Nonostante i risultati delle prove pronosticassero una Ferrari ben messa, accreditata, secondo le stime più ottimistiche, di un gran ritmo sul giro secco, saranno le AMG Mercedes di Valtteri Bottas e Lewis Hamilton (nell’ordine) a scattare dalla prima fila del Gran Premio che si correrà domani a Baku.




Le Rosse di Maranello hanno lasciato il segno nella lista dei tempi soltanto nel Q1 con Charles Leclerc, mentre nel Q2 il monegasco è andato a muro: l’onore per il Cavallino Rampante è salvato solo dal terzo posto ottenuto da Sebastian Vettel, che partirà con Max Verstappen a fianco.

Sessione “eterna” di qualifiche, interrotte con bandiera rossa per ben due volte in seguito agli incidenti di Kubica (in Q1) e Leclerc (in Q2) presso la Curva 8, all’entrata del complesso del Castello. Stare lontano da errori, evitare i contatti con i muretti e giocare bene con il fattore scie oggi più che mai hanno contribuito alla definizione dello schieramento di partenza, anche se il prolungarsi della sessione ha comportato una diminuzione delle temperature ambientali che, probabilmente, ha giocato contro alcune scuderie.

In ogni caso, le condizioni in pista con le quali i piloti affrontano la sessione di qualifica sono ottimali, almeno inizialmente: tracciato asciutto, 17 °C nell’aria e 37 °C sull’asfalto. Situazione fluida durante tutto il turno di Q1 per quanto riguarda le posizioni degli esclusi, con qualche big impegnato ad aspettare il momento favorevole per segnare il giro buono. Leclerc si conferma a proprio agio sul tracciato di Baku, ma è Gasly a scalare la classifica dei tempi a qualche minuto dalla bandiera a scacchi, sfruttando la scia tirata da Stroll.

Nell’ultimo minuto della sessione, preludio di una caldissima infilata di giri finali sotto la bandiera a scacchi, Kubica finisce contro le gomme (fortunatamente senza problemi) nella sezione del Castello e viene esposta la bandiera rossa: Ricciardo agguanta il 15° posto in extremis prima dell’interruzione e quindi saranno Stroll, Grosjean, Hulkenberg, Russell e Kubica (nell’ordine) a partire dalle ultime cinque caselle in griglia. Non essendo disponibili telai di riserva, dopo l’incidente nelle FP1 di Russell, per la Williams e Robert Kubica si preannuncia un’altra domenica difficile.

La seconda sessione parte con mezz’ora di ritardo per sistemare la pista presso la Curva 8, dove è uscito Kubica: alla luce verde entrambe le Ferrari entrano in pista con le gomme medie, mentre le AMG Mercedes montano le coperture morbide. Nei primi giri della sessione l’azzardo Ferrari funziona a metà: Leclerc è nella top-10, mentre Vettel si piazza in undicesima posizione (tra l’altro andando a toccare i muri a bordo pista). Proprio mentre si definisce questa situazione, il monegasco va fuori sempre in Curva 8: qualifiche finite, bandiera rossa e Ferrari riportata ai box per valutare l’entità dei danni in vista della gara di domani. Alla fine della Q2 vanno fuori (nell’ordine) Sainz, Ricciardo, Albon, Magnussen e Gasly; Leclerc passa in sesta posizione.

In Q3 è monologo AMG Mercedes: subito Hamilton va in pole provvisoria disponendo di quasi mezzo secondo sugli inseguitori (Vettel, Bottas e Verstappen) e la partita sembra aperta solo per disputarsi la seconda posizione. Nel giro finale, invece, Bottas regola tutti con il tempo di 1:40,495, facendo meglio di 0.06s rispetto al suo compagno di squadra Hamilton e di circa tre decimi rispetto a Vettel. Buona la prova per entrambe le Alfa Romeo Racing, con Antonio Giovinazzi ottavo davanti a Kimi Raikkonen (nono).

Ci sarà molto da discutere circa i risultati delle qualifiche odierne, soprattutto per quanto riguarda la strategia gomme in Q2 portata avanti dalla Ferrari; bisognerà anche valutare l’entità dei danni riportati sulla SF90 di Leclerc e capire se domani potrà scattare dalla decima posizione, senza incorrere in penalizzazioni che lo arretreranno in griglia. A tal proposito ricordiamo che, a quanto risulta, Gasly prenderà il via dalla pit-lane per penalizzazione e Giovinazzi dovrà scontare dieci posizioni di penalità per sostituzione della centralina.

Luca Colombo

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