Con il “Carb Day” di ieri si è chiuso l’intentissimo programma del “Month of May” della NTT IndyCar Series, che avrà il suo culmine domani con lo start dell’edizione numero 103 della mitica 500 Mglia di Indianapolis. Tra le sorprese di quest’edizione, c’è la mancata qualificazione di Fernando Alonso che, almeno per quest’anno, dovrà dire addio al sogno Triple Crown.




Ed è proprio questa la notizia che ha fatto più rumore oltreoceano, soprattutto in relazione alle tante parole e ai tanti discorsi fatti nei mesi precedenti l’avventura dell’asturiano in America. Sulle motivazioni e le cause che hanno portato a questo fallimento, vi rimandiamo al pezzo del nostro Luca Colombo, che ha provato ad analizzare la situazione.

Ritornando alla strettissima attualità, quella che scatterà domani alle 18.45 italiane sarà l’edizione numero 103 della più celebre e conosciuta gara del panorama motoristico mondiale, con Will Power che proverà a difendere lo scettro conquistato dodici mesi fa. Lo dovrà fare partendo dalla sesta posizione dello schieramento, cosa non impossibile visti i precedenti sul catino dell’Indiana.

Chi, invece, partirà dalla pole position sarà Simon Pagenaud. Il francese, dopo un inizio di campionato non esaltante e la vittoria ritrovata proprio sullo stradale di Indy, dopo prove libere decisamente in sordina è riuscito a mettersi in luce nella Fast Nine, precedendo le tre vetture dell’Ed Carpenter Racing e il rookie Colton Herta. Più indietro gli altri big della categoria, con Josef Newarden (8°), Alexander Rossi (9°) e Helio Castroneves (12°) che dovranno fare attenzione ai contatti sopratttutto nelle concitate fasi iniziali.

Sul tracciato, ormai noto ai più, c’è veramente poco da dire. 4 curve a 90°, con un banking di 9°12’ e lunghe ciascuna 0,250 miglia, ovvero circa 0,402 km. Il doppio dei rettilinei corti, che misurano 0,125 miglia (cioè 0,201km). I rettilinei invece sono davvero lunghi: 0,625 miglia, che equivale a qualcosa in più di 1km l’uno.Per quanto riguarda i record della pista bisogna andare parecchio indietro nel tempo: in qualifica lo fece registrare Arie Luyendyk nel 1996 ad una media spaventosa di 239,26 miglia orarie, mentre in gara il record è di Eddie Cheever con 236,103 miglia orarie.

Concluse le attività in pista, con le ultime prove libere che sono state appannaggio di Tony Kanaan, sul fronte sicurezza è stata ufficializzata proprio nella giornata di ieri un’importante novità. Dopo i test e i feedback ricevuti negli scorsi mesi, è stato presentato il nuovo aeroscreen prodotto dalla Red Bull con la partnership della Dallara.

Il dispositivo sarà composto da uno schermo laminato in policarbonato che includerà un rivestimento antiriflesso all’interno, un dispositivo anti-appannamento attraverso un elemento riscaldante integrato e possibilmente a strappo. Un’altra caratteristica per i piloti sarà l’opzione di raffreddamento del cockpit, tramite una presa d’aria nella zona anteriore. La struttura in titanio si monterà in tre aree attorno al cockpit: un elemento centrale di fronte alla testa del pilota, due laterali attorno al casco e il roll bar nella parte posteriore. Il tutto per sopportare un carico di 150 kilonewton (kN), l’equivalente dell’Halo per la FIA.

Ritornando alla 500 Miglia di Indianapolis, ecco il fitto programma della domenica di gara con il tradizionale “Drivers start your engines” previsto per le 12:38 locali (18.38 italiane) e lo start che verrà dato alle 12.45 locali, con diretta televisiva per l’Italia a cura di Dazn.

Vincenzo Buonpane

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.