Dopo un 2018 avaro di successi, demolitore nelle ambizioni, chiuso con un mesto quinto posto nel mondiale Piloti e tanti dubbi, Valtteri Bottas si presenta alla grande al primo suono di campanella del mondiale 2019, imponendosi in maniera autorevole e, onestamente, inaspettata nel Gran Premio d’Australia, dominando la gara e portando a casa anche il giro più veloce (con il suo punto bonus) in una maniera che, per certi versi, ha ricordato le domeniche-tipo, se così possiamo chiamarle, del più blasonato compagno di squadra Lewis Hamilton.




Analizzando i tempi delle prove libere e delle sessioni di qualifica pareva che per Valtteri si prospettasse l’ennesimo fine settimana adombrato e a protezione di Lewis: la distanza tra i rilievi cronometrici dei due non era sensibile, ma era quella manciata di centesimi rilevante dal punto di vista psicologico, giusto per ribadire chi fosse il numero uno in seno all’AMG Mercedes. Per il finlandese si trattava comunque di un risultato di partenza decisamente migliore rispetto a quanto raccolto l’anno scorso all’Albert Park, con prestazioni ottenute in maniera consistente, visto e considerato il carico di lavoro svolto.

Allo spegnimento delle luci rosse, il finlandese è stato fulmineo nello scatto e molto più preciso del compagno di squadra nel gestire i primi metri: Valtteri è stato lesto ad instradarsi in prima posizione, girando alla prima curva al comando. Da quel momento la sua leadership non è stata più messa in discussione e non si stenta a credere quando, a fine gara, commenterà il suo GP come “la mia migliore gara di sempre”.

Dal nostro punto di vista, Bottas ha costruito la sua vittoria infilando sì una gran partenza, particolare cruciale sul tracciato di Melbourne, ma soprattutto sfruttando in maniera eccezionale il fatto di poter correre il primo stint in aria libera con le gomme più morbide: non ha strapazzato le coperture, estendendone la vita utile, e ha girato sul piede dell’1:27.8 in prossimità dell’unico pit-stop, mentre gli altri giravano sul minuto e ventotto con gomma nuova. Questo hammer-time… scandinavo ha permesso al finlandese di concentrarsi sulla sua strategia, senza aver bisogno di coprire il possibile undercut degli avversari, come capitato ad Hamilton.

Bottas è sembrato essere in una giornata di grazia, nella quale tutto era sotto controllo: ritmo velocissimo e la possibilità di stampare un mostruoso 1:25.580 come GPV (su gomma media) nelle fasi finali di gara, così da portare a casa anche il punto supplementare legato alla tornata più veloce. “La possiamo perdere solo se non ci fosse gomma per coprire un’eventuale safety car” è il team-radio che riassume la giornata del finlandese.

Come già dichiarato, nessuno avrebbe prospettato un Gran Premio d’Australia del genere per Valtteri: forse soltanto lui ci credeva e tanto è bastato per riprendersi, in parte, ciò che il 2018 non ha dato. Probabilmente il problema al fondo piatto di Hamilton, segnalato dalla scuderia nel dopo-gara, ha contribuito in qualche maniera al risultato, ma crediamo che tale contributo sia stato marginale rispetto alla guida del finlandese.

Probabilmente è tempo di pensionare i vari meme del finlandese trainato sul carretto da Lewis Hamilton a sua protezione, così come bisognerà riconsiderare i piani futuri su Esteban Ocon (presente ai box e inquadrato in diretta TV) vista la prestazione maiuscola offerta oggi da Valtteri Bottas. Siamo solo all’inizio, ma la musica per Valtteri sembra essere cambiata… con anche lo sfoggio del record di essere il primo pilota nella storia della Formula 1 a fare 26 punti in una volta sola.

Luca Colombo

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