Non è stato il (secondo) debutto che sognava Antonio Giovinazzi. Nel caos della partenza un contatto ha causato il danneggiamento dell’ala anteriore della sua monoposto inficiando il ritmo di gara. Il risultato è stato un quindicesimo posto finale sicuramente inferiore a quelle che potevano essere le aspettative.




La strategia di gara di Antonio Giovinazzi si è basata su una sola sosta, cosa fatta praticamente dall’intera griglia, ma con partenza su gomma media e con l’intenzione di allungare il primo stint. Strategia che ha funzionato per due piloti che scattavano alle sue spalle, Lance Stroll e Daniil Kvyat, in zona punti a fine gara.

L’ala anteriore danneggiata ha relegato Giovinazzi al ruolo di difensore, particolarmente nella fase centrale della gara, quando i piloti partiti con gomma soft dopo il cambio gomme si sono ritrovati alle sue spalle. Migliore l’ultimo segmento di gara, con la mescola più morbida, ma il tempo perso nella fase iniziale, unito ad un pit stop lento, non gli hanno permesso di rimontare.

Feedback positivi arrivano dalla seconda Alfa Romeo, quella di Kimi Raikkonen, che ha chiuso agevolmente in zona punti, vero obiettivo del team quest’anno.

“Purtroppo nel primo giro ho toccato una Renault – ha dichiarato il pilota pugliese nel dopo gara – danneggiando l’ala e da quel momento non avevo più grip. Poi dopo il pit-stop abbiamo provato a sistemarla e nella seconda parte della gara il passo era buono ma ho perso tanto tempo prima. Abbiamo ritardato il pit-stop perché volevamo provare a seguire la nostra strategia”

Non è stata una buona gara, ma è stata solo la prima e mi è servita per ambientarmi un po’, ora devo portare più esperienza in Bahrain. Quali possono essere le potenzialità dell’Alfa Romeo? Kimi ha finito ottavo e quindi significa che questa è una macchina da punti.”

Dunque sarà il Bahrain, tra due settimane, la prima possibilità di riscatto per l’italiano che però, a differenza dell’Australia, dovrà prendere confidenza con il tracciato di Manama, essendo alla sua prima assoluta in terra asiatica.

Samuele Fassino

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