conterà più. Vado giù per fare del mio meglio, anche se preferisco non farmi troppe illusioni. 

Intervista a cura di Marco Pezzoni e Alice Lettieri

 

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