Samsung sta trattando con FCA l'acquisto di Magneti Marelli. I coreani sarebbero fortemente interessati, secondo quanto riporta la stampa internazionale, a rilevare nei prossimi mesi l'azienda di Corbetta, la quale conta 40.500 dipendenti con un fatturato annuo intorno ai 7,3 miliardi di euro ed è presente in ben 19 paesi. Il cambio della guardia potrebbe essere imminente, addirittura entro l'anno. 

FCA controlla Magneti Marelli ed il suo passaggio alla Samsung sarebbe la più grande operazione del genere per la big coreana. La notizia è stata diffusa da Bloomberg che cita fonti ben informate della trattativa. Da parte di Fiat Chrisler Automobiles nessun commento. In passato, però, più volte è stata negata la volontà di cedere Magneti Marelli. Ricordiamo che il gruppo con sede a Corbetta, vicino Milano, ha 89 stabilimenti sparsi per il mondo e ben 12 centri di ricerca. 

La notizia della vendita di Magneti Marelli non ha spaventato i mercati, anzi. FCA ha fatto registrare + 8,2%, mentre Exor +3%. Va sottolineato che tra Samsung e la famiglia Agnelli ci sono ottimi rapporti. Il vice presidente di Samsung, Jae Yong Lee, dal 2012 infatti, è nel consiglio di amministrazione di Exor, la holding.

Magneti Marelli offre soluzioni tecnologicamente avanzate per l’automotive e, in particolare, l’illuminazione, l’intrattenimento e la telematica sarebbero i rami di maggior interesse dei coreani. La scelta di Samsung di spostare il suo business dall’elettronica di consumo a quella per l’automotive sarebbe dettata da un calo fisiologico. Una diversificazione in pratica.

Sono in molti a vedere di buon occhio questa storica cessione. FCA potrebbe “liberarsi” di Magneti Marelli dopo l’accordo con Google per la guida autonoma. Farebbe cassa riuscendo a dimezzare il suo indebitamento. Attualmente, infatti, il gruppo guidato da Marchionne ha un indebitamento di 5,5 miliardi. Samsung del resto acquisterebbe un gruppo in crescita: 6 miliardi di fatturato nel 2013 contro i 7,5 in previsione per il 2016, con una marginalità in crescendo anch’essa dal 2,8% del 2013 alla stimata del 5% per l’anno in corso.

Un colosso della componentistica dell’automotive potrebbe non “parlare” più italiano, del resto ormai il mercato è solo globale.

Fabrizio Crescenzi

 

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