Credit: @Scuderia Ferrari Press Office

La partenza della gara di Suzuka si è rivelata decisiva nell’esito finale della sfida in terra giapponese. Dopo una qualifica che aveva visto le due Ferrari monopolizzare la prima fila dello schieramento, in poche centinaia di metri prima Vettel e poi Leclerc hanno vanificato quanto di buono fatto soltanto poche ore prima, mandando in fumo le chance di potersi giocare una vittoria che sembrava essere alla portata per il team di Maranello.




Lo start in questa occasione ha evidentemente tradito Sebastian Vettel, il quale (evento piuttosto raro di questi tempi) ha avuto una leggera esitazione subito prima dello spegnimento dei semafori, con la sua SF90 che ha fatto un piccolo movimento in avanti, salvo poi arrestarsi e ripartire. Una manovra che ha permesso al tedesco di evitare la penalità, ma che non ha impedito a Bottas di prendere il comando della corsa, vanificando la splendida pole position conquistata in mattinata.

Come noto, il bitepoint (ovvero il punto di stacco della frizione) viene meticolosamente preparato durante le prove, anche attraverso le numerose simulazioni di partenza che i piloti effettuano in uscita dalla corsia box. In questo caso, il programma ridotto del fine settimana ed il fatto che il rettifilo di partenza fosse in leggera discesa potrebbero aver contributo all’errore del pilota, che come da regolamento è chiamato alla necessità di dover gestire la frizione allo start.

Vettel è stato messo under investigation dai Commissari per il jump start, il quale però è stato considerato all’interno della “tolleranza regolamentare”. Secondo quanto specificato in un documento emesso a fine gara, gli steward hanno infatti fornito la seguente versione sull’episodio: “I Commissari hanno analizzato le prove video e i report sulla partenza anticipata, basandosi sulle informazioni che la FIA ha raccolto dai trasponder presenti su ogni vettura. Sebbene le immagini mostrino un movimento, esso rientra nell’accettabile tolleranza dei sistemi di partenza anticipata della F1, che definiscono un jump start in base a quanto previsto dall’articolo 36.13 (a) del Regolamento Sportivo”.

Queste le parole di Sebastian Vettel dopo la bandiera a scacchi: “Il mio avvio è stato pessimo: ho rilasciato la frizione in anticipo, quindi l’ho dovuta riazionare e ho perso il momento buono per scattare. Di solito le nostre partenze sono molto buone, certamente non questa volta. Dietro a Valtteri ci mancava un po’ di ritmo e abbiamo usurato le gomme più dei nostri rivali. Specialmente alla fine degli stint andavamo in difficoltà, mentre loro tenevano il passo senza problemi. Verso la fine il mio unico obiettivo è stato difendermi da Lewis: sapevo che sui rettilinei avrebbe fatto fatica a superarmi, quindi mi sono concentrato sull’uscire pulito dalle curve dopo le quali lui avrebbe potuto attaccarmi”.

Una giornata a due volti quindi per il Cavallino, il quale ha potuto comunque consolarsi con il secondo posto del pilota tedesco sul traguardo, giunto al termine di una bella difesa finale nei confronti di Lewis Hamilton, mentre Leclerc non è andato oltre il sesto posto (divenuto poi settimo in seguito alla penalità) dopo una gara tutta in rimonta.

Marco Privitera

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